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Fermenti Lattici, Probiotici e Prebiotici - Conosci la differenza?

Uno degli argomenti che mi affascinano di più, da sempre, è il discorso sulla flora microbica residente del corpo: cioè quei microrganismi che si stabiliscono, colonizzandola, in una particolare sede del nostro corpo.

Il numero di questi microrganismi, nel corpo umano, è tale da superare decine di volte il numero delle cellule del nostro stesso organismo. La loro presenza spesso viene tenuta poco in considerazione, ma è fondamentale nel prevenire e proteggerci dall'aggressione di altri microrganismi infettivi, detti patogeni.

L'alterazione di questa flora batterica residente viene comunemente definita "disbiosi" e può essere causata da diversi fattori: detergenti troppo aggressivi, terapie antibiotiche, alcune patologie e molti altri. Tali fattori sono in grado di uccidere parte di questi microrganismi, provocando uno squilibrio nella colonizzazione batterica degli organi del corpo. Questo squilibrio può far sì che funghi o altri ceppi batterici possano riprodursi con maggiore facilità nell'organismo, alterando lo stato di salute dell'individio ed è la ragione per cui spesso, quando il pediatra prescrive una terapia antibiotica ai nostri bambini, la associa ad un integratore di probiotici.

Un riassunto molto sbrigativo, ma abbastanza chiaro, per rispondere a tutte le volte in cui qualche mamma non riesce a spiegarsi perché il pediatra, oltre alla terapia antibiotica, abbia prescritto loro il tal integratore.

Il secondo amletico dubbio che mi sono trovata ad affrontare è: fermenti lattici, probiotici e prebiotici.. no, non sono la stessa cosa!
Forse perché si tratta di integratori, oppure perché siamo stagionalmente bombardati di pubblicità sullo yogurt che sgonfia la pancia e che fa sorridere l'intestino - non lo so - sta di fatto che c'è molta confusione sull'argomento.

I FERMENTI LATTICI sono batteri o lieviti che si trovano in molti alimenti e hanno la funzione di
trasformare enzimaticamente il lattosio, uno zucchero presente nel latte.

Alcuni di questi fermenti, definiti FERMENTI LATTICI PROBIOTICI o semplicemente PROBIOTICI, sono fermenti lattici vivi, in grado di riprodursi e colonizzare diverse sedi del nostro organismo, contribuendo a tenere sotto controllo la proliferazioni di microrganismi nocivi.
Si tratta di microrganismi derivati da ceppi batterici specifici, provenienti da colture cellulari selezionate e per essere efficaci devono essere presenti, all'interno dell'integratore, in quantità di almeno un miliardo per ogni singolo ceppo.
Gli integratori di probiotici dovrebbero essere assunti sempre a stomaco vuoto, in una forma farmaceutica adeguata, che favorisca la loro sopravvivenza all'acidità gastrica. Nel caso degli integratori per bambini, la forma farmaceutica viene ovviamente messa in secondo piano, perché è abbastanza chiaro che difficilmente un bambino sarà in grado di assumere l'integratore sotto forma di capsula o compressa gastro resistente.

I PREBIOTICI sono invece sostanze di origine alimentare non digeribili, in grado di stimolare selettivamente la crescita di alcuni ceppi batterici nell'intestino. Sono ad esempio fibre di polisaccaridi non amidacei o beta-glucani, fructani, oligofruttosaccaridi (FOS) galattooligosaccari; questi si trovano in molti alimenti (frumento, miele, germe di grano, aglio e cipolla, legumi..) e rappresentano una sorta di "nutrimento" per i fermenti lattici probiotici, stimolando l'attività intestinale (il loro utilizzo è controindicato in caso di sindrome dell'intestino irritabile).


La difficoltà, con questo genere di argomento, è la limitata quantità di materiale scientifico reperibile, in confronto all'infinita vastità di ceppi batterici presenti nel nostro organismo. Vorrei raccontarvi, più nello specifico, dell'utilità dei probiotici nella prima infanzia, ma preferirei affrontare l'argomento separatamente, in un post a parte.

Spero di avervi aiutate a fare un po' di chiarezza sulla questione e che abbiate trovato l'ergomento interessante tanto quanto lo è per me.
Besosss

Luisa ;-***

Buongiorno Raffreddore!

Tutto inizia da uno starnuto, che giunge così, inaspettato, con quel suo fare apparentemente innocuo: "Salute, amore!", dice mamma, ignara che quello è solo l'inizio dell'interminabile lotta stagionale contro raffreddori, riniti, sinusiti e otiti.
buongiorno raffreddore

E fu raffreddore!
Raffreddore prima per Pupi, che per lui significa tre, al massimo quattro, giorni di nevrosi e naso gocciolante. Nevrosi per Pupi implica necessariamente nevrosi per chiunque gli giri attorno, specialmente per mamma e papà. "Vieni qui, nanetto, soffiati il naso!", "Dove scappi, devo pulirti il nasooooooo". E via dicendo. 
Moccoli ovunque. 
Gioia assicurata.

Ma raffreddore per Pupi equivale sopratutto a rinosinusite mortifera per mamma: tre giorni di raffreddore per lui si trasformano irrimediabilmente in tre mesi di antibiotico per me, con annessi tir di fazzoletti sul comodino, notti passate a rantolare tra le coperte, antistaminico, perché non si sa mai.. Che poi prendere l'antistaminico mi fa uno strano effetto, mi paralizza la lingua. A voi succede? Ho la lingua tutta informicolata e non riesco più a distinguere i sapori. BLEAH!

A Ottobre inizia la danza dei suffumigi e degli olii balsamici nelle vaschette dei caloriferi.
alleati

Come in ogni battaglia che si rispetti, anche io ho i miei alleati preferiti:

1 - Fazzoletti come se piovesse! In primis!!!

2 - Acqua di Sirmione fiale. 
Non costano poco, ma possono essere utilizzate sia nell'apparecchio per l'aerosol, che spruzzate direttamente nelle cavità nasali tramite l'erogatore che si trova nella confezione. Noi ormai ne abbiamo uno a testa, in casa. L'acqua di Sirmione, è vero, non ha un buon odore, ma è proprio quella la caratteristica che la rende tanto preziosa: lo zolfo, responsabile dell'odore di uova marce, è anche un prezioso alleato nella protezione e disinfiammazione delle mucose nasali. Ha azione antisettica e fluidificante del muco e può essere utilizzato tranquillamente sui bambini ed in gravidanza.

3 - Doccia per irrigazione nasale e soluzione fisiologica. 
Lo scorso inverno mi sono auto-introdotta al mondo delle irrigazioni nasali. Ho venduto la lota per anni, rifiutandomi di acquistarla, ma ho dovuto cedere e comprare un irrigatore nasale, nella speranza che potesse aiutarmi a distanziare i cicli di antibiotico. Non so se è stata la fortuna della principiante o cosa, però finora ha funzionato. Ieri ho ricominciato ad utilizzarlo e speriamo che continui a sortire il suo effetto benefico.

La doccia nasale che sto usando e che vedete nell'immagine è la Rinoway di Envicon Medical; anche questa non costa proprio poco (sui 18€), ma può essere riutilizzata e dura nel tempo, se avete cura di lavarla ed asciugarla per bene. Con questo flacone siete liberi di utilizzare la soluzione che preferite, senza dover necessariamente acquistare le docce nasali monodose.
L'inverno scorso sono stata fortunata e sono riuscita a trovare anche una confezione di sali isotonici Rinoway. La confezione è di 15 buste, contenenti Acido Jaluronico Sale Sodico e Pantenolo, che vi bastano per due settimane di lavaggi e costano all'incirca 1,13€ l'una. Non è poco, ma ora vi spiegherò perché continuo comunque a preferirle al flacone di soluzione fisiologica: con un litro di soluzione fisiologica riempio la doccia nasale sei volte, per un costo di 0,90€ al lavaggio. Da un punto di vista economico è sicuramente conveniente, ma il bottiglione di fisiologica è decisamente ingombrante e scomodo da tenere in bagno e, cosa molto più importante, non mi permette di controllare la temperatura del liquido che utilizzo per il lavaggio!
Fare lavaggi nasali con acqua fredda è fastidioso tanto quanto provare a farli con la semplice acqua di rubinetto, ve lo assicuro!
Con i sali Rinoway è tutto molto più facile e veloce: basta metterli nel flacone, aprire il rubinetto dell'acqua e regolarla ad una temperatura tiepida, riempire il flacone fino al livello indicato ed agitare per disciogliere i sali. Stop.

Da voi è già arrivato il raffreddore?
Come vi state preparando a combatterlo?
Quali sono i vostri alleati?
Sono curiosa!
;-***
LUISA 

Fonte immagine titolo: Pinterest
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Regolare l'umidità di casa tutto l'anno con Ariasana di Nuvita.

Ultimo appuntamento dedicato alla salubrità degli ambienti domestici, almeno per un po'.
Perchè mai parlare di un umidificatore proprio ora che l'estate è alle porte? Certamente l'estate italiana ha la fama di essere particolarmente umida, ma qui da noi, nel Far East, il vento la fa ancora da padrone (la fa da padrone un po' tutto l'anno, per la precisione).

Di fatto temperatura e l'umidità sono due cose separate, perciò è bene fare attenzione a non confondere le cose. Il vento, da noi, rende l'aria molto secca facendo abbassare l'umidità relativa anche sotto il 30%. Per me, che soffro di riniti allergiche ricorrenti e d'asma è piuttosto faticoso, ma sono costretta a controllare e a regolare l'umidità della mia abitazione con una certa regolarità e frequenza.
Perciò se è vero che l'umidificatore viene maggiormente sfruttato nei periodi invernali.. è anche vero che potrebbe risultare molto utile un po' tutto l'anno, all'occorrenza.

Ariasana di Nuvita è un umidificatore che mi è piaciuto molto fin dal primo momento in cui lo ho utilizzato; ha un meccanismo ad ultrasuoni a vapore freddo estremamente silenzioso ed una forma essenziale che si abbina perfettamente alla stazione benessere di cui vi ho parlato la volta scorsa (per voler fare i sofistici).

ariasana nuvita

Come vedete non è ingombrante e si aziona e ripulisce in maniera estremamente semplice e pratica (nella foto seguente ve lo mostro nel dettaglio). Possiede una tecnologia di purificazione dell'acqua agli ioni d'argento ed un filtro ai carboni attivi che la filtra nuovamente prima di trasformarla in vapore e rilasciarla nell'ambiente, mentre lo spegnimento automatico garantisce un ottimo livello di sicurezza e tranquillità d'utilizzo, anche di notte.

Si trova in commercio con una certa semplicità, sia online che nei più comuni store di giocattoli in circolazione ed ha un prezzo assolutamente consono al tipo di servizio ed efficienza che garantisce (circa 45€).

ariasana nuvita2

Un bel prodotto, vero?
Un piccolo investimento per il benessere domestico.

Il mio voto complessivo è 4/5: mano verde

LUISA ;-*

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Salubrità degli ambienti domestici e aromaterapia. FLORA AriaSpray

Con estremo ritardo, a causa di una collaborazione saltata, arriviamo a questo terzo "appuntamento", se così li vogliamo chiamare.

In barba a tutti i miei professori universitari, oggi vi voglio parlare di Aromaterapia. 
Di cosa si tratta? 
L'aromaterapia utilizza gli oli essenziali in base alle loro componenti più volatili e quindi odoranti, le quali sono in grado di agire sul nostro organismo attraverso il senso dell'olfatto, raggiungendo il nostro cervello ed il sistema nervoso; l’olfatto possiede maggiori connessioni con quelle zone del cervello, come l'ipotalamo e l'ipofisi, che regolano l’emotività. Alcuni ricercatori farmaceutici hanno paragonato l’attività delle fragranze a quella dei farmaci psicotropi (come gli antidepressivi) per la capacità di modificare l’attività psichica dell’individuo. Interessante no?

aromaterapia
Ciascuna fragranza possiede caratteristiche differenti, così come è differente il suo effetto sul nostro umore (sempre tenendo conto del gusto personale); per questo è altrettanto importante controllare quali essenze utilizziamo solitamente per profumare gli ambienti domestici: un bimbo che dorme in una stanzetta nella quale viene diffuso un olio ad azione energizzante e tonica avrà più difficoltà a prendere sonno di un altro bimbo che dorme in una stanza profumata con un essenza rilassante ed equilibrante del sistema nervoso, come la Lavanda.

L'essenza di Camomilla, per esempio, risulta riequilibrante negli stati d’ansia, in particolare se accompagnati da cattivo umore e intolleranza, mentre l'o.e.di Menta è in grado di stimolare la concentrazione e la memoria. Il Gelsomino, invece, è un olio in grado di coadiuvare la stabilizzazione delle emozioni, donando sicurezza e ottimismo negli stati di apatia o malinconia. 

E' possibile impiegarli attraverso l'utilizzo di diffusori per aromi di diverso tipo, elettrici oppure a candela, che possono essere facilmente collocati nelle diverse stanze della casa, in modo da "personalizzare" ciascun ambiente. In questi diffusori la sorgente di calore riscalda l'acqua nella quale vengono inserite 4/5 gocce dell'olio prescelto, rendendone possibile l'evaporazione graduale nell'ambiente. E' possibile acquistare oli singoli, da utilizzare da soli oppure miscelati tra loro a piacere, ma esistono anche miscele di oli già pronte all'uso, con composizioni specifiche per diversi tipi di ambiente: da quello lavorativo a quello più personale famigliare.

aria sprayLa miscela di oli Aria Spray di FLORA, ad esempio, è specificatamente formulata per gli ambienti domestici in cui vogliamo intensificare un senso di armonia e benessere. Si tratta di un flaconcino in vetro scuro (perfetto per la conservazione degli o.e.) di 30ml, con apposito erogatore spray, contenente una miscela di oli  puri al 100% di Arancio Dolce, Mandarino Rosso e Vaniglia, ad azione rilassante e purificante dell'aria, particolarmente adatti alle stanze dei più piccoli.
Il prodotto è assolutamente ottimo e l'erogatore spray ne consente anche un pratico utilizzo, direttamente nelle vaschette dell'acqua sui termosifoni. In questo modo non avremo la necessità di utilizzare alcun  diffusore e il riscaldamento domestico si occuperà di diffondere le essenze profumate direttamente nelle nostre case.
Per questa ragione si merita una manina verde

Gli agrumi hanno solitamente un effetto armonizzante ed antidepressivo, stimolano le endorfine e riportano facilmente alla memoria ricordi famigliari. In questo caso l'Arancio dolce calma le paure e promuove il recupero delle energie perdute, mentre il Mandarino rosso è ottimo per gli stati d'ansia e nervosismo dei bimbi, soprattutto nella crisi dei cambiamenti (fratellino, cambio di scuola), aiuta contro la tristezza e l'insonnia. 

Il Limone, in generale, migliora le attività relazionali favorendo la concentrazione e la comunicazione; le sue proprietà antibatteriche hanno la particolarità di abbassare la carica batterica, disinfettando l'ambiente, mentre il Bergamotto possiede una forte influenza sull’equilibrio delle funzionalità del nostro corpo regolate dal sistema nervoso autonomo, sia su quello emotivo.

Queste sono solo alcune delle essenze che si utilizzano nell'aromaterapia, quelle più comuni negli ambienti domestici, ma ce ne sono tantissime che vengono adoperate per necessità più specifiche e personali. Un buon erborista/farmacista, saprà indicarvi quella che più fa per voi.

Io vi lascio i link di alcuni articoli della rivista L'Aromatario, sull'argomento, che potrebbero interessarvi.

Controllare umidità e temperatura della cameretta dei bambini. Stazione Benessere Babymoov.

In questo secondo appuntamento (leggi il primo post sull'argomento -> QUI) vi vorrei parlare, come preannunciato, di un particolare apparecchio che consente di controllare costantemente il grado di umidità relativa e la temperatura dell' ambiente nel quale viene posizionato.

Si tratta della Stazione Benessere - Babymoov.

Pur essendo esteticamente carino, come prodotto, non mi è piaciuto molto e il mio voto complessivo, ve lo dico, non sarà alto. Questo perché, oltre ad esplicare le proprie funzioni di monitoraggio di temperatura ed umidità, si propone di svolgere tutta una serie di altre funzioni che, onestamente, non gli riescono troppo bene ed il prezzo (40-50€) ne risente inutilmente.

babymoov

Tante cose, troppe cose. Decisamente. 
La forma ad ovetto è molto carina e mi piace, ma lo schermo è decisamente troppo piccolo per tutte le informazioni che si impegna a fornire e spesso riuscire a leggere l'ora risulta una vera impresa. 
I LED di indicazione umidità e temperatura sono troppo forti (li tengo sempre spenti), quasi accecanti. Bella la struttura che cambia colore allo sfioro.. a Gabriele piace un sacco passarci sopra la manina e vedere i colori che cambiano "vedde" "zuo" "allo"...

L'opzione "musica", invece, è un flop clamoroso: poco utile, specialmente così come è organizzata! Ci sono pochissime musiche a disposizione, 4 in tutto, in stile new age, per niente belle (la prima è l'unica passabile) e tagliate male: a metà di un suono la melodia ricomincia.. orribile da sentire. E sopratutto, se il loro scopo è quello di rilassare chi le ascolta.. sono di un volume decisamente troppo alto, anche al minimo!

babymoov


Troppo e male, per questo non è piaciuto. Avrei preferito meno funzioni, organizzate meglio.
Magari niente musica e più spazio a data e ora, per dire.

Perciò il mio voto finale è di 3/5

Però ce ne sono tanti altri di prodotti simili in commercio e sono sicura che riuscirete a trovare quello che meglio si addice alle vostre esigenze.. io vi lascio qualche link e qualche idea!!
;-**

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Salubrità degli ambienti domestici e allergie indoor.

"Salubrità"... che brutta parola!! E' un termine importante, ma suona decisamente male.. e mi ricorda l'esame di Igiene, all'Università (che sia questo, il reale motivo?)!! Questo mese vorrei parlarvi proprio della salubrità degli ambienti domestici in cui viviamo, prendendo in considerazione principalmente due fattori: temperatura e umidità e il loro influsso sulle allergie respiratorie. La motivazione è semplice: con l'arrivo della stagione fredda l'umidità, le muffe e le condense fanno ritorno nelle nostre case e mai come questo inverno mi hanno provocato allergie e rinite ricorrenti (una vera piaga!!!). Per farlo vi riporterò alcuni dati davvero interessanti, che ho racimolato qua e là nel corso degli anni e vi mostrerò alcuni prodotti che potrebbero esservi di grande aiuto, all'interno di quattro post distinti. A rate, insomma! ;-)

Le nostre case, in condizioni di umidità relativa superiore al 60%, sono il microclima ideale per la crescita delle muffe, le quali provocano allergia attraverso la liberazione di spore, che diffondono facilmente nell'ambiente. In alcuni casi è possibile ricorrere a dei purificatori d'aria di buona qualità, dotati di particolari filtri, chiamati HEPA, in grado di bloccare anche le particelle più piccole ed eliminare gli allergeni sospesi nell'aria che vi passano attraverso. Non è risolutivo, ma può aiutare. 

Temperatura e umidità non influiscono solamente sulla formazione delle muffe, ma anche sulla proliferazione degli Acari Dermatophagoides, le cui particelle fecali contengono particolari enzimi che sarebbero la causa di una delle più importanti allergie dei paesi occidentali, nonché il maggior fattore di rischio per asma ed altri tipi di allergie correlate. Questi allergeni dell'acaro si trovano oltre il 94% nei nostri letti, luogo in cui si sviluppano le condizioni migliori alla loro sussistenza e proliferazione: assenza di luce solare, nutrimento in abbondanza e condizioni di umidità e temperatura ideali. Non a caso il periodo dell'anno in cui proliferano maggiormente è proprio quello invernale, in cui negli ambienti domestici, grazie ai sistemi di riscaldamento, si ha una temperatura costante intorno ai 20°C e un tasso di umidità sempre piuttosto alto. Pensate che con un tasso di umidità relativa al 50% il numero degli acari è 10 volte inferiore che non con U.R. al 60%.

umidita

Nel caso di un ambiente eccessivamente umido, con umidità relativa superiore al 60%, sarà quindi opportuno limitare al massimo l'utilizzo di apparecchi che producono vapore, evitare di far asciugare la biancheria in casa (ca va sans dire, ma io lo faccio sempre....) ed eventualmente utilizzare alcuni specifici deumidificatori per ambienti; ma sopratutto sarà importantissimo arieggiare!!! Per ridurre l'umidità imprigionata nell'ambiente domestico bisogna aprire le finestre il più spesso possibile: lo scambio di aria dall'interno all'esterno, infatti, ottiene l'effetto di abbassare l'umidità in casa, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Ma vi sono anche accorgimenti di altro genere, che si possono adottare, per limitare al massimo l'esposizione e la diffusione di questo tipo di allergeni, come utilizzare una copertura anti acaro efficace, lavare coperte e lenzuola a 60°C (gli acari muoiono solo a temperature superiori ai 55°C, mi dicono), eliminare tappeti e coperte rendendo lo spazio facile da pulire, utilizzare aspirapolvere con filtro HEPA, lavare frequentemente i peluches oppure metterli nel freezer (fa sorridere come idea, però è così). Tuttavia non sono ancora in grado di darvi una ricetta risolutiva a questo problema. ... probabilmente oggi sarei ricca se potessi. ... E non avrei anch'io perennemente il naso che cola! Che dite? LOL

Eppure, proprio nel periodo invernale, quando i termosifoni funzionano a pieno regine, può anche capitare che l'aria si secchi eccessivamente, infiammando le vie aeree superiori e causando tosse e difficoltà respiratorie.
E quindi, direte voi?
Che si fa?
Di che morte dobbiam morire?
Quali sono le condizioni climatiche migliori, che ci permettono di respirare meglio senza favorire la formazione di muffe e il proliferare degli acari?

Una temperatura ideale andrebbe mantenuta intorno ai 18-20°, con un umidità relativa tra il 50-60%.

Tutto ciò a dimostrazione di come sia davvero molto importante monitorare il tasso di umidità e la temperatura degli ambienti in cui viviamo, specialmente di quello in cui dormiamo e in cui dormono i nostri figli. Per farlo, oltre ai classici igrometri, esistono in commercio delle moderne "stazioni benessere" che permettono di controllare costantemente le condizioni di temperatura ed umidità relativa di un ambiente. Ma di questo vi parlerò prossimamente.

;-*** LUisa

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Dermatite seborroica - un anno dopo. Olio Bebè GreenEnergyOrganics + un breve excursus sull'olio di Rosa Mosqueta

Ci risiamo. Anche questo inverno sono comparse le solite crosticine bianco-giallognole sul cuoio capelluto di Pistillino, complice forse il fatto che non ho mai adoperato uno shampoo delicato specifico per lavargli i capelli.. madre degenere!!
Non lo so, neh!
Non ho la certezza matematica che sia questa la ragione. Però sono ricomparse, proprio negli stessi punti in cui le aveva di piccolino, ve lo ricordate? ->Dermatite seborroica del neonato - altrimenti detta "crosta lattea". La sensazione è che, in generale, non gli diano più di tanto fastidio, ma spesso si gratta, quando lo pettino.

logo azienda
Questa volta ho deciso di correre ai ripari prima che le crosticine iniziassero a dargli veramente fastidio ed ho deciso di sfruttare un olio, che mi è stato dato da provare: L'Olio Bebè di GEO GreenEnergyOrganics. 

http://www.greenenergyorganics.it/


Avevo qualche campioncino prova, che ho aperto e raccolto in un unico flacone, in modo da poterglielo versare con più facilità.

Questa azienda mi piace moltissimo, poiché produce cosmetici Eco Bio certificati di grande qualità e qui non si trova molto facilmente, pur essendo distribuita in un'infinità di paesi esteri, come si può intuire dal packaging multilingue (anche troppo multilingue!!). Al di là dell'impronta commerciale, sto avendo modo di testare alcuni loro prodotti della linea bimbo e li trovo assolutamente ottimi, anche da un punto di vista chimico: non contengono alcool, coloranti sintetici, SLS, SLES, petrolati, emulsionanti sintetici, etossilati, glutine, parabeni,oli essenziali, formaldeide, propellenti, sostanze di origine animale, siliconi, sono composti senza l'utilizzo di OGM, non sono testati sugli animali e sono testati per nikel, cromo e cobalto.

Il loro Olio Bebè, quello di cui mi accingo a parlarvi, è sicuramente la miscela di oli per corpo, tra le numerose che ho provato, che mi è piaciuta di più: ha degli ottimi componenti e la profumazione è delicatissima, cosa che mi ha permesso di applicarne alcune gocce sui capelli di Pupi senza timore.

prodotto e pisto
























Ho semplicemente sfregato un po' il cuoio capelluto con questa miscela ed ho lasciato che lui continuasse a giocare nella vasca, tranquillamente, cosa che ha permesso alla pelle e alle crosticine di ammorbidirsi. Ho sfregato delicatamente con la spugna e poi ho lavato tutto con uno shampoo per bambini naturale e delicato, di cui vi parlerò prossimamente. Asciugato col phon e via!
Niente unto e niente crosticine!! Grazie GEO!!

Trattandosi di un prodotto con pochi componeneti, tutti di origine naturale e da agricoltura biologica, ve li elencherò direttamente qui, senza ricorrere alle solite tabelle:
* Helianthus Annus Seed Oil -> Olio di Semi di Girasole
* Prunus Amygdalus Dulcis Oil -> Olio di Mandorle 
* Argania Spinosa Kernel Oil -> Olio di Argan 
* Rosa Moschata Oil -> Olio di Rosa Mosqueta
* Calendula Officinalis Flower Oil -> Olio di Calendula
* Olea Europaea Friut Oil -> Olio D'Oliva
* Vitis Vinifera Seed Oil -> Olio di Semi di Vite Rossa
* Fragranza
* Capryloyl Glycine (additivo biologico)
* Tocopherol (antiossidante)

Voto al prodotto: 5/5 il massimo 

NOTA: Spesso mi scrivete per chiedermi informazioni riguardo le sostanze negli INCI e per farmi alcune segnalazioni. In questa miscela voglio segnalarvi la presenza dell'olio di Rosa Mosqueta del Cile, che assieme a quello di Argan e a quello di Calendula, ha delle proprietà nutritive e rigeneranti della cute senza eguali (è anche molto costoso, se di buona qualità). L'Olio di Rosa Mosqueta, contrariamente a quello che si pensa, è derivato dalla spremitura a freddo dei semi della pianta e non dai fiori, perciò ha un odore di "unto", si può dire? Non sa di "rosa", come in molti pensano (cosa di cui il 95% delle mie clienti si lamentava sempre)! Ha un odore piuttosto pungente e una colorazione scura e spesso necessita di fragranze che lo "mitighino" per essere utilizzato, come in questo caso e di qualche sostanza che lo stabilizzi, perché irrancidisce con estrema facilità. Perciò se intendete acquistare dell'Olio di Rosa Mosqueta per smagliature e rughe, tenete conto dell'odore e del tipo di flacone che lo contiene: meglio in vetro scuro, per limitarne l'esposizione alla luce e con un sistema di erogazione che lo metta in contatto con l'aria il meno possibile.

;-*** Bacini germosi (ancora) - 
Luisa


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Recensione: FLORA BimBio - Gel Lavamani

Oggi vi presento un altro prodotto delle linea BimBio di Flora: il gel lavamani per mamma e bimbo.
(Ti sei persa la prima recensione di quest'azienda? Leggila QUI!)

Si tratta, in effetti, di un prodotto un po' inusuale per me: non sono un'amante dei prodotti "senza risciacquo", ma devo ammettere che le salviettine detergenti umidificate, fuori casa, mi hanno salvato la vita in numerose occasioni.

La stessa cosa vale per questo prodotto. Me lo sono trascinato dietro, in borsa, per un po' di tempo, senza trovare mai l'occasione giusta per provarlo... fino al sopraggiungere delle feste natalizie.
Avete presente quei giorni in cui ci si sposta da un luogo ad un altro senza sosta, salutando, abbracciando, stringendo mani, mangiando cose!?? Si, insomma, le feste!! Ecco.
Quelle giornate in cui il letto diventa un miraggio e ci si tufferebbe volentieri senza nemmeno levarsi i vestiti di dosso...

gel INCIEbbene, non ricordo precisamente a che punto dei festeggiamenti fossimo, ma ad un certo punto mi sono trovata a guardare le mani zozze di Pupi e a ripensare, forse per la centesima volta, "Signurrrr!! Guarda che mani!!! Devo riuscire a lavargliele prima che si magni tutto quello schifo...!!".
Ed ecco sopraggiungere l'illuminazione.
L'occasione giusta per provarlo.

Il packaging di tutta la linea cosmetica è molto semplice e il formato spray da 75ml lo rende un prodotto davvero comodo da portare fuori casa e da utilizzare in viaggio e/o nelle occasioni in cui non sia possibile lavarsi le mani comodamente.


Pensandolo in chiave "prodotto da viaggio" è sicuramente una di quelle cose che ricomprerò e che metterò in valigia, per il viaggio di nozze (abbiate pietà di me, ma qui i preparativi per il matrimonio fervono e mi sono impantanata in quella fase, complice Pinterest, in cui "ogni aggeggio potrebbe trasformarsi in un preziosissimo alleato nella realizzazione di un nonosochè da utilizzare come nonsocosa da mettere nonsodove al ricevimento..", avete presente? Ecco. Ormai con la testa sto là - sarà da vedere quel giorno, se ci sarà ancora la mia testa... ).

Di base è una miscela di alcol ed oli essenziali, puri al 100%, di Eucalipto, Aneto, Tea Tree e Lavanda, la cui azione battericida è certificata dai laboratori ARCHA di Pisa.

Lo sapete, io ve lo dico sempre, di fare molta attenzione a come utilizzate gli oli essenziali, specialmente con i bambini! Questo caso non fa eccezione, però se siete fuori casa, in mancanza di acqua, questo prodotto può esservi sicuramente di grande aiuto nel pulire ed igienizzare la vostre mani e quelle di chi amate!

test gel

Almeno per me lo è stato!!
;-****

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Come siamo messi a denti??

Male - malissimo!!!!
Non se ne può più!!!

Ma quanti sono sti denti maledetti?
Ma perché, poi??
Ormai li collezioniamo come le figurine Panini: celo, celo, manca, celo....

Tempo fa avevo linkato (ignara) un'immagine su FB, sulla dentizione, che mi aveva fatta morire dalle risate... non ricordo se l'ho già postata (alzheimer precoce)...
Eccola!! Eccola qua.
denti stadiCi ridevo su io (mi faceva impazzire l'espressione del pupo)!!
Sciocchina Luisa!!!

Denti infami!!!

Ci avevo già dedicato un Post l'anno scorso e mi era sembrato più che sufficiente (->Dentastri & febbriciattole.).
E invece no!
Arieccoli.

Noi con le fasi della dentizione proprio non ci siamo: siamo passati dal via senza ritirare due incisivi! Quelli ci mancano!
I nostri santissimi premolari c'avevano fretta di prender aria e han bruciato le tappe.... e adesso via, irrimediabilmente verso la fase 4!!!

Ma io dico, chi ce lo fa fare di patire le pene dell'inferno per una cosa destinata, già di per sé, a cadere?
Ormai lo sappiamo tutti che i denti da latte cadono, no?
E allora aboliamoli!!
Vietiamoli!!
Genocidiamoli!!! (ah, non esiste?.....no?....)

Perché Pisto non è uno di quei bambini a cui i dentini spuntano senza che mamma se ne accorga, no! 
"Oh ma guarda, un altro dentino!!"
A noi non ci piace vincere facile! .... BonsciBonBonBon ...Nooooooo ......
Noi ci facciamo venire la febbre, sbaviamo come lumache bavose (no, non le state immaginando sufficientemente bavose), siamo irascibili ed intrattabili.... 
Così, come il bambino dello Stage 5!
Lo vedete?
Ecco. Così. Ma con molta più bava!!

Ogni cosa diventa "quella cosa che posso masticare per sentire meno fastidio"! 
Mamma e papà compresi, naturalmente. 
Che poi mio figlio è proprio una bella bestiola: addenta di tutto, eccetto gli infiniti dentaruoli che gli ho comprato!

Ça va sans dire.


Diastasi addominale post parto

Diastasis recti.
diastasis rectiNon so a voi quanto tempo ci sia voluto, ma la mia pancia non si è ancora del tutto ripresa in seguito alla gravidanza: ho una bella panciottella rotondetta (che manco al quarto mese di gravidanza!!) e una scarsissima sensibilità nella parte inferiore del ventre, quella con la cicatrice. I muscoli addominali non sono più belli tesi come lo erano prima e la mia clamorosa pigrizia di certo non mi aiuta a ritrovare la forma! E forse qui devo ammettere che mia suocera aveva ragione nel dire che necessito di mettermi a dieta...


Grazie alla mia meravigliosa zia doula (doula nell'animo, si intende, non all'anagrafe, dove invece compare con il nome di Silvia!!!) ho scoperto che esiste anche questa fantomatica Diastasi Addominale post-parto e che, in effetti, si tratta di una condizione piuttosto comune. Questo mi ha confortata, per lo meno sino ad oggi, ma di certo non giustifica il fatto che io ancora non abbia fatto nulla per rimettermi completamente in sesto... AHI AHI A' MOI!!!!

No dai, a dire la verità avevo iniziato a lavorarci su... ma poi mi son persa per strada!

Si tratta, di fatto, della separazione dei muscoli retti addominali, che si allontanano l'uno dall'altro per fare posto al feto, generando quella riga scura che è tipica del pancione negli ultimi mesi di gravidanza, la cosiddetta linea alba. L'avete presente? ->

linea alba
Normalmente, a fine gravidanza, i muscoli risultano separati tra loro di circa due centimetri e qui sorge il primo dubbio: pancera si, pancera no? La tendenza, oggi, è quella di consigliare alla neo-mamme di non fare uso della pancera o della fascia post-parto, per rimettere in moto quanto prima i muscoli addominali e favorirne il naturale riavvicinamento. A me è stata sconsigliata anche perché in seguito all'intervento questa avrebbe potuto dare fastidio alla ferita e ai punti del cesareo. Mi è stato sconsigliato anche di praticare esercizi addominali fino ad almeno tre mesi dopo l'intervento ed io così ho fatto!!

Però forse me la sono presa pure un po' troppo comoda!! E quando ti capita che una tizia, pur vedendoti con in braccio un pupo piccolino ti venga a dire "che bello, sei di nuovo incinta?!!" .. allora i casi sono due: o lei è un rarissimo caso di donna mononeuronica oppure è sintomo che la panzetta inizia ad essere davvero troppo esuberante!
SOB

Ma torniamo a noi! Dunque.. nella maggior parte dei casi i muscoli addominali si riavvicinano spontaneamente nei mesi successivi al parto, ma altre volte i tessuti rimangono separati più a lungo e questo può essere causa di forti mal di schiena in quanto la stabilità della colonna vertebrale è data, tra le altre cose, anche da un buon equilibrio della muscolatura addominale.

Per capire da sole quanto sono ancora separati i vostri muscoli addominali vi è sufficiente fare questo semplice esercizio (l'esercizio completo in lingua originale lo trovate qui: -> Befitmom.com: Abdominal Separation) :

esercizi
Image from
http://www.befitmom.com/abdominal_separation.html
1- Sdraiatevi supine con le ginocchia piegate e le piante dei piedi ben a terra;
2- Mettete una mano dietro alla nuca e l'altra appoggiata sull'addome, a metà tra la fine del costato e l'ombelico, con le dita perpendicolari alla vostra linea alba;
3- Premete lievemente i polpastrelli sull'addome a muscoli rilassati;
4- Contraete i muscoli addominali sollevando le spalle da terra, tenendo la mano dietro la nuca per non affaticare il collo e cercate di misurare quante dita stanno nello spazio che si è creato tra le due fasce muscolari addominali.

Un video che potrebbe tornarvi utile qui (premetto che l'ho guardato senza audio, perciò non so cosa dica, però potrebbe tornare utile): -> Postpartum Exercise: Self Check for Diastasis Recti

Una separazione di due/tre dita indica, di fatto, una forma di diastasi addominale. Se fare questo esercizio vi causa, in qualsiasi caso, dolore o fastidio è il caso che vi consultiate con il vostro ginecologo o medico curante!!

Vi dirò quello che a me è stato consigliato di fare:
- evitare movimenti e sforzi che vadano ad incidere direttamente sui muscoli addominali;
- evitare di appoggiare Gabriele sulla pancia (cosa che faccio sempre, ahimè!);
- praticare esercizi per i muscoli addominali costantemente (BHAUAHUAAUHAAH) in modo graduale. Ovvero: iniziare con lo sdraiarmi supina e concentrarmi sulle fasce addominali distanziate. Con le gambe piegate e le piante dei piedi a terra contrarre i muscoli addominali (un po' come quando d'estate si trattiene in dentro la pancetta per sembrare più magri.. per intenderci...!!) Contrarre e rilasciare ritmicamente alternando con il respiro. Dopo un paio di settimane che si pratica l'esercizio precedente si inizia a sollevare da terra anche la spalle, sorreggendo il capo con ambo le mani. In seguito si sollevano le gambe verso il bacino, prima una e poi l'altra. Solo in seguito si possono iniziare a praticare esercizi più seri per gli addominali, sempre tenendo sotto controllo il loro graduale riavvicinamento.

Fonti e link utili:

Bene.
E credete che io l'abbia fatto????
NAAAaaa
Ma ora basta!
Verrà il tempo delle panze flosce e dei muscoli mollaccioni, ma non è questo il giorno! Ci saranno giorni di stanchezza e poca voglia di fare esercizio fisico, ma non è questo il giorno! E' giunto il giorno di darsi da fare!
Discorso di auto-incoraggiamento del tutto farina del mio sacco..
Che Aragorn sia con me e con tutte quante noi! 

LUISA;-****
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Dentastri & Febbriciattole

I post natalizi spopolano in questo periodo. Giustamente. Noi andiamo controcorrente e parliamo d'altro,
altrimenti tutti scoprirebbero in anticipo cosa abbiamo intenzione di realizzare e regalare questo Natale (sono mesi che mi preparo e progetto tutto con cura, ADORO fare regali!!!). Non ci sarebbe più la sorpresa.. no no. ;-) Tenetevi stretta la vostra curiosità fino a Natale! ;-P

Mercoledì 27 Novembre 2013 è un data che da oggi dovremo ricordare: giorno di primi dentini e di primi malanni.

Ieri mattina, dopo la colazione, mi metto con Piccolo Pupo a giocare sul divano, come d'abitudine. Tra un gorgheggio e una risatina noto che la gengiva inferiore sembra gonfia e si intravedono due puntine bianche che fanno capolino.. Sono perplessa. Pisto ha iniziato a sbavicciare come una piccola lumaca a tre mesi ed è da quel dì che li aspettiamo, sti dentastri malefici!
Incredula guardo con più attenzione e.. sono proprio loro!!

Come da manuale arrivano portando con loro, fastidio, gonfiore, un po' di diarrea e alterazione. 


Povero Pisto! La sua prima febbriciattola e il male alle gengive lo hanno sorpreso in una bellissima giornata di fine Novembre, senza alcun preavviso. Ha pianto per quasi tutto il giorno (e la notte), senza mai volersi staccare dalle braccia di mamma e papà. Questo mi fa un po' dubitare dell'efficacia della famosa collanina d'ambra del baltico che Pisto ha al collo da ormai tre mesi (già ricaricata più volte).
Per chi volesse sapere di cosa si tratta -> LINK

Ho monitorato costantemente la temperatura corporea con il classico termometro elettronico e questa non è mai salita oltre i 38°C, perciò non abbiamo avuto bisogno di Tachipirina o quant'altro. A casa abbiamo anche un termometro ad infrarossi, ma la mia sensazione è che sia molto delicato e poco preciso (quello che abbiamo noi, perlomeno), purtroppo.



Mi hanno riferito che esistono in commercio (ne parlavano al corso post-parto) dei cerotti particolari che si applicano sulla fronte dei bimbi e che cambiano gradualmente colorazione, man mano che la febbre sale. Potrebbero essere utili, ma onestamente non li ho mai visti né adoperati. Nella farmacia in cui lavoravo non li tenevano e non saprei dove andare a cercarli.

Per alleviare il dolore alle gengive Camomilla a iosa, in tutte le forme e dentaruoli freschi da rosicchiare. Ne ho acquistati alcuni della MAM, ancora mesi fa: il Bite & Relax fase 1 e il Mini Cooler (nella foto in fondo al post). Il primo è stato semplicemente snobbato da Pisto che si limita a rigirarlo tra le mani senza la benché minima intenzione di addentarlo. In effetti non è particolarmente invitante, se paragonato ai dentaruoli che si trovano in commercio dalle forme e colori più disparati. Però è piccolo e dotato di una speciale confezione per portarlo in giro e sterilizzarlo comodamente con il microonde. Il secondo, invece, ha riscosso un notevole successo, fin da subito. Si può mettere a raffreddare in frigorifero ed il liquido che contiene permette di mantenerlo fresco per un bel po', dando evidentemente un certo sollievo.

So che esistono in commercio una notevole varietà di prodotti, dalla più naturale radice d'Iris al dentaruolo a forma di coccodrillo.. si, insomma, non vi sarà difficile scovare il prodotto che meglio si confà alle esigenze del vostro piccolo (e alle vostre tasche).

Per ciò che riguarda i vari gel/cremine che vendono per alleviare i dolori alle gengive, secondo la nostra recente esperienza vi posso dire che non servono proprio a nulla (o per lo meno, a Pisto non sono state minimamente utili). Abbiamo provato anche il nuovo Gel Alovex Dentizione, consigliatomi in farmacia. Speravo che sortisse lo stesso effetto che fa al bambino che piange disperato nella pubblicità tv, ma niente. ;-P Non contiene zucchero, anestetici locali né alcool, perciò ho pensato di provarlo. L'applicatore è effettivamente comodo, peccato che tutti questi gel, nessuno escluso, abbiano la tendenza a non rimanere sulla gengiva, dove dovrebbero esplicare la loro funzione, ma piuttosto a scivolare via con un minimo di salivazione.
That's it!
Voi, esperienze? Opinioni?

;-****


Dermatite seborroica del neonato - altrimenti detta "crosta lattea".

Parlando con mia nonna (tenete presente che ha 73 anni), un giorno, mi ha colpito uno dei suoi tanti ammonimenti, che vi riporterò in dialetto, così come è stato riferito alla sottoscritta: 
"me raccomando, non sta darghe massa de magnar a sto picio, che poi ghe vien le croste in testa!".
Ecco.
Che dire?
Ho sorriso e le ho risposto di stare tranquilla. 
Come per molte altre cose, anche questa volta non me la sono sentita di stare a spiegarle che, in realtà, la crosta lattea non ha niente a che vedere con quanto latte mangiano i neonati; si tratterebbe, invece, di un eccesso di ormoni materni, in grado di causare un eccessiva produzione di sebo.
La dermatite seborroica è frequente nei primi mesi di vita del neonato e tende a scomparire naturalmente verso il terzo mese. Si manifesta come delle squame giallastre sul cuoio capelluto, che generalmente non provocano prurito e possono, in certi casi, estendersi anche a zone del viso, alle orecchie e al collo del bambino.
La foto che vedete (per chi ha lo stomaco di ingrandirla) l'ho fatta io a Pistillo. Tutta per voi. Anche lui ha un po' di dermatite. Non moltissima, ma ce l'ha. Così la vedete. Spettacolo, no? ;-)))

Quello che è importante non fare mai in questi casi è cercare di grattare via le crosticine. 
Se le aree interessate sono minime (come nel nostro caso) si può semplicemente sciacquarle bene con una spugnetta durante il bagnetto e aspettare che scompaiano da sole. 
Altrimenti è possibile cercare di rimuoverle passandoci prima sopra un batuffolo di ovatta imbevuto di un olio naturale. Esistono in commercio oli appositi; io ho quello della Humana, che va bene sia per massaggiare i pupi, sia per rimuovere le crosticine. Una volta passato l'olio si formano tante piccole squamette, che somigliano alla comune forfora e si rimuovono facilmente con un pettine a denti stretti; uno di quelli che si usano anche quando i bimbi hanno i pidocchi, per intenderci.

Onestamente io ho provato solo una volta e poi mi sono detta che non vale davvero la pena di impiastricciargli tutta la testa per così poco.
Il nostro pediatra ci ha raccontato che la maggior parte dei neonati che visita sono "tutti unti dalla testa ai piedi", adesso ho capito perché... poveri pulcini!! Hanno persino gli ormoni di mamma che gli rompono le scatole ... ma pensa te!! ;-))
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Il trasporto dei bambini in auto. Vediamo di capirci qualcosa.


Stimolata dall'intervento di Mamma Avvocato nell'ultimo post intitolato "Cosa serve al neonato?" ho cercato di fare qualche ricerca in materia di sicurezza nel trasporto in auto dei bambini, argomento a cui (in tutta sincerità) non avevo ancora prestato la dovuta attenzione.
Tuttavia dopo aver scoperto che, in caso di incidente stradale, il rischio di morte per un bambino trasportato non secondo le norme di sicurezza è di 7 volte superiore rispetto a quello di un bambino alloggiato correttamente su un seggiolino auto omologato, mi è sembrato sinceramente il caso di informarmi un po' meglio.
Le informazioni in circolazione sono innumerevoli e non sempre chiarissime, ma ho cercato di riassumerle tutte in questo post.

L'articolo 172 del Codice della Strada Italiano stabilisce che i bambini, in auto, debbano viaggiare seduti nei loro seggiolini e con le cinture allacciate.


Bambini da 0 a 13 kg -> devono viaggiare su seggiolini installati in senso contrario alla direzione di marcia;
Bambini da 13 a 18 kg -> devono viaggiare su seggiolini posizionati nel senso di marcia;
Bambini oltre i 18 kg -> si possono utilizzare gli adattatori omologati.

Nella mia più totale ignoranza della materia in questione ho scoperto che la normativa europea che regolamenta l'uso dei dispositivi adatti al trasporto in auto dei bambini è la ECE R44/04, la quale prescrive i requisiti di sicurezza ai quali il supporto deve attenersi (requisiti verificati mediante appositi test) per essere omologato e certificato secondo le direttive europee.

A questo punto alle mamme alla prime armi, come la sottoscritta, sorge il dubbio: come diamine riconosco un seggiolino a norma da uno che non lo è?
In realtà sembrerebbe una cosa semplice questa volta!
Ogni dispositivo adatto al trasporto del bambino in auto è "contrassegnato" dall'etichetta di omologazione, nella quale viene indicato chiaramente il riferimento alla normativa ECE R44/04, la fascia di peso autorizzata per l'utilizzo di quello specifico dispositivo, il codice internazionale che indica il paese di rilascio dell'omologazione (E3, ad esempio indica che quel seggiolino è stato omologato in Italia), il numero di omologazione.



Ogni seggiolino auto è progettato e omologato in base al peso del bambino da trasportare ed è classificato secondo "Gruppi di massa".


Gruppo 0 o navicella omologata -> dalla nascita a 10 kg -> va posizionata sul sedile posteriore, agganciata con le cinture di sicurezza dell'auto tramite degli appositi agganci del kit di sicurezza, acquistabile anche in negozi specializzati. Il bambino inoltre deve essere assicurato all'interno della navicella con una cintura ventrale;
Gruppo 0 + -> dalla nascita a 13 kg -> agganciato con le cinture di sicurezza dell'auto (o con sistema Isofix), meglio se al sedile posteriore, nel senso opposto a quello di marcia;
Gruppo 1 -> da 9 a 18 kg -> agganciato con le cinture di sicurezza dell'auto (o con sistema Isofix) nel senso di marcia;
Gruppo 2 -> da 15 a 25 kg -> agganciato con le cinture di sicurezza dell'auto (o con sistema Isofix) nel senso di marcia;
Gruppo 3 -> da 22 a 36 kg -> agganciato con le cinture di sicurezza dell'auto (o con sistema Isofix) nel senso di marcia.

ATTENZIONE! In ogni caso la posizione consigliata è sul sedile posteriore dell'auto, in posizione centrale. Qualora si decidesse di posizionare il seggiolino auto sul sedile per il passeggero anteriore è bene ricordare che questo non può essere posizionato in senso contrario alla direzione di marcia nel caso in cui il dispositivo airbag sia inserito. Che significa che se volete trasportare un seggiolino del Gruppo 0 + sul sedile anteriore del passeggero dovrete necessariamente disattivare l'airbag.
Spero anch'io di aver capito e spiegato decentemente questa cosa.

Alcuni seggiolini appartengono contemporaneamente a più gruppi di peso e seguono la crescita del bambino. Vanno utilizzati, a seconda del caso, con degli appositi riduttori oppure regolando la larghezza della seduta  e l'inclinazione dello schienale permettendo la corretta postura del bambino nelle diverse fasi d'età.

A seconda del modello, i seggiolini possono essere agganciati con le cinture a tre punti dell'auto, con la base fissata al sedile oppure con base Isofix, nelle vetture predisposte.
A partire dal 2006 tutte le vetture di nuova omologazione sono provviste di speciali agganci per i sistemi Isofix sul sedile posteriore, nella parte destra o sinistra, a seconda del veicolo.



Il sistema Isofix è costituito da due connettori che si fissano a degli appositi ganci presenti tra lo schienale e il sedile dell'auto (1) e da una cinghia superiore (2)che si fissa ad un punto di ancoraggio posto sul retro del sedile posteriore, nel bagagliaio (3).


Fonti e link utili:
Polizia di Stato - Articolo 172
Sicurauto - Seggiolini auto e trasporto bambini: guida completa

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