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Argomento del giorno: il parto cesareo.

Un argomento a caso. 

Ho deciso di parlarne perché, in vista di un taglio cesareo programmato, la sottoscritta aveva ben pensato di documentarsi per bene su cosa si tratta, come avviene ecc.
Non siate altrettanto sciocche se anche voi state per subire un cesareo!
Avere poche informazioni rassicuranti è infinitamente meglio di tante informazioni che lasciano un velo di preoccupazione e dubbio!
Ad ogni modo ricordo che le ultime settimane di gravidanza ero talmente stanca e affaticata che avrei partorito in qualsiasi modo, pur di arrivare al tanto agognato traguardo. Per mia fortuna. Nessuna paura, nessun dubbio.

Comunque vada non siate severe con voi stesse, non imponetevi nulla fin dall'inizio della gravidanza. Ricorrere al bisturi piuttosto che partorire spontaneamente può rivelarsi una preziosa risorsa per il bene vostro e del vostro bambino e non deve generare senso di colpa in alcun caso. Prendete quello che viene e siate grate della gioia che la vita vi ha regalato (sopratutto sappiate che, una volta tornate a casa, non avrete tempo materiale per affogare voi stesse nei sensi di colpa, perciò tanto vale non iniziare nemmeno). :-))

Ecco qui alcune informazioni che potrebbero essere interessanti. Non sono un medico, perciò le informazioni di cui dispongo, oltre alla mia esperienza personale, sono quelle generiche sul parto cesareo e ovviamente non rappresentano la totalità dei casi che potrebbe essere pressoché infinita..

Nel caso in cui il cesareo non venga effettuato d'urgenza, per complicazioni di vario genere, questo viene solitamente programmato attorno alla trentottesima/trentanovesima settimana di gravidanza (ma in certi casi viene programmato addirittura a scadenza). I medici preferiscono dare al bambino più tempo possibile per rimanere nel grembo materno, anche se questo sarebbe già maturo a sufficienza per venire alla luce senza complicanze.

In genere viene effettuata l'anestesia epidurale oppure la spinale, che hanno un effetto immediato e privano la donna di sensibilità solamente dal busto in giù, consentendole di "prendere parte" alla nascita. La spinale è una singola iniezione di anestetico tra due vertebre lombari mentre per l'epidurale si utilizza un piccolo catetere inserito nello spazio tra le due vertebre attraverso il quale l'anestesista somministra l'anestetico durante l'operazione. A me è stata fatta la spinale e come ho già raccontato nell'ultimo post non ho sentito alcun dolore. Anzi. Ho fatto a malapena in tempo ad accorgermene.

In sala parto, una volta stesa sul tavolo operatorio, alla mamma viene coperto il volto in modo che non le sia possibile assistere completamente all'operazione. Perciò state tranquille. Non vedrete nulla ma sentirete ciò che accade attorno a voi e i medici premere contro il vostro ventre. Personalmente non l'ho trovata una sensazione fastidiosa ma credo che la cosa sia molto soggettiva e legata alla percezione del dolore individuale. Ad ogni modo non fatevi problemi ad informare il medico o l'anestesista in sala di quelle che sono le vostre sensazioni. Sono lì per voi.

In casi particolari, si ricorre ancora all'anestesia generale. La decisione spetta al chirurgo e all'anestesista, in base al caso che si presenta.

Disinfettano l'addome (si avverte una sensazione di freddo sulla pancia) e incidono cute e sottocute, orizzontalmente, per una decina di centimetri. Il taglio viene effettuato nella zona del basso ventre all'altezza, per intenderci, di dove solitamente arriva l'elastico delle mutande. Il chirurgo separa meccanicamente le fasce muscolari della parete addominale ed infine incide il peritoneo e la parte inferiore dell'utero. In alcuni manuali la tecnica che prevede la separazione manuale della muscolatura viene chiamata Metodo Stark e consentirebbe tempi di ripresa più rapidi di quelli che si avrebbero incidendo e tagliandola. Tali operazioni richiedono all'incirca una decina di minuti in seguito ai quali si sente il rumore di un aspiratore che elimina il liquido amniotico per consentire l'estrazione del bambino.
Al piccolo viene tagliato il cordone ombelicale per poi essere consegnato al pediatra di turno che lo controlla e lo lava.
Nel frattempo il chirurgo completa l'operazione estraendo la placenta, pulendo l'utero e dilatandone leggermente il collo dall'interno (per favorire il deflusso del sangue nei giorni successivi) ed infine suturando i tessuti precedentemente incisi.
Tali operazioni richiedono in media altri 20/30 minuti.


Infine alla neo mamma vengono concesse un paio di ore da trascorrere in sala parto (o in una saletta apposita adiacente la sala operatoria) assieme al compagno e al loro piccolo. Queste ore permettono anche ai medici di monitorare lo stato di salute della donna che in seguito verrà portata in reparto e lasciata riposare per qualche ora. 


Dopo aver subito un taglio cesareo non si è immediatamente autonome e in grado di prendersi cura del proprio piccolo. Il catetere viene rimosso e la donna viene fatta alzare appena il secondo/terzo giorno dopo l'intervento. Per questa ragione sono molto importanti l'aiuto e l'assistenza del personale sanitario e delle ostetriche i quali dovrebbero aiutare la neo mamma a prendersi cura del suo piccolo fin dai primi attimi, cercando di aiutarla nell'attaccarlo correttamente al seno. Su questo avrei molto da raccontare. Ma le mie esperienze negative me le tengo per me. E' meglio.
In ogni caso, con il cesareo, non è possibile un attacco precoce del piccolo al seno e spesso la montata lattea fatica un po' ad arrivare. Perciò abbiate pazienza e cercate di fare del vostro meglio. Non disperate!


A quelle donne che, come la sottoscritta, subiscono il cesareo in seguito a contrazioni la sorte non risparmia nemmeno i cosiddetti "morsi uterini": delle contrazioni uterine che si ripetono per qualche ora in seguito all'intervento (solite dopo il parto naturale). Sono dolorose (secondo me più di quelle dei prodromi) e hanno la funzione di contrarre la muscolatura uterina affinché l'utero inizi a ritornare alle sue dimensioni originali. Secondo i medici del reparto in cui ero ricoverata è stato un bene che io abbia avuto delle vere contrazioni da parto prima di subire il taglio cesareo perché queste associate ai successivi "morsi uterini" intervengono positivamente sulla ripresa evitando il rischio di emorragie e complicazioni. Perciò se vi dovesse capitare, consolatevi!


A meno che non insorgano problemi, le dimissioni avvengono dopo quattro giorni dall'intervento. Se i punti sono intradermici, ovvero riassorbibili, non necessitano di particolari cure (a me è stato di detto di togliere autonomamente la medicazione dopo quattro/cinque giorni e di fare tranquillamente la doccia dopo una settimana/dieci giorni) altrimenti è previsto che la donna ritorni in ospedale dopo due/quattro giorni dalle dimissioni per controllare la ferita ed eventualmente rimuovere i punti.


Dopo le dimissioni le precauzioni e i consigli che vengono dati alla neo mamma sono i più vari. In ogni caso viene programmato ed è consigliabile un controllo dal proprio ginecologo dopo 40 giorni dall'intervento e questi vi dirà come comportarvi.
A me, per esempio, è stato consigliato di non fare esercizi che impegnino la muscolatura addominale fino al terzo mese dopo l'operazione e di non portare panciere contenitive né fasce per far sì che i muscoli lavorino e si tonifichino.


Ovviamente seguite i consigli del vostro medico di fiducia e non strafate! Ricordate che avete subito un intervento chirurgico, siate indulgenti con voi stesse, abbiate pazienza e fatevi aiutare da chi vi è più vicino. Come mi sento saggia!! :-)))
Ci vuole circa un mese per riprendersi bene e molto di più per riacquistare un po' di sensibilità sulla pancia a livello della cicatrice. Io non sento proprio nulla ancora. La ferita prude e tira, ma toccandola avverto solo un vago solletico. A meno che non sia rossa e gonfia, caso in cui dovreste farla vedere immediatamente, dopo qualche settimana potrete iniziare a metterci dell'olio di mandorle o una crema con della Calendula.
Io ancora non l'ho fatto perché sono saggia per gli altri, mica per me stessa!!! LOL :-))))
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Cicogna in arrivo.. stream of consciousness..

11/04 ore 05:23 Mando SMS dalla stanza delle donne in travaglio dell'ospedale. In reparto non hanno altri posti letto disponibili che questo, così mi ritrovo a fare compagnia alle signore in "dirittura d'arrivo", pur avendo subito un cesareo da poche ore. Divertente, no? Riposante, sopratutto.

Andiamo per gradi.


06/04 Vengo dimessa dal medesimo reparto dopo essere stata ricoverata per motivazioni che ancora non ho ben compreso (e che arrivati a questo punto è inutile cercare di motivare). Finalmente ho una data e tutte le analisi che mi servono. Venerdì 19 Aprile. La data che mi hanno fissato per il taglio cesareo. Lieta di trascorrere a casa gli ultimi giorni che mi separano dal momento tanto atteso, mi invitano comunque a recarmi al day-hospital per dei monitoraggi nei giorni immediatamente successivi alla dimissione. 


10/04 ore 01:23 Sorpresa, sorpresa. La prima contrazione arriva nel sonno. Inaspettata. Mi sveglia. Ancora una volta sono incerta se si tratti di una vera e propria contrazione o dei miei soliti problemi all'intestino. Mi riaddormento senza pormi troppe domande. Qualche ora dopo ne sopraggiunge un'altra a dissipare ogni sorta di dubbio. Resto sveglia per un po', in allerta, ma tutto tace e mi rimetto a dormire. 

ore 09:10 (circa) Ricevo una telefonata. E' il primario del reparto di ginecologia dell'ospedale che mi chiede di poter anticipare l'intervento a giovedì 18. A lui rispondo: "Certo che va bene. Fosse per me farei anche oggi". Ride. Ovviamente... Devo stare a riposo, così provo a postare qualcosa sul mio blog con l'applicazione di Blogger per il cellulare. Sono stanca di guardare Forum. Faccio zapping qua e là. Noia.

ore 11:44  Arriva un'altra contrazione. Si, sono sicura si tratti di una contrazione. Chiamo Littel per informarlo della novità. "FINALMENTE UNA CONTRAZIONE!". Non ne ho avuta alcuna, per tutta la gravidanza. Sono emozionata. Dopo una ventina di minuti ecco arrivarne una seconda.. e poi una terza.. Decido di prendere nota degli orari in cui le avverto e di classificarne l'intensità con un'ipotetica scala da 1 a 10. Uhm .. questa è sicuramente da 4! Prendo nota, tutta orgogliosa (ho creato una nota apposita sullo smartophone, che ho tutt'ora salvata.. ai posteri l'arduo compito di decifrarne in significato).  :-)

ore 12:50 (circa) Mi richiama Littel, dopo essere stato in mensa a pranzo. "Come va?" "Oh bene, le contrazioni continuano, a distanza di circa 10 minuti." "Come stai? Vuoi che andiamo in ospedale?" "Cooosa?? NO. Tanto saranno solo delle contrazioni preparatorie,vedrai che smettono!!"

ore 14:00 (circa) Non sono ancora finite. L'ostetrica al corso pre-parto ci aveva spiegato che se si tratta di contrazioni preparatorie, queste dovrebbero cessare facendo un bagno o una doccia calda. Sai cosa? Mi faccio una bella doccia!

ore 14:50 Asciutta e pulita. Non sono sicura che siano cessate. Provo a stendermi un po' sul letto e realizzo che non si sono minimamente fermate. Anzi. Ora arrivano a distanza di 6/7 minuti l'una dall'altra. Sono anche un pelo più forti, ma di sicuro finiranno! Mi richiama Littel e cerco di convincerlo (e in parte di convincere anche me stessa) che si tratta di contrazioni passeggere. "Si ma tra un po' finiranno, vedrai. Sono già meno intense!".

ore 18:00 (circa) Ormai Littel è rincasato da un po' e le contrazioni non accennano a diminuire di frequenza, né tanto meno di intensità. Ma no, non mi sembra proprio il caso di andare in ospedale! "Vedrai che ci rimandano a casa o che mi trattengono dentro per niente! Non voglio! Voglio stare a casa!". Littel mi ascolta preoccupato e si sforza di darmi retta. Facciamo le parole crociate assieme, tra una contrazione e l'altra.


ore 20:00 (circa) "Prepari tu la cena?" "Sei sicura? Non vuoi che andiamo un salto all'ospedale a controllare?" "No, no! Ti ho detto (il "ti ho detto" è un must in certe situazioni) che in ospedale non ci voglio andare! Un po' di pasta in bianco per me!" Non si discute. Così il mio povero Littel si è dovuto rassegnare ed è andato a preparare la cena. Nel mentre le contrazioni sono aumentate.

ore 21:30 Finito Striscia la Notizia inizia la partita Sampdoria - Juventus e le contrazioni continuano. Mi faccio coraggio e mi convinco che sia effettivamente il caso di andare in ospedale. Durante tutto il tragitto in auto mi lagno (come mia abitudine, del resto): "Ecco, vedrai che adesso finiscono! Vedrai che arriviamo là e non ho più niente!". Littel guida e porta pazienza. Ad oggi posso seriamente affermare che è stato un santo, quella sera, a non scaraventarmi fuori dalla macchina in corsa! Arriviamo al pronto soccorso dell'ospedale, suoniamo e ci fanno immediatamente entrare. Sarà l'orario o semplicemente la giornata fortunata ma in reparto ci siamo solamente noi e ci fanno accomodare in una delle sale parto per fare un monitoraggio. Le ostetriche sono rilassate e gentili e si prendono tutte cura di noi. Dal monitoraggio risulta che le contrazioni sono regolari e persistenti. Il ginecologo mi visita e constata che sono già dilatata di 3 cm. Mi tasta il ventre. "Facciamo un'ecografia! Mi sembra che si sia girato!" Non volevo smontare il suo entusiasmo, ma io non avevo avuto minimamente la sensazione che si fosse girato. Anche l'ecografia lo conferma. Pupo se ne stava imperterrito nella sua posizione traversa. E' sempre stato comodo così. Proprio un bel tipetto!! :-) 
"Niente! Allora la prepariamo per l'intervento!".

ore 23 (circa) Littel e il ginecologo si sono consultati sul risultato della partita della Juve (di cui evidentemente il medico era tifoso). Io sono pronta. Imbragata. Rasata e intubata. Arriva l'anestesista a prendermi e a portarmi in sala operatoria. Non ho fatto in tempo a salutare Littel. Questo mi rende triste, ma ho poco tempo per sentirmi triste perché inizia ad assalirmi una fifa bestiale e in sala operatoria fa un freddo spaventoso. Tremo. Seduta sul lettino, mi fanno la spinale. Ho unicamente il tempo di sentire qualcosa spingere sulla colonna vertebrale. "Si stenda velocemente!" mi dice l'anestesista. Troppo tardi. Non sento già più le gambe. Così devono aiutarmi a sollevarle e a distenderle sul lettino. ;-) Una sensazione strana davvero. "Mi sembra di riuscire a muovere ancora le dita dei piedi" dico. L'anestesista, una donnina minuta col volto coperto da una mascherina azzurra e l'accento veneto (che mi fa tanto simpatia) mi invita a provare a sollevare il bacino. Sono convinta che se la stesse ridendo, sotto quella beffarda mascherina azzurra. Ovviamente non sono riuscita a sollevarmi. Mi ha bloccato le braccia e coperto il viso con un telo verde. Piegando la testa di lato vedo arrivare il ginecologo. Lo imbragano pure lui, con un camice verde, mascherina, cuffia e guanti. E' un uomo simpatico. Un buontempone anche un po' donnaiolo e la sua assistente/tirocinante/collega è davvero una ragazza molto bella.. perciò le battute e le frecciatine fioccano. Mi mettono di buon umore. Chiacchiero con l'anestesista che se ne sta appollaiata su uno sgabello subito dietro le mie spalle. Mi racconta quello che succede al di là del telo. C'è un'atmosfera stranamente rilassata e persino io mi sento più tranquilla. Ho una strana sensazione di calore alle gambe e sento i medici premere sulla pancia. Quei quattro fusilli in bianco che ho mangiato per cena ritornano a farmi visita e la nausea è davvero forte. Per ingannare il tempo (e anche la paura) parlo con l'anestesista dietro di me e mi rigiro tra le dita il laccio che mi lega il polso sinistro. E' ruvido e punge.

ore 23:51 Sento la dottoressa toccarmi una spalla: "Ecco che lo tirano fuori" mi dice. Mi accorgo di trattenere il respiro. Si sentono un flebile lamento e la voce del ginecologo: "Eccolo qui! Ciao bello!". Voci di donne che ridono: "Ha fatto la pipì addosso al dottore!" mi racconta l'anestesista. Piego la testa e intravedo un altro medico in camice verde con tra le braccia, avvolto in un asciugamano, un cosino tutto bianco che si dimena. Subito dopo sento le grida del mio frugolotto provenire dalla sala adiacente. Mi viene da piangere e riesco solo a pensare che vorrei che la mia mamma fosse con me. Devo averlo detto ad alta voce perché l'anestesista mi risponde che lei c'è, che le persone speciali non si vedono ma si sentono col cuore. Che vivono con noi. Continuo a sentire una forte nausea. Non sono in grado di quantificare quanto tempo sia passato quando finalmente mi portano il mio piccolo. Lavato, vestito, avvolto in una coperta. E' talmente piccolo che sembra scomparirvi dentro. Lo avvicinano al mio volto e riesco a dargli un bacio sulla guanciotta. E' morbida e calda. E' la cosa più meravigliosa che io abbia mai visto. Ha gli occhietti aperti. Mi strofino sul suo visetto e lo saluto. Vorrei continuare a guardarlo ancora un po' ma non possono farlo rimanere in sala operatoria. Lo portano dal suo papà. Il resto del tempo è nebuloso e tormentato dalla nausea. Mi sembra infinito. Vorrei che finisse velocemente.

11/04 ore indefinite Hanno finalmente terminato. Mi spostano sul letto del reparto con un po' di fatica perché ancora non ho sensibilità dalla vita in giù. Mi coprono e mi portano fuori dalla sala operatoria. E' buio, silenzioso ed ho freddo. Ricordo un'ostetrica gentile che mi pone delle domande per la donazione del sangue cordonale. A quanto pare sono riusciti a prelevarne un bel po'. Fanno entrare Littel con un mucchio di coperte tra le braccia. Tra quelle coperte, avvolto come in un bozzolo, c'era il mio piccolo. Dormiva tranquillo. E' il momento più bello della mia vita! Lo sarà per sempre. I ricordi si confonderanno e si sommeranno ad altri momenti speciali e meravigliosi, ma questo rimarrà per sempre il momento più speciale di tutti.

Per ricordarmi di non dimenticare.

Benvenuto Gabriele!

Inaspettatamente, dopo aver programmato il taglio cesareo per il 18 Aprile, il nostro piccolo pupo ha deciso di nascere mercoledì 10, alle ore 23.51 Un fagottino meraviglioso  di 46 cm e 2.934 kg che ci fa dormire poco e allarmare per ogni cosa. Ma va così. Con le occhiaie fin per terra e il sorriso stampato sul volto. Dovrete avere pazienza, ma torneremo presto...in due, più agguerriti che mai!!
:-* un bacio a tutti...ditemi se non è un pupo amore!!!?!!!
:-*


Corso pre-parto: sesto incontro - seconda giornata con i papà - subito dopo il parto, il parto cesareo, il bonding, la donazione cordonale,


Eccoci di nuovo qui. Al secondo ed ultimo incontro dedicato ai papà.
Abbiamo inizialmente ripreso con il discorso dei massaggi durante il travaglio, dando uno sguardo ad un'altra scheda sul tema -> Vedi scheda 1 aprendo il "Continua a leggere" a fine post

Abbiamo poi visto un filmato che raccontava, a grandi linee, quello che accade all'interno della sala parto nel momento immediatamente successivo all'espulsione del bambino: anzitutto si attende che venga espulsa anche la placenta, che viene immediatamente controllata dall'ostetrica. Ad un certo punto il cordone ombelicale dovrebbe smettere di pulsare, indicando che è giunto il momento in cui può essere tagliato. Per la donazione del sangue cordonale, invece, l'ostetrica ci ha spiegato che si ha la necessità di tagliare il cordone quando questo è ancora pulsante, pratica che, a sua detta, non comporta una reale sofferenza o pericolo per il piccolo. Ammetto la mia più totale e completa disinformazione in merito. Non ho ancora partecipato all'incontro dedicato alla questione perciò non ho abbastanza informazioni da fornirvi. Vi lascio scritto quello che c'è stampato sulla brochure che mi hanno lasciato all'ospedale ed alcuni link che forse potrebbero rivelarsi utili:

Chi può donare?:
La donazione del sangue del cordone ombelicale può essere effettuata da partorienti in buone condizioni di salute. La donazione è libera e anonima.
Il sangue placentare può trasmettere malattie virali e/o genetiche ai riceventi.
Non possono quindi essere accettate come donatrici le persone affette da tali patologie.

Come avviene il prelievo?:
In tutta sicurezza. Il prelievo avviene subito dopo il parto, sia naturale che cesareo, quando il neonato è già stato affidato alle cure dell'ostetrica o del pediatra. Mentre la placenta è ancora in sede, si collega sterilmente il cordone con una speciale sacca dove viene raccolto il sangue senza che il procedimento comporti alcun fastidio per la mamma. La sacca viene poi inviata entro 48 ore alla Banca del Sangue Cordonale dove verrà congelata, custodita e resa disponibile in caso di necessità.

Come si diventa donatrici?:
Prima del parto: in seguito ad un colloquio con il personale sanitario del Punto Nascita che informa sulla procedura e raccoglie l'anamnesi familiare e personale per rilasciare l'idoneità a donare.
Durante il parto: mediante prelievo del sangue effettuato per legge al momento del parto.
Dopo il parto: viene effettuato un controllo, a distanza di 6 mesi dal parto, dello stato di salute della madre e del piccolo, con ripetizione degli esami obbligatori per validare definitivamente il campione prelevato. Rilascio di dichiarazione di rinuncia ad ogni diritto sul sangue placentare donato.

Ministero della salute - La donazione a fini solidaristici
ADoCEs - Donazione del sangue cordonale
ADoCEs - Pagina Facebook
SaperiDoc - Perchè donare il sangue del cordone ombelicale?
SaperiDoc - Pieghevoli e materiale informativo online

Le vostre informazioni/opinioni/impressioni/esperienze sulla questione sono sempre le benvenute!

Il filmato ha proseguito mostrandoci tutta una serie di piccoli ranocchietti, rossicci o bluastri, che venivano gentilmente adagiati tra le braccia di mamme sfinite e papà moribondi. Ma felici.
Ok, dovremo accontentarci del sorriso stampato su quei volti per rassicurarci riguardo ciò a cui stiamo andando incontro! Così sia! ;-)

In genere, subito dopo la nascita, la neo mamma viene lasciata per un paio d'ore nella sala parto assieme al papà ed al frugolotto (almeno questo è quello che ci è stato detto accada in questo specifico ospedale, in base sopratutto alla disponibilità delle sale parto in quel dato momento). Questo permette ai genitori stravolti di avere un po' di tempo per riprendersi ed ammirare in tutta tranquillità la minuscola meraviglia che per così tanti mesi hanno potuto solamente immaginare e di creare immediatamente un legame col nuovo arrivato. Il neonato, infatti, già dopo tre ore dalla nascita è perfettamente in grado di riconoscere i tratti del volto della madre associandoli alla di lei voce ed al suo particolare odore.

Secondo gli specialisti intervistati nel filmato queste ore dovrebbero essere utilizzate dalla madre anche per cercare di attaccare il neonato al seno per la prima volta. Il piccolo, se appoggiato sulla pancia della mamma, cercherà d'istinto di raggiungere il capezzolo, di cui è già in grado di riconoscere l'odore. E' probabile che questo primo tentativo, così precoce, non sia sufficiente ad avviare immediatamente il neonato in modo corretto all'allattamento al seno; forse necessiterà di ulteriori tentativi e prove nelle ore successive, una volta raggiunta la stanza assegnata alla madre in reparto. Cercare di allattare il piccolo sin dalle prime ore di vita contribuisce tuttavia ad imprimere nella sua memoria l'esperienza dell'allattamento.

Bonding -> il legame speciale che si crea tra il neonato ed i suoi genitori fin dai primi giorni di vita, attraverso lo sguardo e lo stare assieme. Tale pratica permette un miglior inizio di allattamento al seno e riduce il rischio di depressione materna post parto. 

Una volta terminato il filmato, è stato chiesto all'ostetrica di spiegare brevemente cosa accade nel caso in cui si debba affrontare un parto cesareo.
Lei ci ha raccontato che il parto cesareo viene solitamente programmato in anticipo per quelle donne che hanno specifici problemi di natura fisica nell'affrontare il parto naturale oppure nel caso in cui il bambino si presenti in posizioni podaliche più o meno incomplete (posizione obliqua o di traverso), quando mancano pochi giorni alla scadenza. In questo secondo caso, prima di affrontare il cesareo, alcuni ginecologi consigliano di tentare di rigirare il bambino mediante manovre esterne o con la moxibustione. Scelta questa che dipende interamente dalle intenzioni della paziente e dal medico specialista che la segue. In altri casi, ancora, può rendersi necessario ricorrere al cesareo mentre la donna si trova già in sala parto, durante il travaglio. A questo punto si trasferisce la futura mamma in sala operatoria (dove il papà ovviamente non può seguirla), le viene applicato un catetere ed effettuata un'anestesia spinale che desensibilizza la parte inferiore del corpo. Viene fatta un'incisione della cute a livello del basso ventre (all'altezza dell'elastico delle mutande, per intenderci) e vengono spostati i muscoli sottostanti per permettere l'estrazione del bambino dal ventre materno il quale, dopo i controlli di routine, viene portato all'Isola Neonatale dal papà, in attesa che alla mamma vengano messi i punti. Questo perché, ovviamente, all'interno della sala operatoria la temperatura viene mantenuta piuttosto bassa e il piccolo appena nato ha bisogno di un ambiente caldo e confortevole ad accoglierlo. Dopo l'applicazione dei punti di sutura e i dovuti controlli del caso (procedimento che richiede mediamente 15/20 minuti) anche la mamma viene portata all'Isola Neonatale, dove potrà godersi il suo capolavoro assieme al papà, prima di essere spostata in reparto. Questo in linea di massima, senza entrare nel merito di casi particolari che necessitano di procedure e tempistiche differenti.

Per concludere la mattinata abbiamo fatto un ultimo "gioco" a coppie. Se volete provare anche voi vi posto lo schema qui  -> Vedi scheda 2 aprendo il "Continua a leggere" a fine post
Ci è stato chiesto di ipotizzare ed inserire nello schema gli orari giornalieri del nostro piccolo una volta che lo avremo portato a casa dall'ospedale e, di conseguenza, immaginare come si modificheranno i nostri personali orari nell'arco della giornata. E' stato carino (e insieme inquietante) notare come le coppie alla prima esperienza (inclusi Littel e me) non abbiano la minima idea di quante volte al giorno dovrebbe mangiare un neonato. Chiaramente ogni bambino è diverso dall'altro ed avrà le proprie personali esigenze e tempistiche, che noi neo genitori dovremo imparare in fretta a comprendere, ma in generale si può dire che nelle prime settimane di vita il neonato vive un ciclo continuo di fasi che si alternano tra il sonno, la veglia e il momento della pappa. A seconda del carattere del bambino e delle condizioni che lo circondano (comportamento genitoriale e ambiente in cui vive) queste fasi saranno più o meno lunghe e varie: dormirà dalle 2 alle 5 ore, farà poppate di 20-40 minuti ogni 2-3 ore (perciò mangerà complessivamente circa 8 volte al giorno) ed avrà fasi di veglia più o meno agitata e vispa. Durante le fasi di veglia alternerà momenti in cui svilupperà la propria memoria, concentrandosi nell'osservazione dei volti famigliari e momenti in cui vorrà esplorare con lo sguardo il mondo circostante. Nelle prime settimane di vita il neonato ascolta e osserva ciò che lo circonda, ma è bene ricordarsi che ha un campo visivo limitato a 20-30 cm di distanza.

Anche il momento del bagnetto può essere un momento di esperienza positivo per il neonato che si ritrova, per qualche minuto, a muoversi nel liquido come era abituato a fare nel ventre materno. A sentire l'ostetrica esistono diverse scuole di pensiero su quando sia più opportuno iniziare a fare il bagnetto ad un neonato: alcuni dicono sia meglio aspettare la caduta del moncone, che rimanendo umido si infetta facilmente, altri credono sia un bene fare il bagnetto al neonato una volta al giorno, fin dai primi giorni, a patto che si provveda a sciacquare ed asciugare molto bene il cordone sostituendo la garza che lo ricopre.

Vi lascio anche il link ad un opuscolo del Ministero della Salute dove trovate informazioni varie su diversi argomenti -> Quando nasce un bambino

Le competenze del neonato, il bagnetto e la pulizia del moncone sono argomenti che tratteremo ancora nel prossimo incontro.
Per oggi è tutto.



Corso pre-parto: quinto incontro - prima giornata con i papà -

Esattamente! :-)
Primo incontro con i papà che, a dispetto di quanto pensavo inizialmente, si sono presentati numerosi e particolarmente collaborativi. Siamo stati divisi in due gruppi: future mamme e futuri papà. A noi mamme è stato chiesto cosa ci aspettiamo o cosa desidereremmo dai nostri uomini durante il parto.. sostanzialmente partecipazione, pazienza e completa sottomissione alle nostre volontà. Un'inezia! ;-)
A loro, invece, è stato chiesto di fare un elenco dei dubbi e delle domande che avrebbero voluto porre durante la mattinata.

 Per renderli vagamente più "consapevoli" di quello che accade al corpo delle loro donnine, di cui loro osservano semplicemente il crescere in dimensioni del pancione e in quantità delle lamentele, è stata consegnata ad ogni papà una scheda con l'immagine di un feto nel grembo materno ed è stato loro chiesto di associare varie parti del corpo femminile alla parte corrispondente nell'immagine. Io ve la riporto qui sotto nella versione originale, senza scritte, così potete (sadicamente) riproporre l'esercizio ai vostri uomini a casa (e farvi due risate). La seconda scheda, invece, è quella con le risposte.
Devo dire che il mio Littel è stato bravissimo in questo "gioco" e non mi ha lasciato nemmeno la soddisfazione di prenderlo un po' in giro.. deve essersi preparato, a mia insaputa, prima dell'incontro... ;-))



Tra le domande più "gettonate" dai futuri papà c'era il come capire quando è il momento giusto per andare in ospedale.
Riprendendo un po' il discorso dell'incontro precedente, l'ostetrica ha spiegato che il momento giusto per andare in ospedale può variare molto da donna a donna, ma che in generale questa si accorge benissimo di quando quel momento è arrivato. Il papà deve tenersi pronto.
Per la maggior parte delle donne alla prima gravidanza (sempre che non vi siano condizioni particolari o che insorgano imprevisti), il travaglio dura in media 6/8 ore perciò, alla comparsa delle prime contrazioni, più irregolari, dei prodromi, sarebbe meglio attendere un po' prima di recarsi all'ospedale e verificare che queste si regolarizzino, annunciando il sopraggiungere del parto. Alle volte infatti capita che negli ultimi mesi di gravidanza si percepiscano delle contrazioni più sporadiche, che non sono necessariamente collegate al sopraggiungere del travaglio e che scompaiono da sole, magari con una doccia calda.

E' il caso di recarsi in ospedale anche qualora si verificasse la rottura del sacco amniotico, che solitamente si rompe durante la fase di dilatazione del collo dell'utero, nel travaglio. Può capitare che questo si rompa anticipatamente lasciando fuoriuscire il liquido amniotico. La sensazione che si avverte è quella di un liquido caldo che scende dalla vagina, più o meno copioso, di odore dolciastro e colorazione che varia dal giallino al rosato. Qualora la colorazione del liquido amniotico fosse più tendente al verde ciò potrebbe significare che il bambino ha espulso le proprie feci, il meconio, all'interno del sacco. Questo potrebbe, in alcuni casi, essere dovuto ad un condizione di sofferenza fetale, perciò sarebbe comunque opportuno recarsi in ospedale con una certa rapidità.

Oltre ai casi sopra citati è bene recarsi in ospedale anche quando capita di non percepire movimenti fetali per alcune ore di seguito. Provate a distendervi e a mangiare qualcosa di dolce, se questo non fosse sufficiente a farvi sentire che il vostro bambino si muove e sta bene allora è proprio il caso di fare un controllo!

Un'altro dubbio, non meno importante, dei nostri amati futuri papà è stato quello relativo al come potersi rendere utile, al momento del bisogno, in sala parto.
Alcune mamme hanno risposto con un semplice "eseguire gli ordini"! E in parte non è del tutto sbagliato.
Ogni donna ha le proprie esigenze durante il parto e l'uomo deve cercare di essere comprensivo e collaborativo al massimo. Alcune non amano la compagnia e preferiscono essere lasciate da sole mentre altre necessitano della presenza fisica e morale del loro uomo, durante tutte le fasi del parto.
Non capita raramente, ha spiegato l'ostetrica, che proprio quelle donne che si sono lungamente preparate durante la gravidanza ad affrontare il travaglio in acqua o a farsi fare massaggi dai loro compagni, in quel momento scoprano di non volerne sapere e di avere esigenze totalmente differenti. Non esiste una regola ugualmente valida per tutte!

In generale però ci ha parlato dei benefici che si possono trarre dal trascorrere alcune ore del travaglio in acqua, la quale genera un effetto analgesico naturale e accorcia, nella maggior parte dei casi, il tempo del travaglio stesso. -> Vedi schede 2 e 4 aprendo il "Continua a leggere" a fine post

Ci ha spiegato che l'uomo può essere anche di grande aiuto durante la fase del travaglio nell'incoraggiare la donna e sostenerla nel cambiare spesso posizione (qualora ciò fosse possibile), favorendo così la dilatazione del collo dell'utero e contribuendo all'allargarsi delle ossa del piccolo bacino per avviarla alla fase espulsiva.
-> Vedi scheda 3 aprendo il "Continua a leggere" a fine post

Quando il travaglio va per le lunghe, è altrettanto importante che il futuro papà ricordi costantemente alla propria compagna, che in quelle ore è indubbiamente presa da altro, di mangiare qualcosa e sorseggiare lentamente dell'acqua.

Insomma, il ruolo dei nostri adorati maschietti, qualora essi possano e desiderino partecipare alla nascita dei loro piccoli, non è proprio da sottovalutare!
Sempre che reggano all'emozione! ;-))


Il massaggio perineale

Per intenderci: il Perineo è quell'insieme di formazioni muscolari, ricoperte da cute che, sia nell'uomo che nella donna, si dispongono a richiudere inferiormente il piccolo bacino. E' costituito da un triangolo anteriore (o urogenitale), il perineo anteriore, caratterizzato dalla presenza dei genitali esterni e attraversato nel maschio dall'uretra e nella femmina dall'uretra e dalla vagina, e un triangolo posteriore (o anale), il perineo posteriore, nel quale è situato l'orifizio anale. 


Il generale il massaggio perineale è ritenuto utile per la preparazione al momento del parto, per cercare di dare alla luce i propri figli evitando lacerazioni di questa specifica muscolatura o di necessitare di episiotomia (incisione chirurgica del perineo). Non esiste comunque alcuna garanzia di efficacia, ma chi assiste le donne durante il parto ne parla con molta positività perciò, così come ci prendiamo cura della nostra pelle prevenendola dalla formazione delle smagliature, vale la pena di provare. Secondo alcuni pareri andrebbe iniziato già a partire dal 4/5 mese di gravidanza, mentre per altri è sufficiente iniziare a partire dalle ultime settimane di gestazione. Massaggiare regolarmente la muscolatura perineale può aiutare a rendere i tessuti più flessibili ed elastici stimolandone la circolazione. 
Il massaggio va effettuato tutti i giorni, per alcuni minuti. La spiegazione dettagliata su come effettuare il massaggio la trovate nelle schede che ho pubblicato in questo post -> Corso Pre-parto: primo incontro


In ogni caso è bene fare attenzione a cosa si utilizza per questo tipo di massaggio: alcuni preparati come l'Olio per il Massaggio Perineale della Weleda (che ho comprato già da un po') sono un'associazione di diversi oli il cui utilizzo è sconsigliato prima della 34° settimana di gravidanza perché potrebbe provocare delle contrazioni uterine indesiderate. 

Ingredienti: Prunus Amygdalus Dulcis (Sweet Almond) Oil, Triticum Vulgare (Wheat) Germ Oil, Fragrance (Parfum)*, Limonene*,Linalool*, Citronellol*, Geraniol*, Eugenol*.
*from natural essential oils
Gli oli essenziali di rosa di Damasco e di salvia sclarea non sono dichiarati singolarmente ma compresi nella voce “Fragrance (Parfum)”.

Perciò prima della 34° settimana sarebbe più opportuno utilizzare semplicemente un buon olio di germe di grano per effettuare il massaggio.

Personalmente ho iniziato ad effettuarlo con del semplice olio di mandorla, se pur con una certa irregolarità, già da qualche mese, associato a degli esercizi fisici specifici per la muscolatura perineale. Cercherò comunque di essere più assidua nelle prossime settimane.. ;-)))
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Corso pre-parto: quarto incontro - i tre trimestri di gestazione correlati al travaglio/parto -


Anche se oggi la giornata è tutta un cinguettio e annuncia prepotentemente l'imminente sopraggiungere della primavera, la settimana scorsa qui ha nevicato e non ho potuto partecipare al terzo incontro del corso, che era interamente dedicato all'allattamento. Tuttavia questa mattina sono riuscita a recuperare le schede che sono state date e le pubblicherò a breve, in un post dedicato.

Oggi invece ci hanno parlato di come i tre trimestri di gravidanza possano essere intimamente correlati alle tre fasi del parto: fase latente (prodromi), fase dilatante o travaglio ed espulsione.
-> Vedi schede 1 e 2 aprendo il "Continua a leggere" a fine post
Ovviamente il tutto è stato affrontato in modo generico, senza entrare nel merito dello specifico caso, perché ogni parto ed ogni esperienza sono diversi tra loro.

Durante il primo trimestre di gravidanza, così come avviene durante i prodromi, il nostro corpo e la nostra psiche vivono una fase di adattamento alle nuove condizioni che stiamo vivendo.
I PRODROMI  (che io non avevo mai nemmeno sentito nominare) sono una fase di contrazioni irregolari in cui si può manifestare uno stato di stanchezza e/o nausea. Si avvertono a distanza di circa 30-15 minuti e durano all'incirca un minuto ognuna. Durante questa fase il collo dell'utero si appiana ed inizia a dilatarsi fino a 2-3 cm. A volte, durante gli ultimi mesi di gestazione, si possono avvertire contrazioni frequenti, più o meno dolorose, che non coincidono necessariamente con l'inizio del parto. Una doccia calda dovrebbe essere sufficiente, nella maggior parte dei casi, ad alleviarle. Se così non fosse e le contrazioni si dovessero manifestare ritmicamente allora è il caso di raggiungere l'ospedale. ;-) 
Si è parlato anche del tappo di muco che normalmente si forma all'interno dell'utero: ha scopi protettivi e può avere una consistenza e colorazione (solitamente giallastra, ma potrebbe anche essere vagamente striato di sangue) diversa da donna a donna ed essere più o meno solido. Si "perde", anche qui, più o meno consapevolmente, quando si hanno delle modifiche nella conformazione del collo dell'utero, segno che il momento del parto non dovrebbe essere troppo lontano (ma non necessariamente imminente, alcune lo perdono anche un mese prima del parto).

Il secondo trimestre è quello in cui generalmente la mamma vive un senso di benessere fisico, legato alla scomparsa di tutti quei sintomi, come nausee e dolori, tipici dei primi mesi di gravidanza. Personalmente posso solo dire che per me sono stati i mesi più difficili, i più brutti, ma sono anche quelli in cui si inizia a percepire i primi movimenti e in cui tutto sembra prendere consistenza e forma.
Questa seconda fase di "simbiosi", in cui si hanno più energie ed un maggior equilibrio psico-fisico, coinciderebbe con il momento del travaglio vero e proprio. Il travaglio è caratterizzato da contrazioni regolari della stessa intensità che si avvertono a distanza di circa 5 minuti l'una dall'altra ed hanno una durata media di 1 minuto. In questa fase il collo dell'utero appianato si dilata dai 4 fino a circa 10 cm. Durante il travaglio, quando le contrazioni si fanno più regolari e l'utero ha raggiunto una giusta dilatazione, per le donne che l'hanno richiesta, è possibile ricevere l'epidurale (ribadendo il concetto che ogni parto è a sé stante, questo vale ovviamente per quei casi in cui l'epidurale non sia strettamente necessaria). 
A questo punto ci hanno anche parlato dei cosiddetti "strumenti di analgesia naturale". Durante le contrazioni, infatti, il nostro corpo secerne e attiva alcuni ormoni come l'ossitocina, la prolattina e le endorfine, che hanno anche uno scopo analgesico,per gestire le sensazione del dolore. Una forma di "allenamento" pre-parto alla stimolazione di tali ormoni può essere fatta imparando a non irrigidirsi ulteriormente al sopraggiungere dello stimolo doloroso della contrazione e tentando di rilassare la muscolatura del corpo, mediante tecniche respiratorie e di visualizzazione.
A volte anche l'immersione in acqua durante il travaglio, l'ascolto di musica rilassante o semplicemente avere al proprio fianco qualcuno che sappia sostenervi nel modo che per voi è il migliore sono utili strumenti per cercare di non irrigidirsi e affrontare nel modo migliore il passaggio al momento del parto.
-> Vedi schede 3 e 4 aprendo il "Continua a leggere" a fine post

In sostanza cercare di rilassarsi e lasciarsi andare alla contrazione. 
Ne farò il mio motto, con tanta buona volontà! ;-))
E qui concludo (con tanti dubbi e un filino di paura) dicendo.... starem a vedere!!! ;-))

La terza fase, quella del collegamento del terzo trimestre di gravidanza con il momento del parto vero e proprio la tratteranno la settimana prossima, nell'incontro con i papà. Tanto per non spaventarli troppo! ahahah ;-)

Le schede che trovate qui sotto, aprendo il "Continua a leggere", sono quelle che ci sono state date oggi e raccontano più nel dettaglio quello di cui ci hanno parlato per due ore questa mattina e che io ho cercato di riassumervi.. brevemente.. se così si può dire.. ;-) Se le aprite cliccandoci sopra dovrebbero essere più grandi, in modo da essere lette decentemente. Spero si riescano a leggere.
Per la cronaca, le ho volutamente inserite dopo un intervallo non per incasinarvi la vita, ma perché sono molto ingombranti. ;-)



Corso pre-parto: secondo incontro - cosa portare in ospedale?


La mattinata è trascorsa essenzialmente parlando di cosa portare in ospedale al momento del parto, di quali cose potrebbero risultare utili nei successivi giorni di ospedalizzazione e delle cose che invece sarebbe bene avere già in casa nei primi giorni dopo la dimissione con il neonato.

La discussione si è dilungata particolarmente su ciò che è necessario portare in ospedale, con le testimonianze delle già-mamme che frequentano il corso. Sarà di questo che parlerò ora, mentre la lista di cose da comprare per il neonato la farò successivamente, in un altro post, integrandola con alcune cose che ho trovato scritte qui e là e con ciò che è stato detto anche durante i corsi alla Prenatal.



1 - Cartella clinica con gli esami effettuati in gravidanza (che, a quanto pare, è una delle cose che maggiormente ci si dimentica al momento di doversi recare in ospedale).


2 - Una maglia lunga, tipo camicia da notte, che possa essere sporcata, da indossare magari durante il travaglio e calzini. Ci hanno detto che a volte danno dei camici (quelli aperti sul retro per intenderci) da indossare ma non è un obbligo e potete mettervi qualcosa di vostro, di più comodo o rimanere anche semplicemente così come mamma vi ha fatte.

3 - Lettore MP3 oppure CD musicali da ascoltare in sala parto. Alcune sale parto sono dotate di apparecchi appositamente messi a disposizione per ascoltare della musica rilassante durante il travaglio. 

4 - Cibo (qualcosa che vi piaccia e che vi dia energia) e acqua.

5 - Olio per massaggio? Libri? Riviste? Spray viso rinfrescante? Salviette? ..Marito?... ;-))) Noi non ne abbiamo parlato ma in fondo credo che possiate portarvi qualsiasi cosa crediate vi sia utile. Magari non la userete mai, oppure potrebbe essere fondamentale. Tanto vale averla dietro! E anche il marito! ;-)

6 - 2 o 3 Camicie da notte. Possibilmente a manica corta e aperte sul davanti per semplificare l'attaccamento al seno del neonato. Alcune mamme hanno raccontato che, nonostante il bianco sia il colore preferenziale per la biancheria da ospedale, sarebbe meglio se le camicie non lo fossero perché quando si bagnano di latte diventano trasparenti..

7 - 2 o 3 Reggiseni da allattamento o comunque reggiseni comodi di una taglia in più di quella che si ha gli ultimi mesi di gravidanza.

8 - Coppette assorbi-latte. Utili per quando sarà il momento di uscire dall'ospedale.

9 - 1 Vestaglia.

10 - Ciabatte comode per stare in ospedale e un paio possibilmente in plastica per fare la doccia.

11 - Asciugamani / Accappatoio.

12 - Mutande usa e getta a rete o altro per i giorni successivi al parto.

13 - Assorbenti per il dopo parto. Generalmente durante l'ospedalizzazione vengono forniti dal reparto, ma si può pensare di averne alcuni propri, magari in cotone, per evitare fastidi.

14 - Beauty-case con tutto il necessario: spazzolino, dentifricio, doccia shampoo, crema, spazzola.. ecc.

15 - Vestiti per uscire dall'ospedale per la mamma.

16 - Vestitini per uscire dall'ospedale per il neonato.  In genere durante in giorni in ospedale i neonati vengono vestiti dalle ostetriche (almeno qui da noi sembrerebbe essere così) con i vestiti che hanno loro. Però nulla vieta che vi portiate dei body e delle tutine da casa per cambiarlo, se ne avete voglia.

17 - Eventualmente delle mutante contenitive, da sostituire alla pancera per dopo il parto. Dicono che questa andrebbe evitata perché indebolisce la muscolatura addominale e sforzi quella perineale.

18 - Olio o crema per i capezzoli, per prevenire le ragadi. Potrebbe servirvi come no.


CURIOSITA': Dopo il parto, quando si hanno punti di sutura, è possibile utilizzare,al posto del normale detergente intimo, la tintura di Calendula, mescolandone 10 gocce in circa mezzo litro d'acqua. Ad ogni modo fate attenzione a non utilizzare detergenti intimi troppo aggressivi dopo il parto. Inoltre potete tranquillamente farvi in bagno e la doccia a casa, ma sarebbe bene aspettare che siano finiti i sanguinamenti vaginali e che l'utero sia tornato alle proprie dimensioni normali (in media ci vogliono 30/40 giorni) prima di fare il bagno al mare.

Per il momento non mi viene in mente altro, ma la lista potrebbe allungarsi nei prossimi mesi.
Se vi dovessero venire in mente idee o aggiunte fatemelo sapere! ;-)