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Allattare dopo la terapia intensiva neonatale

La mia esperienza con l'allattamento di Gabriele, lo sapete, è stata pressoché disastrosa. Pur essendo nato a termine, in perfetto stato di salute e senza complicanze, Gabriele non ha mai imparato ad attaccarsi al seno correttamente. Lo ho allattato con estrema fatica, nonostante io abbia avuto la mastite due volte e fossi una ragade ambulante.

Durante questa seconda gravidanza, la cosa che mi terrorizzava di più - più del parto, più dell'intervento, più dell'ospedale, più di tutto - era proprio l'allattamento. La montata lattea è arrivata subito dopo la nascita di Andrea. Il seno gonfio, dolente, caldo. Un male infernale. E poi i fiumi di latte e le crisi di pianto (mie). Avevo tonnellate di latte, un bimbo in terapia intensiva e la quasi totale certezza che, anche questa volta, sarebbe andato tutto storto.

La terapia intensiva neonatale non è esattamente una passeggiata. E' un posto pieno di speranza e di amore, un posto speciale, in cui puoi finalmente vivere il tuo bambino, respirarlo e toccarlo, ma ogni giorno varchi la soglia del reparto e non sai in quali condizioni ne uscirai.
Le mie giornate iniziavano a casa, tra le nostre routine mattutine, con la schiena dolente ed i punti a ricordarmi dell'intervento appena subito, per poi portare Gabriele a scuola ed arrivare alla TIN, dal mio piccolo. Di tutte le cose che ho affrontato nella mia vita, lasciarlo là ogni sera e rientrare a casa senza di lui, è stata la più difficile e dolorosa. Ogni sera. Per quasi un mese.

Nelle ultime settimane, prima che lo dimettessero dalla TIN, abbiamo fatto delle prove per attaccarlo al seno. In alcune occasioni la doppia pesata mostrava chiaramente un incremento del peso, dopo la poppata, ma Andrea aveva dei problemi a respirare e sembrava sempre molto affaticato dopo ogni tentativo, perciò mi ero messa il cuore in pace e cercavo di tirare più latte possibile, per averne a sufficienza da poterglielo offrire col biberon, senza dargli ultieriori aggiunte.

Una volta dimessi dalla terapia intensiva, pensavo di poter semplicemente continuare così. Mi ero organizzata per bene, con lo scalda biberon, tiralatte, detergenti appositi.. E invece niente. Dopo un paio di giorni di tentativi andati non troppo bene, ho provato ad offrirgli il seno e la sua risposta è stata, per me, completamente inaspettata: preferiva quello. Anzi, voleva proprio quello! Anche in questo caso, così come è accaduto con Gabriele, sono stati i miei bambini ad indicarmi la soluzione.

Come funzionava? Quanto doveva mangiare il bambino? Come dovevo tenerlo? Cosa potevo fare?
Avevo tantissime domande, una grande paura di sbagliare, di non farcela, ma Andrea mi stava chiaramente dimostrando che era quella la via giusta per lui. Così ho chiesto aiuto.
Quello che ho "imparato", negli ultimi anni, è che la sopravvivenza cerebrale, per me, va di pari passo con la comprensione e l'esternazione del mio malessere e dei miei bisogni. Mentre con il mio primo figlio ero portata a tenermi tutto dentro, a chiedere aiuto il meno possibile, a chiudermi in casa e in me stessa, questa volta ho iniziato a sfogare ogni emozione subito, anche a costo di sembrare completamente pazza.

Per fortuna, la mia disperata richiesta di aiuto è stata accolta da delle persone meravigliose, che mi hanno sostenuta e guidata attraverso i momenti più bui ed hanno saputo rispondere ad ogni mia esitazione, con consigli ed incoraggiamento.
Grazie al loro aiuto e alla tenacia del mio cucciolo ho scoperto l'allattamento. E' stato fondamentale nel ricucire lo strappo emotivo dell'intervento d'urgenza, a più di un mese dalla scadenza, che le settimane di terapia intensiva avevano contribuito ad accentuare. Mi sono sentita come se avessi "ritrovato" il mio bambino. Lo ho sentito più vicino, più mio. Ho anche dato nuovamente prova al mio cervello del fatto che l'allattamento non è una passeggiata, come vogliono farlo passare e che non ha nulla di magico o idilliaco. Che le ragadi fanno male e sanguinano, ma che fintanto che senti di star facendo la cosa più giusta, sei disposta a sopportare anche quello. Ho confermato a me stessa quanto poco io ami la dipendenza fisica che comporta, ma sono felice della scelta fatta, perché era quella giusta e la migliore possibile per entrambi.

Ricordo di aver iniziato dicendo a me stessa che non avrei mai potuto allattare pubblicamente, che non me la sarei mai sentita. Dopo una settimana ho acquistato la nostra prima sciarpa da allattamento, per coprirmi mentre Andrea mangiava, nei luoghi pubblici. L'ho abbandonata dopo tre giorni netti, dimentica di ogni forma di pudore, pronta ad allattare in tutti i luoghi e in tutti i laghi... In alcuni casi mi sono pesati gli sguardi indiscreti e giudicanti, ma principalmente ho obbligato me stessa a fregarmene.

Oggi sono felice e soddisfatta di noi, anche se convivo con un po' di malinconia, dato che tutto questo avrà presto fine. Sono in attesa di un piccolo intervento ed è meglio che per quel giorno Andrea sia in grado di alimentarsi anche in mia assenza. Non voglio farmi cogliere impreparata.

Mi rendo conto di essere andata un po' fuori tema, in alcuni punti, ma prendetelo così, questo post, come una semplice testimonianza del fatto che non c'è nulla che non possiate fare! Persino allattare dopo un mese di TIN! Non lasciate che vi dicano cosa potete e cosa non potete, ascoltate il vostro istinto e il vostro bambino!
LUISA ;-***

Allattare figli non propri. Big Deal!

La settimana scorsa è stata la Settimana Mondiale dell'Allattamento Materno.

Io, come ben sapete, ho allattato molto poco, ma l'argomento mi interessa sempre moltissimo, perché credo fermamente nell'allattamento al seno e perché spero, in futuro, di essere più preparata e di riuscire ad allattare più a lungo di come ho potuto con Gabriele. 

Così è capitato che, girovagando tra i soliti Blog che seguo, leggendo e spulciando tra i vari post, io sia capitata su un articolo che ha destato molto interesse.. si potrebbe dire, che abbia fatto quasi scandalo! Ha suscitato sentimenti contrastanti e raggiunto in pochissimo tempo centinaia di commenti.

Il post in questione è I breastfeed My Friend's Son... What's The Big Deal? di Mama Bean Parenting. L'autrice del Blog, che parla di allattamento materno in tutte le sue forme, racconta la storia di mamma Jessica, che ha allattato suo figlio e quello di una sua amica, al quale faceva da babysitter, mentre questa era al lavoro. Jessica racconta di come sia stato assolutamente naturale per lei allattare il figlio dell'amica, di soli due mesi più grande del suo e dell'entusiasmo dell'altra mamma, nel sapere che il figlio poteva essere nutrito al meglio, mentre lei doveva rientrare al lavoro.

La fotografia è stata pubblicata sulla Pagina Facebook di Mama Bean e, come potete immaginare, in poche ore "era sulla bocca di tutti".

Perché ne parlo?
Perché non sono poi tanto diversa da tutti quelli che hanno commentato la fotografia su Facebook, manifestando perplessità. 

Voi cosa ne pensate?
Non potendo allattare voi stesse vostro figlio, lascereste che fosse un'altra donna a farlo?


Da un lato mi sentirei profondamente grata nei confronti di questa donna, che permette a mio figlio di godere dei benefici del latte materno. "Perché privarlo di questa magnifica opportunità?", potrei pensare, dopotutto balie e nutrici esistono da sempre. Dall'altro, se penso al forte legame che viene a crearsi con la madre durante l'allattamento, potrei sentirmi egoisticamente gelosa della loro intimità, sentirmi esclusa, ancora più inadeguata. 
Che fare, dunque?
Pensare disinteressatamente al benessere fisico dei figli?
Non so in che modo l'essere allattato al seno da un'altra donna possa influire sul legame madre-figlio, ma di certo la scelta di nutrire un figlio non proprio è un grande atto d'amore. Una meravigliosa dimostrazione di come l'istinto materno vada oltre il legame di sangue.

L'autrice del post fa notare come nella nostra società sia considerato naturale aggiungere il latte di un'altra specie animale alle nostre colazioni, mentre allattare al seno figli non propri genera scandalo e sgomento. Forse il dubbio nasce proprio nel legame materno, che non viene a crearsi bevendo una tazza di caffè macchiato, ma che si consolida saldamente nell'allattamento al seno.. nin zo...

Voi cosa ne pensate?
Come vi comportereste?
Sono sinceramente curiosa di conoscere la vostra opinione.

LUISA:-****

A quick one: acqua per lattanti.

bimba beve
Uno degli ultimi esami che ho dato alla Facoltà di Farmacia trattava, come argomento un po' borderline al tema principale del corso, delle caratteristiche che rendono un tipo d'acqua adatta alla somministrazione ai neonati.

Il discorso vale, ovviamente, per i bambini che non vengono allattati al seno: il latte materno provvede da sé a dissetare in modo adeguato il neonato, che non necessita di bere altri liquidi. Per quanto riguarda i bambini che prendono il latte artificiale il discorso è differente ed ogni pediatra fornisce una diversa argomentazione alle proprie motivazioni: alcuni sostengono che l'acqua della preparazione del latte in polvere sia sufficiente ad idratare il bambino, altri consigliano di somministrare comunque dell'acqua a parte. 
Seguite sempre le indicazioni che vi vengono date dal vostro pediatra.. ma fate fede anche al vostro MOMMIstinto!!
Quello non sbaglia mai!

Le caratteristiche di una buona acqua per lattanti:
1 - Un Ph lievemente acido, simile a quello del latte materno;
2 - Una fonte ad altitudine elevata: l'acqua che proviene da fonti ad altitudini elevate è solitamente meno ricca di nitrati e nitriti (cancerogeni);
3 - Nitrati inferiori a 10mg per litro;
4 - Un residuo fisso a 180°C basso, meglio se inferiore ai 200mg per litro.

Queste informazioni, come vi dicevo, non sono farina del mio sacco e non hanno la pretesa di modificare le vostre abitudini alimentari. Sono una pura e semplice indicazione. Se avete voglia di dare un'occhiata potete sempre fare tappa al settore apposito del vostro supermercato e confrontare le diverse etichette delle bottiglie. Le informazioni che vi servono sono sempre indicate sull'etichetta.
Oppure potete guardare qui: Non Sono Acqua e farvi un'idea generale prima di decidere.

La scelta tra l'utilizzo dell'acqua di spina e quella in bottiglia per la preparazione del latte in polvere sta a voi. Entrambe andrebbero bollite prima di essere utilizzate, almeno per i primi mesi di vita. Fate attenzione cadere nel tranello.. l'acqua in bottiglia non è sterile! 
Da un lato è vero, come dice sempre mio papà, che l'acqua del rubinetto subisce controlli molto più accurati e molto più frequenti di quella in bottiglia, ma è altrettanto vero che su quest ultima ho l'etichetta bella e pronta e non devo fare richieste alle società idriche per informarmi delle sue caratteristiche. 
Esiste in commercio un kit che vi consente di effettuare un test casalingo in grado di valutare la qualità dell'acqua di rubinetto, però non ho alcuna informazione riguardo alla sua validità o  al suo funzionamento.
Spero di avervi dato qualche piccola informazione utile.
Un baciu 
LUISA ;-**


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Attenzione! L'OMS dichiara i latti di proseguimento "non necessari", "non idonei" e "dannosi alla salute e alla sopravvivenza dei neonati e dei bambini piccoli". E mo che si fa??

Di rientro dalla ferie (SOB feeeeerieeee mi mancate), e sono già col dente avvelenato!! ;-)
La notizia è del 17 Luglio 2013.

Vogliamo fare un test. Ci state??
Avrò bisogno dell'aiuto di voi mamme che allattate i vostri piccoli. Me la date una mano?

Dunque: siete in pieno allattamento, con tutte le gioie e le soddisfazioni (a volte anche i rompimenti, perché no?!) che questo comporta. Siete pienamente consapevoli di fare il meglio per il vostro piccolo cucciolo e paghe nel vostro ruolo di mamme/mucche (io almeno lo ero!!). Lo siete??

Bene.

Beccatevi sto video e poi ne riparliamo.



Lo avrete certamente riconosciuto.

Easy.

Ma non ve l'ho fatto vedere per far pubblicità a questo specifico latte.

Quello che mi preme chiedervi ora è: guardando questo video vi è forse venuto il dubbio che il vostro latte, quello materno, sia meno buono per i vostri bambini? Avete improvvisamente avvertito la necessità di infilare un biberon in bocca a vostro figlio/a?? State già correndo nel supermercato più vicino a casa per acquistarlo??

NO????

Com'è possibile?

Perchè secondo l'OMS “Alcuni studi suggeriscono in modo convincente una diretta correlazione tra le strategie di marketing per i latti di proseguimento e di crescita e la percezione e il conseguente uso di questi prodotti come sostituti del latte materno. In molti casi, la confezione, il marchio e l’etichettatura dei latti di proseguimento e di crescita sono molto simili a quelli del latte per lattanti. Questo genera confusione circa la destinazione d’uso dei prodotti, cioè la percezione che siano sostituti del latte materno.”

Non lo dico io. Lo dice l'OMS nella dichiarazione “Information concerning the use and marketing of follow-up formula”- Informazioni sull’uso e il marketing dei latti di proseguimento e di crescita - che trovate a questo LINK

Perciò, se da un lato questa nuova presa di posizione ufficiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità servirà a garantire un maggior controllo del marketing dei prodotti per lattanti, dall'altro è anche un chiaro segnale di come noi donne veniamo considerate drammaticamente decerebrate, in grado di lasciarci abbindolare da un qualsiasi stupido spot pubblicitario. Non trovate?

Ma, oltre al problema del marketing e della non idoneità di tali prodotti ai fini di sostituire il latte materno, si pone anche la questione se questi siano effettivamente "dannosi" o meno. Il testo afferma infatti che: "non solo il latte di proseguimento non è necessario, ma che è inadatto come sostituto del latte materno dai sei mesi in poi. Le formule correntemente in uso causano un’assunzione alta di proteine e bassa di acidi grassi, ferro, zinco e vitamine B rispetto a quanto raccomandato dall’OMS per garantire la crescita adeguata e lo sviluppo dei lattanti e dei bambini piccoli. [2,5,6,7,8,9,10,11]"

Quindi mi state dicendo che le formulazioni di latte in polvere classificate come "di proseguimento" sono addirittura dannose per la salute??

Facciamo il punto della situazione. Le mamme che allattano sono decerebrate, mentre quelle che non allattano sono delle delinquenti, visto e considerato che nel comunicato non vengono minimamente prese in considerazione.
Io, mamma degenere, che già avveleno ogni giorno mio figlio col latte in polvere cosa diamine dovrei pensare di un simile comunicato?? Me lo spiegate, cari cervelloni dell'OMS??!! Cosa dovrei dare, dunque, al mio bambino allattato con latte artificiale, dopo il compimento del suo sesto mese di vita? Continuo a dargli il latte per lattanti (il numero 1, tanto per intenderci) oppure posso anche dargli quello "dannoso" di proseguimento?? Oppure, che so, gli metto in bocca direttamente crauti e luganighe (le salsicce locali), tanto è spacciato comunque!!!?!

Avreste la cortesia di farmelo sapere, o onnipotenti protettori della salute mondiale?!

GRAZIE.

Delirio a parte. Ci sono in rete un'infinità di articoli che trattano questo stesso argomento. Personalmente ho trovato molto utile ed interessante
"Il comunicato dell’OMS sul latte di proseguimento: allora quale latte dopo i 6 mesi?" - del sito Autosvezzamento LINK in cui l'autore si preoccupa di confrontare le tabelle nutrizionali di alcuni latti di proseguimento attualmente in commercio con le linee guida del Codex Alimentarius.

Ma ve ne pubblicherò altri prossimamente. Nei miei immancabili attimi di acidità.
E comunque ho deciso che stamperò il comunicato e lo porterò dal pediatra alla prossima visita di controllo, tanto per sapere cosa ne pensa lui. 

Bacini acidini. ;-**

Io sono una portatrice sana di biberon!

Questa mattina ho pensato di scrivere un post con tutt'altro argomento, una figata: un "do it yourself" davvero geniale per l'estate. Ma poi, quando Littel è uscito di casa per andare al lavoro, ho sentito un rumoreggiare provenire dalla camera da letto.. Sono andata a controllare ed ho trovato uno gnomo tra le lenzuola del mio letto. Sveglio. Che mi guardava, serio.
Ed è stata lotta feroce.
Ci siamo rotolati. Mordicchiati. Sbaciucchiati.
Lui rideva.

Così mi è tornato in mente il discorso che si faceva ieri tra mamme: che l'allattamento al seno è la cosa migliore che una madre possa fare per il proprio figlio; che i bambini allattati al seno sono più sani, più intelligenti, più sviluppati, che camminano prima, che parlano prima .. .. ecc ecc

Si ok.

Sono io la prima ad inneggiare al latte materno e sarebbe altamente sciocco negarne i benefici.

Sono anche la prima ad ammettere che mi manca allattare mio figlio. Amavo quella sensazione di intimità ed esclusività che si prova durante la poppata. Quel sentirsi ancora una cosa sola. Scegliere di passare definitivamente al latte in polvere per me non è stato affatto facile e credo che per molte donne sia lo stesso. 

Personalmente ho avuto dei problemi ad allattare correttamente mio figlio e ad aiutarmi sono state delle persone a me molto care, non il Sistema Sanitario... tant'è che in ospedale, i primissimi giorni dopo il cesareo, non sono stata assistita minimamente nell'attaccare Gabriele al seno.

La sensazione, in generale, è che anziché favorire l'allattamento al seno per il reale benessere dei nuovi nati, si cerchi piuttosto di demonizzare in ogni modo il latte artificiale e le aziende che lo producono. Perché, altrimenti, vietarne la pubblicizzazione? Sono assolutamente contraria alla pubblicità ingannevole o fuorviante, ma nel momento in cui, come madre, vengo messa al corrente che il mio latte è il migliore possibile, per tutta una serie di ragioni, il fatto che ne pubblicizzino o meno uno in polvere, dovrebbe forse influenzare le mie scelte?
(piccola puntualizzazione: i latti in polvere che vedete pubblicizzati in televisione sono quelli di "proseguimento" e/o "di crescita", cioè quelli che si presume vengano dati dal sesto mese in poi, non latti per lattanti).

Comunque sia.

Gli occhietti vispi del mio gnometto delle lenzuola mi ricordano che sono una pessima madre a non allattare più il mio piccolo e che, così facendo, lo condanno ad una vita di malattia e stupidità.
Mi dicono che comunque avrei potuto fare di meglio. Fare di più.
Mi ricordano la sensazione che si prova nel momento in cui, tra le tette al vento delle altre mamme, estraggo il biberon di latte dallo zaino, con tutta la nonchalance possibili, per non destare troppo sospetto. Ed ecco sopraggiungere il primo sguardo languido della mamma al mio fianco: "Ah, ma tu non allatti!". Sorrido senza rispondere. E il suo volto si dipinge di un'espressione compassionevole.

Avrei continuato ad allattare anch'io se mi fosse stato un po' più facile. Se il dolore non fosse stato così forte e allattare non fosse diventato motivo di nervosismo ed ansia.

Guardami come ti pare, tu che "allatti alla luce del sole"!
Io sono una portatrice sana di biberon, ok?!
Ma per fortuna, no, non c'è discriminazione.

portatrice sana

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Ingorgo mammario, ragadi e mastite.

Un paio di mesi fa avrei potuto fare come i bambini con le figurine: "ce l'ho, ce l'ho e ce l'ho!".
Raccolta completata!
Un successo!

Di cosa si tratta?

L'ingorgo mammario è piuttosto frequente nei primi giorni dopo il parto, in seguito alla montata lattea. Si tratta di un ristagno di latte nei dotti lattiferi della mammella. Si avvertono dei nodini duri attorno al capezzolo, che appare arrossato. Può essere accompagnato da una lieve febbre. Personalmente non l'ho trovato molto doloroso e per sciogliere i nodini mi è stato sufficiente massaggiare energicamente la zona con le dita e attaccare Pistacchio al seno ad orari più ravvicinati.

Le ragadi sono tutt'altra storia!!
Mi hanno devastato i capezzoli per mesi, fin dai primi giorni dopo la nascita di Gabriele.
In ospedale, devo dire, non sono stata assistita granché nell'allattamento e quando manifestavo le mie perplessità facendo notare che avvertivo dolore venivo solitamente liquidata con un: "no, no si attacca benissimo!", da parte delle ostetriche del reparto. Perciò mi sono rassegnata al fatto che allattare significasse provare dolore. Ovviamente è un fattore piuttosto soggettivo, ma sentire male allattando NON è normale! Significa che il bambino non si attacca bene.
Rimediare è possibile! Fatevi aiutare da chi ne sa più di voi se siete alla prima esperienza, magari da qualche altra mamma, oppure dai pediatri/ostetriche dei consultori familiari.
Anche la LECHE LEAGUE può esservi d'aiuto: le volontarie dell'associazione possono rispondere ai vostri dubbi e potete organizzare un incontro per farvi assistere QUI

Come si presentano?
Sono dei veri e propri tagli, più o meno profondi, sul capezzolo e, SI, fanno piuttosto male quando il bambino ciuccia. Bruciano e pulsano.
In questo caso mi è stato di vero aiuto l'olio VEA (collegamento al sito del produttore attraverso l'immagine). 

Lo trovate facilmente in farmacia, ma è piuttosto caro: €12/14 per un tubetto mignon da 20ml. Però devo dire che mi ha aiutato moltissimo.

Esistono anche altri prodotti in commercio da applicare sul capezzolo durante l'allattamento, come la crema Purelan della Medela (non l'ho presa in considerazione a causa della mia avversione per la lanolina), oppure le creme specifiche per capezzoli della Avent o della Mustela. Ce ne sono davvero tante, bisogna che capiate quale fa più al caso vostro.

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, sconsiglio vivamente l'utilizzo dei para-capezzoli quando si hanno le ragadi. Anziché alleviare il dolore me lo aumentavano. Però è sempre tutto molto soggettivo.

In linea di massima, comunque, se il bambino riprende ad attaccarsi bene, le ragadi si rimarginano piuttosto in fretta. Nell'arco di 24/48 ore.
Altrimenti, così come nel caso di un ingorgo non curato a dovere, possono dare luogo ad una vera a propria infezione batterica dei dotti lattiferi: la mastite.

Un giorno, dopo una breve passeggiata fuori casa, mi sono resa conto di avere un seno particolarmente duro, dolorante e rosso. Ho pensato fosse un altro ingorgo ed ho continuato ad allattare Pupo come facevo avitualmente. Nel pomeriggio, distesa sul divano, il seno ha iniziato a farmi molto male e a pulsare. La sera stessa avevo 37.8 di febbre e un dolore fortissimo, da non poter sfiorare il seno con la mano.

E fu mastite.

Il medico (love) mi ha prescritto un antibiotico, uno di quelli che si possono assumere durante l'allattamento, come l'amoxicillina.
Oltre a questo è stato necessario fare impacchi caldo umidi sulla zona e massaggiarla spesso.
Inizialmente non capivo perché gli impacchi dovessero essere necessariamente caldo-umidi e non semplicemente caldi.. ma fidatevi! Caldo-umidi è la risposta giusta! E come farli? Potete inumidire un asciugamano e metterci in mezzo la borsa dell'acqua calda, oppure bagnare un pannolino e metterci sopra la borsa calda. Sembra una stupidaggine, ma questo sistema evita davvero che vi bagnate tutte.

Mi è servito anche noleggiare un tiralatte elettrico per velocizzare l'estrazione del latte senza peggiorare la situazione, dato che Pisto non si attaccava correttamente. L'ho noleggiato (a dire il vero è stato Littel a fare tutto, in quei giorni febbricitanti) da Prenatal. Vi chiedono 100€ di cauzione da cui scalano ogni giorno 2€ di noleggio. Come tiralatte vi danno quello professionale della Medela, il Symphony, quello che solitamente hanno anche nei reparti di ostetricia. E ' estremamente facile da utilizzare, veloce e pratico.

Ho avuto 38/39 di febbre per diversi giorni. Perciò se dovesse capitare anche a voi (e non ve lo auguro minimamente!!!) fate in modo di avere qualcuno che vi possa aiutare.
Ricordatevi anche che l'assunzione di antibiotici provoca uno squilibrio della flora batterica e potrebbe favorire la proliferazione della Candida (che non è un batterio, ma un fungo). Ve lo dico perché io l'ho avuta, ovviamente (non ci siamo fatti mancare niente!). Con un integratore di probiotici adeguati e ovuli vaginali alla Calendula si è sistemato tutto in pochi giorni.

Non sono per le cure fai da te, perciò ve ne parlo non perché prendiate esempio e facciate come la sottoscritta, ma perché sappiate che anche in quei momenti, quando vi sembra di non venirne più fuori, non è così. Tutto passa!
Ricordatavi sempre di sentire il parere del vostro medico/ginecologo curante. Ogni individuo ed ogni situazione sono a sé. Nessuno più del vostro medico di fiducia potrà consigliarvi ed assistervi nel modo adeguato.

Vi lascio con questa tabella riassuntiva, trovata su allattiamoinsieme.blogspot.com ma sappiate che online trovate una infinita quantità di consigli, informazioni che potrebbero essere interessanti.
Un bacio


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Pisto nel fantastico mondo ... dei biberon!! -parte prima-

Probabilmente prima di parlare di biberon dovrei raccontare per esteso la nostra "avventura" o, per meglio dire, "disAvventura" con l'allattamento al seno. Inoltre devo ancora postare le famose schede sull'allattamento che ci avevano dato al corso pre-parto.

Prometto che racconterò ogni cosa quanto prima, assieme a tutte le informazioni che ho collezionato durante la mia, seppur
breve, esperienza di mamma che allatta. Parlerò di allattamento, tiralatte, sterilizzatori, scalda biberon, latte in polvere e tutto quello con cui abbiamo avuto a che fare Pisto ed io in questi primi due mesi. 

Tenete presente che con questo post non intendo pubblicizzare alcunché. Non vendo prodotti per l'infanzia perciò non ho nulla da guadagnarci parlando bene, oppure male, di un prodotto piuttosto che di un altro. Si tratta semplicemente di considerazioni fatte in questi due mesi, che possono valere solo per Pisto e la sottoscritta oppure essere condivise da altre mamme con problematiche simili alle nostre.

Dunque: siete recentemente state in un negozio per bimbi per acquistare un biberon?
Io si!E ne sono uscita sconfitta. Più di una volta, a quanto pare.
Ricordo quando mio fratello era piccolo. Esisteva un unico tipo di biberon: presumibilmente della Chicco, in vetro, con tettarelle dal flusso variabile da sostituire. Ricordo che insistevo per dare io da mangiare al mio fratellino e che mia mamma mi raccomandava di tenere il biberon ben saldo, inclinato verso l'alto per far sì che nella tettarella non si formassero bolle d'aria.
Con l'immagine di una piccola me nell'intento di dare da mangiare al suo fratellino mi sono avviata al negozio.

...

Ovviamente oggi i biberon non sono più solo in vetro e della Chicco.
I biberon moderni sono in polipropilene, senza bisfenolo (BPA), con tettarelle in silicone oppure in caucciù, che si sterilizzano direttamente in microonde e lavano in lavastoviglie ed hanno foglietti illustrativi tradotti in sedici lingue, che aperti hanno le stesse dimensioni delle pagine di un quotidiano. Tuttavia qualche rara eccezione in vetro si trova ancora. 
Vogliamo parlare di varietà di marchi in commercio? Si, perché non esistono più solamente i biberon della Chicco: oggi ci sono anche quelli della Nuk, TommeeTippee, Avent, Medela, MAM, Nuby... senza contare quelli marchiati Prenatàl, BeautyBaby, Coop ecc. 
E come se non bastasse ogni marchio ha la propria particolarità, la propria forma, il proprio sistema anti-colica e le sue tettarelle di cui è necessario capire il tipo di flusso. 

Lasciatemelo dire: un gran casino!
Se, al contrario della sottoscritta, non avete incontrato alcuna difficoltà e il vostro bambino si è placidamente adattato al primo biberon che avete acquistato allora ritenetevi fortunate e sappiate che provo un'immensa invidia per voi!

Con Pisto non è stato così facile. Pisto è un tipetto bello deciso (un po' rompino, per dirla tutta). Lui non si adatta. Se una tettarella non gli va oppure ha un flusso che non gli sembra sufficientemente convincente sputazza latte in ogni dove e rifiuta il biberon tra le grida. Facile, vero?

Prima di iniziare con la carrellata dei biberon che abbiamo provato è doveroso, da parte mia, precisare che la maggior parte di questi lì ho acquistati oltre confine ad un prezzo DECISAMENTE più conveniente rispetto a quello di qualsiasi negozio in Italia. Li ho acquistati presso un punto vendita di un negozio tedesco, in cui tutti i prodotti di marchi tedeschi e austriaci (con alcune eccezioni) hanno un costo infinitamente inferiore a quello con cui vengono venduti da noi. Se siete della mia zona o vi può interessare l'argomento lasciatemi un messaggio nei commenti oppure mandatemi una mail. Ovviamente ho dato un'occhiata anche a diversi negozi di prodotti per bambini online e i prezzi mi sono parsi comunque parecchio più alti. E non solamente per quanto riguarda i biberon, ma anche per i pannolini, salviettine e creme varie (fanno eccezione alcune promozioni periodiche o sconti particolari di certi punti vendita). 
Spesso mi faccio venire i sensi di colpa e mi dico che dovrei acquistare in Italia per contribuire a sostenere la nostra economia, ma poi mi ricordo che questo paese è lo stesso che mi passa la bellezza di 100€ di contributo di maternità al mese e che non mi permette di detrarre nemmeno le spese sanitarie, che condanna il lavoro in nero ma ammette l'esistenza di contratti come il mio, "a chiamata", che di fatto non hanno alcun controllo e inneggiano allo sfruttamento dei dipendenti. Quei benedetti 100€ devo farmeli bastare per molte cose!

Signore, diamo il via alle danze!

Il primo biberon che abbiamo provato è quello incluso nella confezione del tiralatte manuale Avent di Philips. Nello specifico è un biberon da 125ml della linea Natural di Avent. 
Serve per raccogliere il latte estratto, ma
si può anche usare per conservarlo in frigorifero e, successivamente, come biberon per darlo al pupo.

- Forma e aspetto: abbastanza standard, facile da impugnare. Unica pecca: il biberon incluso nella confezione del tiralatte è piccolino e contiene al massimo 125ml, perciò se avete molto latte dovrete sterilizzarlo un sacco di volte (come facevamo noi), acquistarne degli altri, oppure comprare dei contenitori appositi per conservare il latte estratto. Inoltre, man mano che il bimbo cresce, avrete comunque bisogno di qualcosa di più capiente.
- Tettarella: con design a forma di petalo e forma anatomica. Morbida e flessibile.

- Sistema anti-colica: due piccole valvoline laterali attraverso cui passa l'aria. Funzionano bene e sono FACILI. Facili da comprendere, da pulire, insomma facili! 
- Assemblaggio: molto semplice, intuitivo e veloce.
- Sterilizzazione: volendo seguire alla lettera le indicazioni sul foglietto illustrativo, il dispositivo intero andrebbe
sterilizzato facendolo bollire per una decina di minuti mediante l'apposito sterilizzatore Avent. Logico, no? Io, per la verità, non potendone più di mettere a bollire l'acqua ogni volta, ho provato a metterlo nello sterilizzatore a vapore per microonde e non è successo nulla di tragico..
- Prezzo: non ho acquistato un singolo biberon Avent, ma ho visto che in generale in Italia sono piuttosto cari. Prezzo oltre
confine: sui 6/8€ per il formato più grande, sempre compatibile col tiralatte.



Il secondo, per ordine cronologico, è un biberon della Nuby con tettarella Softflex 0+ che ci hanno regalato in un negozio di articoli per bambini.



- Forma e aspetto: in generale hanno fantasie e colori molto belli, anche se quello che ci è stato dato in prova era trasparente, senza
alcun disegno. La forma è particolare, piuttosto larga alla sommità, perciò fate attenzione se avete già uno scalda biberon a casa perché potrebbero non entrarvi.
- Tettarella: immensa e tondeggiante a simulare l'areola del seno materno. In silicone medicale, morbido e flessibile.
- Sistema anti-colica: anche questo ha  tre piccole, semplici valvole a lato della tettarella per far entrare l'aria. Sono comode, semplici e il
flusso è ottimo. 
Esiste in commercio un nuovo modello, quello con il "sacchettino ZERO ARIA" . Non l'ho provato, anche se sono stata tentata di acquistarlo. Costa qualcosina in più e bisogna comprare anche i ricambi dei sacchettini anti-colica. Per informazioni premete sul link.
- Assemblaggio: discretamente semplice.
- Sterilizzazione: nessuna accortezza in particolare, almeno per questo modello qui.
- Prezzo: in Italia li ho trovati dai 6 ai 10/12€. In generale un buon prodotto.

Come avrete notato, almeno in questa prima parte, la maggior parte delle immagini (esclusa quella iniziale) sono prese dai siti internet dei prodotti in questione (non ho fatto le foto per pigrizia, ammetto!), ma nella seconda parte del post le immagini saranno per lo più fotografie dei prodotti fatte da me, devo solo trovare il tempo di sistemarle. Bacini ;-*

Il cuscino allattamento, i suoi molteplici usi e i... di Mamma Canguro

Il cuscino allattamento, i suoi molteplici usi e i... di Mamma Canguro: Il cuscino allattamento è un grande classico!! In questo post di Mamma Canguro racconta cos'è il cuscino per l'allattamento, quali sono i suoi molteplici utilizzi con link al tutorial per cucirne uno e a diversi video su come utilizzarlo.



Perchè allattare. I benefici del latte materno.

Tra le varie cose penso che potrebbe essere interessante condividere dei link ad alcuni articoli e/o siti che ho collezionato in questi sei mesi.
Alcuni li ho trovati semplicemente cercando con Google, mentre ad altri sono approdata grazie alla segnalazione di amiche.
Spero possano essere utili.

Movimento Allattamento Materno Italiano

Allattamento al seno

La Leche League Italia (grazie a Silvia per il link)
Sito davvero interessante, ricco di informazioni e articoli che non riguardano necessariamente solo l'allattamento al seno.

Lavoro & Allatto

Allattare PDF Italiano

Allattamento al seno - Regione Lazio PDF