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Il Venerdì del Libro #10 - Urlare non serve a nulla

Dopo aver letto e parlato di come individuare ed imparare a gestire i momenti di rabbia dei bambini (Il Venerdì del Libro #9 - Lascia che si arrabbi), ho sentito la necessità di indagare ancora un po' più in profondità sul tema.

Urlare non serve a nulla
Una volta compreso come affrontare i momenti di crisi più ostici mi sono ritrovata a chiedermi quale fosse, dunque, il modo più corretto per dare regole ed educare nella maniera corretta, in maniera tale da cercare di prevenirli, questi fantomatici momenti di crisi.
Ed è così che sono approdata a questo libro, quasi un po' per caso, mentre cercavo tutt'altro, nella sezione di puericultura della biblioteca comunale. Sfogliandolo un po' mi è parso che fosse esattamente il giusto seguito a quanto assimilato finora (ammesso che io abbia assimilato qualcosa, s'intende).

Lo ho trovato un libro davvero bello ed utile, che offre molti spunti di riflessione, indicazioni pratiche ed anche molti esempi tratti da storie vere, nelle quali è possibile immedesimarsi e comprendere la dinamica di situazioni che quotidianamente ci ritroviamo a vivere, senza sentirsi sopraffatti dai sentimenti. In molti casi sembra veramente di ritrovarsi ad osservare dall'esterno quelle stesse situazioni difficili che abitualmente viviamo con i nostri figli e che non sempre siamo in grado di valutare razionalmente.

E' un libro utile a comprendere noi stessi, a capire che tipo di genitore vogliamo essere e che tipo di educazione vogliamo dare ai nostri bambini, fornendoci qualche strumento in più per agire consapevolmente e con cognizione di causa.

Gli argomenti trattati sono molti e relativi alle diverse fasi di crescita: dai capricci in generale, agli ordini dai bambini "tirannici", come vengono definiti, alle tipiche liti pre adolescenziali con i genitori. Si parla di ripartizione dei ruoli tra genitori, distinzione tra violenza e conflitto.. tutta una serie di tematiche che, come genitori, siamo portati ad affrontare nel difficile compito di educare e crescere i nostri bambini.
Urlare non serve a nulla
Oltre a tutta una serie di situazioni reali, nelle quali immedesimarsi il libro fornisce, per ogni capitolo e disversa problematica, dei consigli su come agire, divisi per punti, molto utili e comprensibili; ma anche tabelle comparative, focus sulle situazioni di discussione quotidiane più comuni ed anche svariati esercizi da eseguire per comprendere meglio come affrontare alcune dinamiche in maniera costruttiva ed educativa.

Mi ha colpito molto una citazione che fa lo stesso autore, all'interno del suo libro. Dice: "Non basta dire che i genitori amano i loro figli, i bambini hanno bisogno di 'avere dei genitori', piuttosto che essere amati." Donald Winnicott

Ora, io non sono una pedagogista e probabilmente nemmeno una Madre Sufficientemente Buona, ma posso trovarmi sufficientemente d'accordo sul fatto che essere genitore non sia una semplice questione di accudimento; non è sufficiente che ci prendiamo cura dei nostri bambini per educarli. Ritengo anche però, che l'essere genitore/educatore dei nostri figli e l'amarli oltre ogni misura vadano quasi sempre di pari passo, specialmente vista la difficoltà, l'impegno e la responsabilità che questo ruolo richiede. È solo grazie all'immenso e smisurato amore che proviamo per i nostri bambini che stabiliamo regole, che cerchiamo di insegnare loro cosa è giusto, che ci sentiamo sistematicamente dare dei "brutti e cattivi" ogni mattina, quando è ora di andare a scuola.. per cos'altro altrimenti?

Leggete questo libro, se ne avete occasione, è davvero una guida utile per imparare a gestire in maniera efficace i conflitti con i nostri figli.
Io lo consiglio per questo mio decimo Venerdì del Libro di Homemademamma.
LUISA ;-**


Il Venerdì del Libro #8 - Che rabbia! Babalibri

Che rabbia! Babalibri
Tre anni e mezzo e siamo alle prese con una delle emozioni più difficili da gestire: la rabbia. Nonostante ci si sforzi di accettarla e di spiegare che va rispettata, compresa, ascoltata, come qualsiasi altra emozione, non è sempre facile "gestire" gli attimi in cui si manifesta, così potente ed inaspettata. Specie se ci si trova in circostanze che non ne consentono un'espressione libera.

Al supermercato. In macchina.
In fila alla posta. Per dire.

Al momento ce la stiamo vedendo con attimi d'ira feroce, che scoppiano nei momenti più impensati, per le ragioni a noi meno comprensibili. Non sono sempre necessariamente "capricci".
Non è facile. Spesso ci vogliono una pazienza, una determinazione ed un autocontrollo che mi sono assolutamente alieni. Ma ci provo.

E' un sacco di tempo che non partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma, ma ci tengo a farlo proprio con questo libro, che ci ha prontamente lasciato in dono San Nicola, perché ritengo possa essere un grande aiuto ai nostri bambini.

La rabbia di Roberto, il bambino protagonista dell storia, è talmente grande che quando lui grida esce dalla sua bocca nella forma di una grande mostro rosso, che distrugge tutte le cose che lui ama. Roberto non vuole che le sue cose vengano distrutte e la ferma, iniziando a sistemare i danni che ha causato, fino ad accorgersi che la mostruosa bestia rossa è diventata un esserino piccolo piccolo, che decide di richiudere in una scatolina, per contenerlo.
Che rabbia! Babalibri

E' una storia molto semplice, che permette di dare un volto ed una forma alla rabbia, di prenderne atto, in un certo senso, aiutando il bambino a capire che la rabbia si può controllare.

Quando lo abbiamo scartato Gabriele ha subito voluto che gliela leggessi. Immedesimarsi nel personaggio è stato semplice, perché si trattava di una bambino come lui, alle prese con qualcosa che lui stesso sta iniziando a scoprire: le emozioni.
Non è sempre facile, ma sono convinta che questo libro possa aiutarci a superare questa fase.

Oggi, in asilo, quando Gabriele ha iniziato la consueta lotta del "non voglio stare, qui" "voglio andare a casa" "voglio la mamma", papà mi ha detto di aver consigliato a Gabri di rinchiudere la rabbia che provava nel suo armadietto, come faceva il bambino del libro e... per oggi sembra aver funzionato!

Ve lo consiglio proprio!!

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Di Minacce, Punizioni e Dodekatheon..

Anche questa mattina è crisi. Svegli mezz'ora prima e urlanti, tanto per gradire. Ma non si tratta dell'amabile versione di bimbo urlante perchè ha fatto un brutto sogno e vuole essere abbracciato, consolato. No. Urlanti da bimbo che si è alzato col piede sinistro.. già sul sentiero di guerra, ancora una volta. 

Attenzione: questo non è un post adatto a mamme modello, perfette educatrici e montessoriconvinte.

Papà, sant'uomo, corre a prenderlo scatenando ulteriormente la furia.. 
"NOOoooOOOO VoGlio La MaAAmmmAAa!!" e daie di grida e pianti per un quarto d'ora.
Da lì è tutto un crescendo di grida e singhiozzi.
"NOOoooOOOO Non VogLio AlZARIMIIIiiii VogLio DoRImiREEee!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio FARE ColaZIooOnEEEeeeE!!"
"NOOoooOOOO Non DarMI qUeI BISCottIIII, mI FAnnO SChIFOOOOo!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio AndraREE SuL DiVAnOOOoOO!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio VesTIRMiIIIii!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio Le ScArPEEEEe!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio AndAREEE a SCUooLAAaa!!"
Sono solo un esempio.

Al chè, è vero che dovrei strafregarmene altamente di quello che pensano i vicini di casa, ma quando si abita in un condominio come il nostro, in cui riesci a sentire anche la vibrazione del cellulare di quello che ti abita di fianco (ed in cui hai già avuto da ridire con alcuni di loro proprio sulla questione "rumori"), la prima cosa che mi viene da dire, dopo al primo fallito tentativo di consolazione è:
"Amore, non gridare, a quest'ora lo sai che non bisogna fare confusione!".
Effetto: NPC!
(Neanche Per il Culo)
Al più, proprio per darmi un pò di fastidio inizia anche a battere i pugni sul tavolo.
"Gabri, non battere i pugni sul tavolo! Lo sai che non voglio!" lo riprendo, subito (abbiamo il tavolo in vetro). Per tutta risposta inizia a dare calci alla sedia.
...
...
Trattengo il fiato. Conto fino a 354.662.333
Ma lui continua.
Al chè mi faccio seria, aggrotto le sopracciuglia e ribadisco il concetto, con il solo risultato di farlo gridare ancora più forte. Tengo botta finchè non mi crollano i nervi.
Da qui in poi ho avuto diverse fasi di reazione: ho fatto un primo tentativo con il classico "non dagli bada che tanto poi smette", con il risultato di avere un figlio ululante anche per un'ora e mezza di fila. 
 ...
Allora sono passata al tentativo di punizione: "rimani qui seduto finchè non ti calmi", con il risultato che ora, il più delle volte, si mette in punizione da solo, tanto per dimostrarmi che non gliene potrebbe importare di meno o peggio, quando lo sgrido dice lui a me di andare in punizione.
...
Ho provato a fare la mamma PNL, cercando la comprensione e l'empatia (anche se questo metodo funziona molto di più con mio marito, lo confesso): "Gabri, ho capito che sei infastidito perchè avresti preferito rimanere nel lettone con mamma e papà, anche a noi sarebbe piaciuto rimanere lì a farci le coccole...", ma questo tipo di approccio, se possibile, scatena ancor di più la sua rabbia, tanto che spesso inizia a darmi calci e pugni.
...
Stremata, ho ceduto anche alle minacce: "se non la finisci subito le prendi!" e quando lui ti incoraggia a dargliele, tu cosa vuoi fare? Non mantenere la promessa?
...

Vi confesso che quando capitano episodi simili non so proprio più cosa fare, o come comportarmi. Per fortuna le giornate sono lunghe e facciamo presto a dimenticarci episodi come questi, ma incominciare così, con questo spirito, è sicuramente molto faticoso.

Leggevo da qualche parte, poco tempo fa, la frase "un genitore deve essere affidabile, non perfetto". Su un libro forse. Non ricordo. Essere affidabile.. non sono sicura di sentirmi affidabile, quando io per prima non so che pesci pigliare in occasioni del genere. Forse è proprio questo il problema di fondo. So di non essere perfetta, ma posso dire di essere veramente affidabile?
E forse il vero problema è che sono una cretina che si fa davvero troppe paranoie.
Però niente. 
C'è che se mai sto benedetto secondo dovesse arrivare, benemeriti DEI DELL'OLIMPO, lo voglio con il libretto delle istruzioni. Ho espiato le mie colpe. Ci siamo capiti?
Ecco.
Appunto.

LUISA ;-**

Il futuro parla inglese.

helen doron annirversario

"Bye-bye, Mom!" - dice il mio pupo, quando esce di casa assieme al papà, per andare all'asilo.

Già quest'estate, in Turchia, aveva iniziato a dire qualche prima parolina in inglese, cercando di copiare mamma e papà, per farsi capire dalle persone. "Tenchiù!" - lo sentivi dire alle cameriere, in Grecia, quando gli regalavano qualche caramella. 

Come dice mio papà, per prenderci in giro: un piccolo "pollo di glotta" (che starebbe a significare "poliglotta"). Con l'inglese abbiamo iniziato ad interfacciarci un po' per caso, perché le primissime app per cellulare che gli ho scaricato erano tutte in lingua inglese. Pensavo che il non capire cosa dicessero le figure e le filastrocche potesse essere noioso per una bambino così piccolo, invece la cosa lo interessò molto. Gli piaceva sentirmi ripetere le filastrocche in inglese e ascoltare le mie traduzioni, così ho iniziato seriamente a pensare di insegnargli qualcosina, ma non sono un'educatrice e non avevo davvero idea da dove iniziare, finchè non ho scoperto il metodo Helen Doron.

L'Helen Doron Educational Group nasce nel 1985 e da allora la società è cresciuta in tutto il mondo fino a diventare oggi un leader internazionale con oltre 800 centri di apprendimento distribuiti su 34 paesi. Helen Doron è una pedagogista e linguista, che ha creato un innovativo sistema di apprendimento della lingua inglese, un approccio naturale per insegnare l'inglese ai bambini ad un livello "madrelingua", in un ambiente stimolante, istruttivo e divertente.
Alla base del suo metodo si trova il cosiddetto Edutainment: una forma di intrattenimento con la finalità di educare e al tempo stesso divertire, esattamente quello che occorre alle nostre piccole canaglie!

applicazione

L'app che vedete nella immagini si chiama FUN WITH FULPE, l'abbiamo scaricata gratuitamente per iniziare a comprendere come funziona il metodo Helen Doron e ci è piaciuta molto. Consiste in una serie di livelli a tema (tema cibo, tema veicoli, tema numeri...); ogni volta che il bambino interagisce con lo schermo si visualizzano delle immagini con il loro nome in inglese. Allo stesso tempo, in alcune parti del gioco, vengono insegnati dei semplici concetti come davanti/dietro, oppure sopra/sotto, in una chiave grafica semplice, ma molto divertente e coinvolgente.

In seguito abbiamo scoperto l'esistenza di Didi, il draghetto che aiuta i bambini più piccoli ad imparare l’inglese. IT’S A BABY DRAGON è il corso pensato per studenti giovanissimi (dai 15 mesi ai 3 anni), una sorta di introduzione musicale all’inglese, con 15 allegre canzoni e 13 video coinvolgenti. Attraverso gli incontri con l'insegnante certificato, l’ascolto delle canzoni e dei video, i bambini hanno la possibilità di “entrare” nel magico mondo del simpatico drago e dei suoi amici, apprendendo la lingua straniera senza fatica, in modo assolutamente naturale.

E per Natale, perché non pensare ad un regalo divertente ed insieme educativo, come quelli proposti dalla scuola!?

Ci sono le ABC CARDS, carte da gioco che grazie ad un app si animano di conenuti multimediali, per imparare insieme tante nuove parole.
ABC cards

Oppure c'è il cofanetto DRAGON TALES, con 13 simpatici racconti dedicati al draghetto Didi e al suo magico mondo. Anche questo sfrutta una moderna applicazione, che permette a genitori e bambini di sentirsi trasportati all'interno delle avventure dei personaggi del racconto.

dragon tales

Perché dobbiamo prenderci cura del loro futuro ed il futuro parla inglese! 
;-))))
Luisa

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Dare strumenti, non soluzioni.

Buongiorno!! Vi capita mai di leggere un articolo e di rimanerci ingarbugliate per ore? Di leggere qualcosa che vi fa riflettere, suscitando emozioni contrastanti, che vi restano appiccicate al palato, senza riuscire a distinguerne il sapore?
gabri gioca

A me è capitato proprio stamattina, con un articolo di Bunmi Laditan sull'Huffpost (lo trovi qui). Non odiatemi, sono in ritardo clamoroso con le recensioni dei prodotti di Settembre, lo so.. è che poi mi capita di leggere articoli così e l'ispirazione da mancato chimico farmaceutico scema. Sono stufa di dover rendere l'infanzia dei miei figli magica parla di come la nostra moderna generazione di mamme si prodighi eccessivamente, a detta dell'autrice, dell'intrattenimento della prole. Troppa pinterest-emulazione, troppa foga di rendere l'infanzia dei nostri figli scintillante e "magica", per l'appunto. La magia è una caratteristica innata dell'infanzia, su questo non ci sono dubbi!

"Oggi, i genitori pensano che sia bene per i bambini stare costantemente con loro, mano nella mano, faccia a faccia: "Di che cosa hai bisogno tesoro? Cosa posso fare perché la tua infanzia sia incredibile?"" 
[cit. Bunmi Laditan]

Che sia veramente solo una forma di materno esibizionismo e competizione, come dice Bunmi, o piuttosto un reale e disperato tentativo, da parte nostra, di ritornare a vedere la magia con gli stessi occhi di quando eravamo bambini? Creare e ideare per i nostri figli, quotidianamente, attività di intrattenimento secondo la nostra immaginazione (o secondo le altrui idee trovate online - It's the same!!)  non è forse il nostro personale sforzo per condividere con loro una magia che non riusciamo più a percepire? Io la penso così - meglio - ci sto ancora pensando e mi piacerebbe capire anche cosa ne pensate voi. 

Più ci penso, più realizzo come tutto ciò, per me, sia molto legato al fatto di non avere più mia madre, con la quale confrontarmi e condividere la mia esperienza della maternità. Non ho ricordi di come fosse lei, quando io avevo l'età di Gabriele; non ricordo se fosse molto presente e non ho modo di sapere che tipo di bambina fossi io. Giocavo molto da sola oppure richiedevo la sua attenzione, costantemente? Non lo so. Il mio modello di figura materna è confuso, basato sull'ideale di madre che io vorrei essere, presente e paziente, e sul costante realizzare di non essere nessuna delle due cose. Non sono affatto paziente e spesso la mia presenza - quella mentale - è alienata da centomilamiliardi di altri pensieri. Ma forse è normale che sia così. Forse sono sempre eccessivamente severa ed autocritica quando si tratta di me stessa; rimane che non mi avvicino neanche vagamente a quell''ideale di madre che vorrei essere.

"I genitori si sentono così costretti a creare esperienze straordinarie per i loro figli che è percepibile la loro tensione nel riuscirci."
[cit. Bunmi Laditan]

Mi metto alla prova, mi sforzo, a volte ci riesco, altre un po' meno e forse si, una minima forma di auto-costrizione (perché sono io, in fondo, a mettermi dei paletti) la percepisco. Come se il non fare continuamente qualcosa assieme a mio figlio equivalesse a non essere una buona madre. La cosa peggiore di tutto questo è la sensazione di fargli un grosso danno, perché oltre a percepire la mia frustrazione lo privo della possibilità di imparare ad intrattenersi da solo; ogni gioco finisce per stufarlo presto, lui si annoia e diventa nervoso.

"Vogliamo insegnare ai nostri figli che la magia della vita è qualcosa che arriva in un bel pacchetto, o che la magia è qualcosa che ognuno deve scoprire da solo?"
... ... ...
Sentiamo dire continuamente che i nostri figli non fanno abbastanza attività fisica; però, il muscolo che allenano meno è quello dell'immaginazione perché cerchiamo di trovare disperatamente la ricetta per qualcosa che esiste già."
[cit. Bunmi Laditan]

Con queste due affermazioni, in particolare, mi trovo molto d'accordo. L'immaginazione, la fantasia, vanno allenate, non si possono insegnare. Sono stata una bambina decisamente ricca di immaginazione, questo è sicuro, perciò mi viene da chiedermi se non sia anche una questione di carattere, oppure di età.

Sapete cosa? Credo fermamente che tutte queste pippe mentali (perdonatemi la finezza) noi genitori moderni ce le facciamo perché ce lo possiamo permettere. Le nostre mamme, le nostre nonne, avevano altre preoccupazioni: per loro non era fondamentale "se il bambino gioca", " se interagisce con gli altri", "se si sta divertendo", perché probabilmente gli bastava che mangiasse e stesse bene. E sapete un'altra cosa? I bambini crescevano ugualmente!
Oggi abbiamo la fortuna di poter dare loro tutti i migliori strumenti per sviluppare le facoltà necessarie, tra cui la fantasia, ma dobbiamo fare attenzione a non eccedere. Dobbiamo dare strumenti, non soluzioni. Mica è facile, ma è un punto di partenza.
montessori
Aspetto di sapere come la pensate.
Luisa ;-***

Temper Tantrum - Terrible Twos: comprendere e a mantenere la calma, voi ci riuscite sempre?

A casa Stones ci sguazziamo dentro, ormai, da qualche mese; a giorni con maggiore consapevolezza e padronanza, altri lasciandoci trasportare alla deriva, impotenti e disperati. Non lo so se è unicamente una mia difficoltà, quella di rimanere sempre lucida e calma, oppure se capiti ad ogni genitore, almeno una volta nella vita, di perdere il controllo. A me è capitato; non sto nemmeno ad elencarvi le centinaia di insulti e sensi di colpa che mi sto trascinando dietro, da giorni...
mamma e cuchi

Sono una pessima madre. 
Un essere umano schifido.
Come ho potuto?
Sono io l'adulto, non lui. 

Sono io a dover mantenere la calma.

Che razza di esempio gli avrò mai dato?
Non si merita un madre tanto orribile.

bizza

Ecco. Ve li ho elencati. Su per giù.

Non è successo niente di insolito, per un bambino di due anni: si inizia da una giornata un tantino frenetica, con una mamma indaffarata e pensierosa. Si aggiungono una manciata di quei "NO", che solo un bambino di due anni sa pronunciare: "NO", non voglio uscire; "NO", non voglio i pantaloncini corti; "NO", la maglia blu non la voglio; "NO", i calzini no; "NO NO NO NO". No qualsiasi cosa, persino quelle che gli piacciono. Tanto per dire "NO". Classico. Mamma sospira e stringe i pugni, ma non ha tempo, non ha voglia, così gli infila la maglia blu e i calzini, tra le urla, facendo appello a tutto il self control che alberga in lei. Cerca di sviare l'attenzione dal problema: "Dai, amore, che adesso andiamo a prendere l'autobus, che ti piace tanto!"; "Hai preso un giochino da portare con noi?". Ma l'effetto che suscita è opposto a quello che sperava e scatena nel bambino una crisi isterica inaspettata e profonda, che lei, in quel momento non sa gestire.


"Temper Tantrum" è un termine che mi piace decisamente più di "capricci", perché da la precisa sensazione di una cosa che il bambino non fa di proposito, contro i genitori e che non è in grado di gestire. A due anni, infatti, la parte emozionale del cervello infantile è in via di sviluppo e non è ancora completamente in grado di controllare la loro emotività. Non è raro, dunque, che rabbia e frustrazione emergano violentemente con scatti d'ira e capricci difficilmente gestibili, in un circolo vizioso in cui il bambino parte con un capriccio di cui diventa vittima in prima persona. Man mano che la disperazione aumenta e la situazione diventa più critica ogni possibile tentativo di intervento sembra avere il solo effetto di peggiorare le cose, senza riuscire a calmarlo. 

Voi ne sapete qualcosa?

Cosa fare, dunque?

Bisognerebbe cercare di mantenere la calma, senza urlare, per evitare di agitare ulteriormente il bambino. In questi casi potrebbe essere utile ricordare che gli adulti siamo noi e che nel nostro cervello la parte emozionale dovrebbe essere ormai completamente sviluppata, anche se in alcuni momenti può fare cilecca.

E' altrettanto importante non cedere, nel tentativo di placare la crisi: rimanere coerenti il più possibile, per evitare che passi il messaggio che la crisi porta ad ottenere ciò che si desidera. 


Non punirlo, non lasciarlo solo a gestire il momento critico, ma cercare di consolarlo facendogli sentire un contatto fisico rassicurante, che trasmetta il più possibile calma e sicurezza.


E tanti auguri.
mamma e cuchi 2

Alla fine della fiera, è abbastanza chiaro a tutti che questo post lo scrivo più per me stessa, che per voi. Ne sono certa! Per mettere nero su bianco come ho sbagliato. Non per giustificarmi, ma perché non voglio sbagliare più. Perché voglio ricordarmi meglio, quando accadrà, la prossima volta, che cosa devo fare; come  posso (e devo) superare i miei stessi "temper tantrum" per aiutare mio figlio a gestire i propri.

;-* Luisa

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L'apprendimento Musicale - PAM PAM Quarteto Gordon per piccolissimi

Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la musica.
La musica ha sempre fatto parte della mia vita, anche se da ignorantona della materia! Cantavo in un coro, da bambina, ma mi sono sempre rifiutata di imparare a suonare qualsiasi strumento musicale e di leggere la musica. Per ripicca nei confronti di mio nonno, credo, che mi voleva musicista.

Però cantare mi è sempre piaciuto e a casa nostra la musica non manca mai!
Ho sempre cantato a Pisto, dal giorno in cui è nato. Per lui canto, fischietto, ballo e lui mi ripaga sempre con giganteschi sorrisi.

Potete dunque intuire il mio imbarazzo quando mi è stato chiesto di recensire questo meraviglioso CD, io che di musica ci capisco veramente un'H... come si suol dire...

Ringrazio profondamente Arnolfo Borsacchi, insegnante dell'Audiation Institute, per avermi dato la sua fiducia e avermi concesso questa speciale opportunità.

Il CD che Pisto ed io abbiamo avuto il piacere di ascoltare è: PAM PAM - Canto senza Parole - Quarteto Gordon per piccolissimi.

cdSi tratta di un percorso musicale di 17 brani, che introduce all'esperienza dell'ascolto condiviso con i propri bambini, attraverso una progressiva stimolazione armonica e ritmica, con brani "senza parole".
E che vor dì?
Alcuni dei brani sono composizioni originali mentre altri sono arrangiamenti di brani "classici" e sono effettivamente "cantati" con sillabe prive di significato, a cappella. 

Per addentrarsi adeguatamente nell'esperienza dell'ascolto condiviso è necessario creare uno spazio accogliente, sospendere l'uso del linguaggio ed ascoltare alcuni brani del repertorio, lasciando noi stessi e i nostri bambini liberi di interagire con la musica e il ritmo.

Come vi dicevo, non sono la persona più indicata per farvi una recensione di tipo tecnico, ma posso (e desidero) condividere con voi la nostra esperienza e le mie personali sensazioni.
Per altro, ho provato a fare diversi filmati e prove di video, ma finora ho avuto scarsissimi risultati.: appena azionavo la videocamera smetteva di muoversi oppure si interessava esclusivamente a quella..
Ma ritenterò!!

intro
intro

Ma veniamo a noi!
Ad un primo ed iniziale ascolto Pisto era visibilmente preoccupato, quasi spaventato e prossimo al pianto, a causa del fatto che ad emettere quei suoni, che lui riconosceva come voci umane, non fossi io: mi guardava perplesso, senza riuscire a comprendere chi fosse a cantare.

Così ho sospeso l'ascolto, per evitare che associasse a quel tipo di esperienza un'emozione negativa, riproponendogliela qualche giorno dopo.

Nuovamente perplesso ed accigliato; allora ho iniziato a battere le mani a ritmo con la "musica" e lui si è subito tranquillizzato. Con un po' di pazienza (per pazienza intendo alcuni giorni di prove.. ) si è abituato al tipo di musica, iniziando a battere anche lui le manine. Poi ha voluto alzarsi in piedi e "ballare", così come fanno i piccoli, ciondolando il suo sederone da una parte all'altra. A muovere latesta su e giù.
introUno spettacolo per gli occhi e per il cuore di mamma!!! ;-)

Da lì in poi ha effettivamente iniziato ad interessarsi ad ogni oggetto come  possibile "strumento musicale": abbiamo scoperto che su ogni superficie si possono battere le manine, producendo un suono differente.. che ogni oggetto, se buttato qui e là, fa un tipo diverso di rumore.. a fare suoni con le labbra, come ad imitare i brani ascoltati.

L'ascolto di brani così apparentemente semplici ha stimolato gradualmente il suo interesse per il ritmo e il suono che produce il mondo che lo circonda e che lui stesso, a sua volta, è in grado di produrre.

E' stata una bellissima esperienza, così ricca e profonda quanto semplice e naturale, che consiglio davvero a tutti.

Per questa ragione mi sento in dovere di ringraziare ancora una volta, di vero cuore, Arnolfo! Grazie da parte mia e di Gabriele!

Spero di riuscire a fare un video come si deve prossimamente: a quanto pare la collaborazione da parte della videocamera l'ho ottenuta, ora mi manca solo quella di mio figlio! ;-)

Per tutte le informazioni sulla formazione e sull'apprendimento musicale secondo la Music Learning Theory di E.E. Gordon e sul Quarteto Gordon, autore del fantastico CD di cui vi ho appena parlato:

https://www.facebook.com/quartetogordon
http://www.audiationinstitute.org/

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Il Venerdì del Libro #4 - Intelligenza Emotiva per un Figlio

libroTitolo: Intelligenza Emotiva per un Figlio: una guida per i genitori.
Autore: John Gottman
Casa Ed.: BUR psicologia e società
Anno: 2002-2013
Prezzo di copertina: 10,00€
Eccolo qui il compendio della teoria del Genitore Allenatore Emotivo!
Ve lo ricordate?
E' quello che ha lasciato tutti di stucco nell'ipotetica scenetta da me raccontata in Crescere figli (genitori) complessati.
Proprio lui! ;-)

A quick one: KEEP CALM MOM, AND DO IT YOUR WAY!

keep calm and do it your way
In un momento di ispirazione notturno e sulla scia di tutti i vari "KEEP CALM AND VATTELAPPESCA" ho creato il mio personalissimo:

KEEP CALM
MOM
AND DO IT
YOUR WAY!

Ormai lo sapete che questo è il mio motto personale, valido un po' per ogni situazione e/o argomento: io sono PRO MOMM-ISTINTO!
Ovvero credo che, meglio di qualsiasi psicologo, educatore, ideologia e metodo educativo ci sia l'istinto di mamma che vive e cresce in ognuna di noi dal giorno in cui mettiamo al mondo i nostri figli.

E' un pensiero che è emerso diverse volte nei miei Post, come in -> Crescere Genitori Complessati!
Perciò da oggi lo troverete in ogni Post in cui il pensiero generale dovrebbe essere esattamente questo.

Badate che ciò non significa, secondo me, tapparsi le orecchie e fare bellamente di testa propria, sparate come un missile.. ma piuttosto ascoltare tutto ciò che ci viene riferito, sopratutto i consigli del nostro pediatra, dei parenti e degli educatori e poi rielaborarlo con i nostri neuroncini; estrapolare ogni informazione che ci risulta essere utile e valida ed inserirlo nel nostro personalissimo contesto famigliare. Tutto nei limiti in cui questo non nuoce alla salute del nostro bambino e di chi ci sta attorno, naturalmente!
Se siete mamme tendenzialmente un po' ansiose e sentite la necessità di pesare il vostro bambino ogni sera o di controllare al millimetro quanto mangia, fatelo, purché questo non diventi un patema per tutta la famiglia. Se avete deciso che di seguire il filone di mamme ecologiste e le idee di maternage non ve ne importa un fico secco, sentitevi libere di infischiarvene. Non esiste un modo migliore di un altro per crescere i nostri bambini (fatte le dovute, estreme, eccezioni). Non ci sono mamme più o meno brave, ci possono essere mamme più o meno in difficoltà, ma tutte, indistintamente, cercano sempre il meglio per i loro piccoli.

Io scrivo spesso di come penso debbano essere fatte certe scelte, ma non ho la presunzione di pensare che il mio pensiero sia l'unico valido al mondo. Sarebbe assurdo!
Genitori si diventa a poco a poco e non si smette mai di imparare cosa significa.

Anche voi, sentitevi liberi di usare questo logo come volete, prelevandone il codice qui sotto per inserirlo nei vostri Blog, oppure copiando direttamente l'URL dell'immagine. E' per tutti!

keep calm and do it your way



Con questo Post partecipo al Linky Party di C'e Crisi C'è Crisi.

Crescere figli (genitori) complessati

La scena: le sedie a semicerchio, come nelle sedute di gruppo dei film, la luce soffusa per rendere l'atmosfera più intima. Inizia così.

Io AUTOSTIMA 50 - CONVINZIONE 50: "Ciao a tutti, sono Luisa, 
mamma di Gabriele, 9 mesi. Per dire la verità noi non abbiamo 
mai avuto grossi problemi col sonno.. Il piccolo dorme da solo, 
nel suo lettino, per quasi tutta la notte, da quando aveva circa tre mesi..

Il Genitore Moderno, serio: "Come, non fai co-sleeping?"

"Ehm, no.." AUTOSTIMA 20 - CONVINZIONE 10


  Il Genitore Moderno: "Vabbè, comunque il risveglio notturno del 
neonato è fisiologico ed aiuta a  prevenire la SIDS, quindi sarebbe 
meglio se si svegliasse ogni tanto!"

Io, sulla difensiva: "Si beh, ma lui si sveglia durante la notte, 
un paio di volte. Diciamo che di solito mi basta fargli due coccole 
oppure dargli il ciuccio..