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Sono 5

sono cinque

Sono cinque gli anni che sono passati dal giorno in cui la mia vita è cambiata per sempre. E lo ricordo ancora, come fosse ieri.
Cinque gli anni in cui ho imparato che non esiste cosa al mondo più difficile del dover prendere decisioni per conto di altri, specialmente quando questi altri sono le persone più importanti della tua vita.
Cinque anni di pochissime occasioni per poter stare da sola con me.
Cinque anni di pipì in compagnia, prima con te in braccio, poi con te che mi corri dietro e chiudi la porta alle tue spalle perché, mamma, non vorrai mica restare da sola!
Cinque anni senza silenzio, dentro e fuori di me.
Cinque anni, forse un po' meno, di ansia perché mangi poco e sei uno scheletrino.
Cinque anni in cui mi sono resa conto di come, tutte le cose che detestavo sentirmi dire da mia madre, io le ripeta costantemente a te: "metti il berretto", "mangia", "stai attento"...
Cinque anni di preoccupazione costante per la tua salute, attenuata solo in fase REM.
Cinque anni di coda e capelli lunghi, perché il tempo non è mai abbastanza, nemmeno per pettinarmi, a volte.
Cinque anni che farei di tutto, solo per vederti sorridere.
Cinque anni di sensi di colpa, perché tutto ciò che faccio per te, sospetto, avrei potuto farlo meglio!
Cinque anni che si, i sensi di colpa, ma chissenefrega!
Cinque anni in cui se la lavastoviglie non funziona, pazienza, ma il termometro no, quello DEVE funzionare!
Cinque anni che mi hanno fatto capire quanto sia difficile il mestiere del genitore.
Cinque anni che dico "è una fase"!
Cinque anni di fasi che si alternano, senza vedere la luce in fondo al tunellelelelelll del divertimentoooo
Cinque anni in cui maledico ciascuna di queste fasi, per poi benedirle e dirmi che non tornerei mai indietro! Mai.
Cinque anni in cui tu vieni prima di tutto e tutti. E tutto il resto non conta niente.
Cinque anni di te.
Cinque anni che ti amo più di ogni altra cosa.
Cinque.

Auguri amore. Auguri a te, per il tuo compleanno, ma anche a me e papà, che cinque anni fa abbiamo avuto la fortuna di diventare i tuoi genitori.
 

Vi presento Gerry Scotti

Sono passati più di due mesi da quando è nato ed ancora non vi ho parlato di lui.

Vi presento Gerry Scotti
Il nostro Gerry Scotti, ma chiamiamolo pure con il suo nome, Andrea - o Didi, come lo chiamiamo io e Gabri - è arrivato Lunedì 29 Gennaio, a 34 settimane di gravidanza. Quasi tre chili d'amore, in anticipo di un mese.
In molti mi avete scritto per sapere come stiamo e cosa sia successo. In realtà non è successo niente di particolare: tre giorni prima della sua nascita sono iniziate le contrazioni e quando sono entrata in travaglio lui era ancora in posizione podalica. Ebbene si: cesareo anche questa volta. E' andata così. Facciamocene una ragione!

Quello che è accaduto lo ricordo a tratti, probabilmente a causa dell'anestesia, che mi ha fatto stare veramente molto male, questa volta. Ricordo la preoccupazione di non averlo sentito piangere e di non averlo visto subito, come invece era accaduto durante l'intervento in cui è nato Gabriele. Qualche ora più tardi, nonostante lo stordimento, sono riuscita a capire che era stato portato in terapia intensiva neonatale, perché era nato prematuro, ma che stava bene. Sono davvero poche le cose che ricordo di quel Lunedì. Credo di essermi ripresa veramente appena il mattino successivo e a quel punto ero capace di pensare solo una cosa: che dovevo mettermi in piedi per andare a vedere il mio ometto.

Era uno scricciolo ai miei occhi, nonostante fosse un vero gigante, se paragonato ai bambini della terapia intensiva. Tanto grande e tanto piccolo. Col sondino che gli entrava nel nasino e gli dava tanto fastidio. Lo abbiamo chiamato "il nostro draghetto" (da lì Didi), perché il suono del suo respiro affaticato ci ricordava il respiro di un piccolo drago. Piccolo, ma coraggioso e forte. Aveva solo bisogno di tempo, per crescere ancora un altro po', per imparare a mangiare senza bisogno del sondino e a respirare bene.

Mangiare per lui non è mai stato un problema e continua ad essere così, per fortuna. Lui ha fame di continuo! Mangiare gli piace proprio e i più bei sorrisi li fa solo a pancia piena.
Respirare bene è stato il problema maggiore, quello per cui siamo stati costretti a rimanere dentro la TIN più di quanto avremmo voluto e sperato. Ma ad oggi anche questo problema sembra essersi risolto e la mia speranza è che diventi presto solo un ricordo, per poi sbiadire lentamente come le sfere della memoria a lungo termine di Inside Out.

Ed eccolo qui, il nostro ciccione! Lui è Andrea, ma potete chiamarlo Didi, o Gerry Scotti o Giole o Mattia.. Gabriele gli da un nome diverso ogni giorno. Prima o poi questa cosa diventerà un problema, ma per ora cerchiamo di non darci troppo peso.

Ero sinceramente preoccupata di come Gabri avrebbe vissuto questo nuovo fratellino, una volta "uscito dalla pancia". I giorni di terapia intensiva ci hanno fatto vivere tutto con qualche difficoltà in più, pratica ed emotiva. Lui più volte si è detto molto preoccupato per quel suo piccolo fratellino, che doveva rimanere tutto solo in ospedale, dimostrandomi, come al solito, di essere molto più sensibile di quanto potessi mai pensare. Anche ora che siamo a casa, a parte una sana gelosia, che lo porta a chiedere qualche attenzione più del solito e a piagnucolare un po' più spesso di quanto non facesse prima, è sempre molto dolce ed affettuoso con lui. Vuole tenerlo in braccio per massaggiargli la pancia, quando ha male e mi chiede di leggergli qualche storia per addormentarlo.

"Ho capito perché avete fatto Andrea, sai?!", mi ha detto un giorno. PANIC!!
"Perché io sono tuo, mamma e papà aveva bisogno di un bambino tutto per lui!!" 😍😍

Maschetto o Femminuccia? Tanti modi per fare una sorpresa ad amici e parenti.

Ce l'abbiamo fatta, eh! Finalmente abbiamo scoperto se nel pancione si nasconde una sorellina oppure un robot (queste erano le preferenze di Gabri..)!!

Maschetto o Femminuccia? Tanti modi per fare una sorpresa ad amici e parenti.

Esattamente come quando ero in attesa di Gabriele, anche questa volta lo abbiamo scoperto tardissimo, perchè Baby Cavolino ha sempre preferito posizioni poco convenzionali e pudiche, per mostrarsi alle ecografie.

Così ora lo sapete anche voi, che nel pancione non sta crescendo né una sorellina, né un robot. Gabriele è molto arrabbiato, ma ci ho provato, lo giuro, a spiegargli che per quanto potessi impegnarmi, non ero certa di riuscire a concepire un robot. 😋

Come avete raccontato ad amici e parenti di essere in attesa di un maschietto, oppure di una femminuccia? Glielo avete detto semplicemente o avete preferito aspettare e fargli una sorpresa?

Le baby gender reveal ideas spopolano sul web e trovo che siano davvero spunti carinissimi per rivelare alle persone più care se il pupo in arrivo sarà un lui o una lei. Dalle tortine con ripieno colorato, ai pacchetti di palloncini colorati, alle idee più bizzarre e originali. Si trovano spunti davvero deliziosi, non trovate?

Personalmente mi sarebbe piaciuto riuscire a  realizzarne qualcuna di più originale, ma per questioni di tempo e praticità ci siamo orientati alla torta con interno colorato e ai bellissimi cupcake che vedete nell'immagine titolo, realizzati da Mug Bakery Trieste (andate a vedere le loro creazioni, sono spettacolari!!) con tanto di pirottino azzurrino, da aprire come dessert all'ultimo minuto per far felici i nonni.

L'idea della torta, oltre ad aver allietato i palati dei più (era una robba buonerrima) è piaciuta tantissimo. Se avete in mente una cosa simile, vi darò un consiglio spassionato, per esperienza: se desiderate mantenere il segreto fino al taglio completo della prima fetta di torta, optate per un coltello con lama in acciaio e non bianco in ceramica e fate attenzione che il ripieno colorato non vi rimanga attaccato, svelando in anteprima il colore della torta. Spassionatissimo. 😕

E così ora non ci rimane che la lotteria nazionale per la decisione del nome. Perchè la prima domanda, subito dopo a "Sapete già se è maschio o femmina?" è sempre: "Avete già deciso come chiamarlo?". Io e papà no, non abbiamo ancora deciso, ma Gabriele ha decretato che per questo fratellino, che non desidera poi tanto, il nome più appropriato sarà sicuramente "GerryScotti". GerryScotti tutto attaccato. Bene, ma non benissimo.

Vabbè. Per ora continueremo a chiamarlo Baby Cavolino. Che tanto Cavolino ci sta pure ora che lo abbiamo scoperto essere un maschio, dopo aver ripetutamente ed insistentemente invaso la sua privacy, smaniosi di sapere. Ora sappiamo e quindi..... VIA CON LO SHOPPINGGGGGGGGGG!!!

Luisa ;-***
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Fall in Love

È tantissimo tempo che non pubblico qualcosa!! Per la prima volta posso affermare che il mio silenzio non è dovuto ad una mancanza di ispirazione, ma ad una reale mancanza di tempo da dedicare a questo Blog.
fall in love

Pur avendo voglia di scrivere e di raccontarmi ho preferito concentrarmi sulle cose più importanti, dando la precedenza agli impegni e alle scadenze lavorative. Aggiungeteci pure una certa dose di paura e scaramanzia, nel non voler raccontare immediatamente quello che stava succedendo e il mio tentativo di vivere ogni attimo nel modo più sereno possibile.. ed ecco spiegato il mio lungo silenzio.

Abbiamo scoperto la novità a fine Luglio, con un certo (tipico) ritardo . Da subito si sono presentati diversi problemi, tra cui due distacchi piuttosto grandi che mi hanno costretta al riposo forzato, poi un'infezione ed altre piccole magagne che, tutte insieme, non mi hanno permesso di condividere da subito la mia condizione con serenità.

Al momento sono alla fine del quinto mese di gravidanza e anche se qualcosa dentro di me non mi permette ancora di sentirmi al 100% tranquilla e felice, sento di avere finalmente voglia di parlarne.

Questa gravidanza mi è sembrata immediatamente molto diversa dalla prima. Oltre al riposo forzato e alle nausee mattutine (che con Gabriele non sapevo nemmeno cosa fossero) ho una panciona enorme! Un'enorme e - brutto da dire - pelosissima panciona! Proprio bruttina da vedere, se devo essere sincera, ma che sto già imparando ad amare molto.
Con Gabriele, fino al quinto/sesto mese, quasi non si capiva che fossi incinta. Ora sono solo al quinto mese, ma a guardarmi sembra che io debba partorire da un momento all'altro!!
Ho iniziato a percepire i suoi movimenti molto prima, questa volta, intorno alla 15° settimana, senza il timore di poterli confondere con qualcosa d'altro.
pancia

In compenso, se c'è una cosa che *Baby Cavolino* e il suo fratello maggiore hanno sicuramente già in comune è una franca riservatezza nel voler rivelare la loro identità sessuale. Ho aspettato ben oltre la morfologica, con Gabriele, per sapere che era un maschio. Ebbene, sembra proprio che Cavolino, nel pieno rispetto delle tradizioni di famiglia, non abbia ancora alcuna intenzione di farci sapere se è maschio o femmina. Gabri, dal canto suo, ha già ben che deciso: lui vuole una sorellina... oppure un robot! 😕
baby cavolino

Ricorderò sempre la nostra prima ecografia, tutti insieme. Abbiamo portato Gabri con noi, dopo avergli finalmente raccontato che nella pancia della mamma poteva esserci il suo fratellino/sorellina. Il ginecologo gli indicava il piccolo nuotatore nella mia pancia, sullo schermo dell'ecografo, dicendo: "Gabriele, facciamo un gioco: che cos'è questo secondo te?"Al chè lui gli rispinde, vagamente seccato: "Quello è il monitor del PC!".
Ovvio, no?! Piccoli programmatori crescono! 😅😅
 LUISA ;-***

Ufficialmente S T A N C A

E' la triste verità della legge del "tutto o niente", che costella la vita di periodi densi di lentezza e lunghe - eterne - attese. Sfiancanti ed angosciosi. Alternati, a tratti, da periodi di delirio cosmico.
Ufficialmente S T A N C A

Delirio cosmico. Lavoro a manetta. Non ci sto dietro. Ho bisogno di un'agenda più grande.
Chi? Non ricordo. Aspetti, mi segno il suo nome sull'agenda.
Nuove collaborazioni. Lavori da realizzare. Yeah! Esaltazione. Pacca sulla spalla.
Mi scusi, chi cerca? Si, sono io. No, aspetti che controllo.
Compra quattro/cinque nuovi auricolari da distribuire tra borse, cassetti e ovunque sia tra casa/ufficio/macchina. Scrivi. Rispondi ad email. Tilt. Stanchezza, ma no. Tieni duro! Non puoi mollare ora!! AAArgh Cosa? Gabri sta male e devo venire a prenderlo?
Sposta tutte le consegne. Avvisa i clienti. Rinvia. Devi ancora chiamare Tizio e organizzare un incontro per parlare della possibilità di avviare.. Segna sull'agenda. L'agenda. Dov'è l'agenda? Ah, eccola!! Per fortuna... Squilla il telefono.
Si, pronto, chi è? Ah si, le mando una mail per avere il suo preventivo.
- Mammaaaah!! - Gabri chiama. Cosa stavo scrivendo? Rispondi. Uh, il materiale fotografico! E la grafica? Telefono che squilla. Dove è finito l'auricolare? Pubblica. Programma. Arrivano le consegne. Porca vacca, la merce non corrisponde! Richiama. Stefano si ammala.
Signora, dovrebbe fare almeno una risonanza per controllare cos'ha il suo collo, non può essere rigida, da così tanti giorni.. No, ma guardi, io mica ho il tempo di..
Traaac. Analisi. Porta Gabri in asilo.
Siii, pronto? I risultati di cosa? Ah, già, la risonanza. Me ne ero dimenticata!
Controlla le spedizioni. Inserisci i nuovi prodotti. Vuoi non controllare report e dati di insights? E il corso al quale ti sei iscritta, come sta andando? Il frigorifero vuoto come quando lo hanno consegnato a casa, nel suo imballaggio. Solo meno pulito. Porc!ç§**!!!°# Pulisci il frigorifero e vai a fare la spesa. Già che sei di strada fermati anche in cartoleria, in posta, in farmacia e nel negozio di animali. Ah e fai il versamento in banca! Poi vai a prendere Gabri a scuola.
E alla festina di Teodorica, come mai non siete venuti?
E niente. Non era sull'agenda. E poi stop.

Torni a casa un giorno e il tuo corpo ti dice ufficialmente B A S T A
Te lo fa capire senza mezzi termini, con un bel febbrone a 39, placche, brividi e tremori in tutto il corpo. Ti dice che non hai più l'età per vivere così stressata e perennemente di corsa e che forse, quell'età là, tu, non l'hai mai veramente avuta. Che ti servono proprio, quei cinque minuti al giorno di cazzeggio e fancazzismo, che tanto alla pausa caffè + sigaretta avevi già rinunciato nel lontano 2009. Lui te lo dice, ma i medici continueranno a spiegarti che è solo un virus.

E il secondo? Quando lo fate?

Come ogni anno, arriva la primavera. Dai cappotti stretti e dai maglioni infeltriti si scoprono finalmente i pancioni, stretti nelle t-shirt delle loro mamme, belli rotondi e sorridenti.
E il secondo? Quando lo fate?

Primavera per me significa essenzialmente due cose: allergia fotonica e gente che ritorna all'assalto con la fatidica domanda "E il secondo? Quando lo fate?".
Parenti e amici, cioè le persone che più sarebbero autorizzate a porla, la fatidica domanda, non chiedono più da anni. Ma il cinguettio dei pettirossi è come il richiamo delle sirene e ricorda alle persone che è tempo di procreare, che è tempo di covare le uova e rifare le tende al nido e - spostano lo sguardo su di te - e tu stoni! Ne hai già uno grandicello, in fondo, dov'è il tuo pancione rotondo? Dove sono le tue tende nuove e il tuo nido accogliente?

Niente nido, niente tende, niente ammiccamenti e le rotondità che fanno capolino dalla mia t-shirt nascondono solo i residui del panettone di Natale. Dei panettoni degli scorsi due o tre Natali, nel mio caso.
Ma grazie lo stesso, gentile sconosciuta incontrata al parco, per avermi fatto tornare in mente che:
1 - Anche quest'anno sarò bocciata con disonore alla prova costume;
2 - Non ho nemmeno una giustificazione plausibile alla bocciatura.
Perché se sei incinta è normale che tu sia tonda e che non abbia una particolare voglia di mostrarti in costume. Grazie di cuore, per non aver colto l'occasione di farti un bel mazzo di cazzi tuoi!

Ma si, dico io, facciamo pure conversazione sul mio utero e sul suo stato di salute. Parlare di procreazione e delle rispettive capacità riproduttive è diventato uso comune, anche tra estranei, non è qualcosa di privato e personale, ma altri argomenti ad essa connessi - strettamente connessi - rimangono un tabù insormontabile. Detta in parole povere: del mio utero, al parco, con una sconosciuta, posso tranquillamente parlare, ma accennare al sesso no, non è assolutamente contemplato. Se parli pubblicamente di sesso sei una scostumata, persino un po' volgare. La procreazione è una cosa pulita, atto fondamentale per la sopravvivenza dell'umanità, ma come ci si arrivi è un segreto, di cui non bisogna parlare mai!

E il sesso è solo uno dei tanti argomenti del quale non è bene parlare, quando si fa una conversazione leggera con una persona appena conosciuta. 

Io lo dico sempre, sono stata fortunatissima ad essere rimasta incinta di Gabriele subito, senza grossi problemi o particolari complicazioni. Ricordo una scena, piuttosto imbarazzante, di quando stavo aspettando Gabri: eravamo nella sala d'attesa della mia ginecologa, Stefano ed io, e conosciamo una donna, anche lei alla ricerca della gravidanza. Una signora esuberante, un po' in là con gli anni, che dopo aver preso un po' di confidenza ci guarda e, indicando il mio pancione, domanda: " Ma voi, come avete fatto?". Io, che allora avevo 25 anni e ancora poca dimestichezza con l'argomento, sono diventata paonazza.. perché non capivo cosa volesse sapere, di preciso.. Era abbastanza ovvio che alla base della sua domanda, ci fosse un mondo di problematiche relative al concepimento che solo ora posso comprendere realmente. Lì per lì, lo confesso, non lo capii proprio.

Quel particolare episodio, aggiunto alle decine di diverse motivazioni che mi sono sentita di dover dare in questi ultimi anni, al fatto di non aver ancora messo in cantiere un secondo figlio, mi fanno sempre più pensare che, comunque sia, problemi o non problemi, difficoltà o non difficoltà.. faremmo tutti bene a farci i cazzi nostri un po' di più!
Decidere se e come e quando e perché avere un figlio, se farne uno, due, tre o sette o anche nessuno.. sono decisioni più intime, personali e sofferte della maggior parte delle decisioni che dobbiamo prendere nelle nostre vite. Decidere di avere un figlio, concepirlo, farlo nascere, crescerlo ed educarlo non è come comprare un'auto nuova!

Se proprio non sapete che altro domandare, allora parlate del tempo, come fanno più giustamente i nostri amici inglesi e se vorrò raccontarvi di quello che accade al mio utero, sarò io volentieri a farlo, di mia spontanea volontà. Non impicciatevi e non fate stupidamente domande che potrebbero ferire le persone, solo perché è primavera e la prassi prevede che io, a questo punto, debba avere il pancione. La mia è solo panza! E se proprio siete così coraggiosi e volete azzardare a fare domande intime, fate pure, io di sesso parlo senza grosse difficoltà.

LUISA ;-****

Una pelle Evergreen.


Sottotitolo: non è un post di creme antirughe!

Anche se ce ne avrei di bisogno, molto probabilmente. Containers di creme antirughe nelle quali cui affogare i segni degli anni che passano, dei malanni di stagione che invece sembrano non passare mai, dei magoni e delle indescrivibili gioie, che inevitabilmente lasciano il segno, proprio lì, dove il muscolo si contrae.  Ma no, niente creme antirughe. Che poi, diciamocelo, una ruga portata con stile è persino affascinante. Sono quelle come me, che di stile non ne hanno nemmeno una goccia, che tra le rughe soccombono maldestramente.

Amo le donne con stile, mi affascinano e mi provocano un sentimento misto di mistica venerazione e invidia. Sono la dimostrazione feroce di come la bellezza estetica sia nulla in confronto ad uno stile personale identificabile ed unico.
Il mondo delle blogger spopola di donne così: talentuose, professionali e con personalità forti. Mi ricordano ogni giorno perché mi piace così tanto questo mondo di donne online. Io, che nel mio piccolo angolo di anonimato, a 30 anni suonati, ancora non ho capito quale tinta di rossetto sia quella che si abbini meglio al mio incarnato, né quale colore o forma d'abito sia quella che meglio valorizzi la mia figura e personalità.
Per dire.

Faccio parte di quella percentuale di popolazione femminile (datemi conforto, saremo almeno il 2-3% delle femmene su suolo nazionale, no!?) che ci prova ad assimilare la differenza tra una forma a pera ed una a mela, ma che finisce sempre per acquistare quel capo in vetrina, quello che le piace tanto, anche se non le cade proprio benissimo ed il colore, in fondo, la rende più pallida di quanto non sia.
Ve la racconto la scena di me da Sephora a cercare di abbinare il blush al sottotono della mia carnagione.. eh? Sotto-cosa? Alla fine ne ho comprati tre, tutti piuttosto simili e mi sono ritrovata su youtube, a cercare un video che mi spiegasse come e - sopratutto - dove metterlo, sto beneamato blush. Non ci siamo.

Questa mattina ho letto un articolo molto interessante di Daniela di Going Natural: Armocromia : cos’è e perché serve a te e al tuo guardaroba etico (e non)
Immediatamente ho pensato: FICHISSIMO! Armoco.. Amroco.. Armocromia, ma certo!!! Illuminazione, gioia e tripudio. Se dopo 30 anni non ho ancora compreso per quale ragione il maglione verde bosco mi faccia sembrare irrimediabilmente la moglie di Hulk, o Fiona, la moglie dell'orco Shrek, dev'essere senza ombra di dubbio perché il mio tono è armocromicamente differente. Decisamente, non ci siamo.

E così, tra un volo pindarico e l'altro, la memoria mi riporta alla primissima volta in cui sono stata dall'estetista a fare la pulizia del viso; avrò avuto 12-13 anni e lei si chiamava Barbara. Massaggiandomi uno zigomo con i polpastrelli mi disse: "la carnagione olivastra è molto bella, perché la pelle solitamente è poco delicata e poco inclina all'acne".

Attimo di pausa riflessione e porcomaledizione.

Non mi disse però che i punti neri sarebbero stati la mia maledizione perenne, che mi sarebbero spuntate delle insulse lentiggini, che avrei avuto la zona a T al contrario e che non avrei mai potuto usufruire della scusa di incipriarmi il naso per rifuggire da un appuntamento scomodo. Poco delicata e poco incline all'acne. Peccato che invece sia talmente reattiva, da arrossarsi anche se solo una ciocca di capelli ci finisce sopra. Bella, non ne parliamo! Qualunque colore d'abito risalta il colorito verde-grigio che ho d'inverno e verdastro-giallognolo durante l'estate, quando sono un po' più abbronzata. E col cappero fritto, che non ti scotti facilmente al sole!! Mi ustiono e mi spello esattamente quanto un'islandese sotto il sole, dalla meravigliosa pelle d'alabastro.

Da verde-grigio invernale a giallo-verde d'estate mi faccio una palette completa di gradazioni del verde invidiabile. Cinquanta sfumature di verde per una pelle evergreen, nel vero senso della parola.

Abbiamo tutti bisogno di una famiglia | Sostieni SOS Villaggi dei Bambini

Questi giorni di festa, nonostante i classici malanni di stagione ed i piccoli acciacchi, sono stati occasione di riscoprire il piacere di stare in famiglia.

Sostieni SOS Villaggi dei Bambini

A volte siamo talmente abituati ad avere tutto ciò che desideriamo, alle nostre abitudini e quotidianità, che finiamo per dare le cose che abbiamo per scontate, lamentandoci possibilmente per ciò che vorremmo e che invece non possiamo avere. Non è una colpa. E' la vita - mi dicono!

In questi giorni ho la fortuna di poter fare da portavoce ad una campagna di sostegno all'organizzazione SOS Villaggi dei bambini, che mi ha dato modo ed occasione di realizzare, una volta in più, l'immensa fortuna di ciò che abbiamo, del poter stare insieme. La fortuna di essere noi, di essere una famiglia.

Può sembrare una cosa davvero sciocca e banale, ma scoprire che nel nostro paese quasi 30.000 bambini non hanno una famiglia a prendersi cura di loro è una cosa che, da genitore, lascia senza fiato. Sono 30.000 bambini che la mattina di Natale non hanno avuto nessuno ad abbracciarli, che non hanno qualcuno a rispondere ai loro infiniti "perchè" quotidiani, nessuno a fargli i grattini la sera per farli addormentare sereni. Sono cose a cui non pensiamo mai, ma a sbatterci la testa contro così prepotentemente fanno riflettere e un gran male al cuore!

SOS Villaggi dei Bambini nasce in Italia nel 1963 ed è, ad oggi, la la più grande organizzazione a livello mondiale, impegnata nel sostegno di bambini privi di cure familiari, con sedi in oltre 130 paesi nel mondo.

Nel nostro paese SOS Villaggi dei Bambini è presente con 7 Villaggi SOS: a Trento, Vicenza, Morosolo (VA), Saronno (VA), Mantova, Roma e Ostuni (BR). I bambini e i ragazzi che vengono accolti in questi Villaggi SOS sono privi di cure genitoriali, oppure provengono da realtà in cui le difficoltà familiari, la tossicodipendenza dei genitori, la violenza o semplicemente una povertà culturale, non permettono ai genitori di riconoscere i reali bisogni dei loro figli. SOS Villaggi dei Bambini garantisce loro protezione e cure, affichè possano crescere all'interno di un ambiente sereno e nella speranza che possano, prima o poi, fare ritorno alla loro famiglia d'origine o sostenendoli fino alla maggiore età.

La loro campagna “Nessun Bambino Solo” #nessunbambinosolo #nochildalone ha proprio lo scopo di sostenere i villaggi in Italia che accolgono e proteggono i bambini che vivono soli o lontano dalla loro famiglia.
Con 15 Euro al mese possiamo aiutare SOS Villaggi dei Bambini Italia e contribuire, per quanto possibile, a prenderci cura di ognuno di loro!


Ogni bambino merita di avere una famiglia che lo cresca con amore, che accolga le sue richieste e necessità, ma con poco possiamo fare molto per questi piccoli uomini, che vivono qui, a due passi da casa nostra ed affrontano ogni giorno le stesse paure e difficoltà che hanno i nostri figli quotidianamente, senza però trovare una mamma ed un papà che li guidino.

15€ al mese per dare un futuro ai bambini privi del sostegno della propria famiglia - fai la tua donazione qui!



Memorie di pancia - Quattro anni di NeoMamma On Board

Che sono una nostalgica del pancione già lo sapete, ma oggi mi sento persino più giustificata del solito, a parlarne!
memorie di pancia
Giustificata dal fatto che, proprio in questi giorni, quattro anni fa, nasceva questo blog, mentre Pupino bello se ne stava ancora beato a sguazzare nel liquido amniotico del pancione di mammà. Bella la vita, allora! In parte perché, diciamoci la verità, era davvero tutto più semplice, per quanto la gravidanza potesse sembrare, di per sé, un ostacolo insormontabile, lungo eoni. Semplice e relativamente tranquillo. Ansie a parte.

Vi confesso che ho realizzato essere il quarto anno del blog solo questa mattina, per pura casualità. Gabri dormiva nel lettone, accanto a me, papà si era già alzato per andare a lavoro e lui, con i suoi piedini allungati verso di me, mi impastava il fianco. Un "impastare" simile a quello che fanno i mici, con le loro zampette pelose, quando fanno le fusa. E' una cosa che ha sempre fatto, fin da piccolissimo: nel sonno allunga manine e piedini a cercare mamma e papà e se li impasta tutti.
Un'abitudine dolcissima, che sono certa avesse anche quando stava nel pancione! Ricordo quelle manine che spingevano, la sera. Lui è rimasto podalico traverso dall'ottavo mese, perciò ricordo benissimo la sensazione dei suoi piedini che mi premevano sul fianco e la testolina sotto il costato (dolooooore). E sono certa che già allora lui impastasse, la notte, con le sue manine di velluto.

Vi è mai capitato di associare alcuni comportamenti dei vostri bimbi, una volta nati, a sensazioni che avevate quando erano ancora in pancia?

Io, per esempio, ricordo con  precisione che, nelle ultime settimane di gravidanza, capitava che Gabri avesse il singhiozzo quando mi svegliavo la mattina, per poi continuare ad averlo svariate volte nel corso di tutta la giornata. Era una sensazione davvero stranissima, sentirlo avere il singhiozzo, dentro al mio pancione. E questa cosa del singhiozzo, che inizia al mattino e prosegue a sprazzi per tutto il giorno, gli è rimasta una volta nato e rimane tutt'ora: si sveglia al mattino col singhiozzo, che ritorna ciclicamente fino a sera.

Perciò oggi giornata-malinconia-pancione. Olè!
Tornando indietro con la memoria a quattro anni fa.. auguri anche al mio blog! E grazie. Per avermi dato modo di esternare e condividere, quando era proprio di esternare e condividere ciò di cui avevo davvero sinceramente bisogno. Naturalmente da quel giorno di Gennaio sono cambiate moltissime cose: sono cambiate le abitudini, il modo di pensare, di agire, le necessità. E' cambiato tutto il mio mondo e con esso sono cambiata io. Ma esternare e condividere sono due bisogni che rimangono prepotentemente vigili in me. Esternare e condividere emozioni, informazioni, idee e punti di vista.

Auguri NeoMamma On Board.

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San Nicola VS Babbo Natale

Di che squadra siete? 
Per chi fate il tifo?
San Nicola VS Babbo Natale

Avete notato anche voi che l'ultima moda dei social è diventata quella dello scannarsi vivi sul chi, cosa, come e quando festeggiare!!??
"Perché Babbo Natale non fa parte della tradizione cristiana. E nemmeno Halloween. E nemmeno il Black Friday. E allora, che fai, festeggi??"
Però a casa addobbi l'albero e appendi le calze al caminetto. Son contraddizioni della vita.

San Nicola è una figura che non ho mai ben compreso, da bambina: arrivava in asilo, con la barba lunga ed il bastone. Portava un sacco enorme di iuta e lasciava regali ai bambini, ma non era un festa vera a propria, era un giorno di scuola qualunque. I miei genitori lavoravano ed il massimo a cui potevo aspirare, al 6 di Dicembre, era riuscire a fare un giro per la fiera di paese, nel pomeriggio. Sempre che non piovesse. E pioveva quasi tutti gli anni. Non abbiamo mai festeggiato San Nicolò (qui da noi lo si chiama così).

Per me la festa vera era il Natale. A Natale mamma e papà non lavoravano, ci svegliavamo e andavamo insieme a controllare se Babbo Natale era passato, se aveva gradito i biscotti che gli avevamo lasciato sul tavolo e se ci aveva lasciato qualche bel pacchetto luccicante sotto l'albero. Questa era Festa. Scartare i regali insieme, mio fratello ed io, senza esserci nemmeno tolti il pigiama di dosso, con mamma seduta al tavolo, che filmava tutto con la videocamera (che quella volta era grande e pesante come quelle degli studi televisivi).
Poi ci si vestiva eleganti e sia andava a pranzo a casa dei nonni o degli zii, dove ci aspettavano orde di parenti, cugini, amici. Si stava insieme, si rideva e ci si divertiva. Il Natale, per me, era la festa più bella dell'anno.

Venite a raccontarmelo che Babbo Natale non va festeggiato perché non è un personaggio legato alla cristianità. Che Natale è solo la nascita del Bambin Gesù e bla bla bla Natale è la mia famiglia e non c'è cosa più meravigliosa e sacra che si possa festeggiare!

Chiamatelo come vi pare: Bambin Gesù, Santa Lucia, San Nicolò, Santa Claus, Babbo Natale. Fatelo arrivare a cavallo, su una slitta trainata da renne, a cavallo di una scopa o sul dorso di una capretta. Addobbate alberi, appendete calze per Odino, preparate il presepe o il villaggio degli elfi. Negli anni le tradizioni si sono mescolate, confuse, sommate, hanno assunto risvolti commerciali più o meno evidenti. Insomma, festeggiatelo un po' come ve pare: secondo la tradizione della vostra famiglia, secondo le usanze locali, in base al vostro credo religioso oppure lanciando i dadi come in una sessione di D&D. Sgrammaticalmente: FATE VOBIS. NPC - come si dice qui - Neanche Per il C.

Quello che conta è il sentimento profondo che trasmettiamo, perché è quello che rimane nel cuore dei nostri figli, esattamente come è rimasto nel nostro.

Secondo me la domanda giusta da porre sarebbe: ha senso scannarsi per cosa bisognerebbe o meno festeggiare?? Vi sembra in linea con il sentimento che dovrebbe pervadere questo genere di festività?

PS: for quei who pol understand. Articolo spassosissimo in triestininglese: San Nicolò vs Babbo Natale: who brings the regals to the triestin mocoloses?

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Profumo di Natale

Le luminarie sono appese lungo le strade già da un paio di mesi, la piazza si è trasformata nella luminosissima pista d'atterraggio per renne volanti che tutti i bambini sognano.
Profumo di Natale

Come puoi non esserti domandata almeno una decina di volte: "Cosa regalo a Tizio, quest anno?".
Anzi, meglio: "Amore, cosa regaliamo a Caio questo Natale?". Butti lì qualche idea random, tuo marito finge un entusiasmo sproporzionato, prendi appunti su un foglio anonimo che lascerai sulla scrivania e butterai via un paio di giorni dopo, senza nemmeno accorgertene. Finito.
La settimana successiva, davanti ad una vetrina, ritorna il dubbio: "Amore, ma secondo te, a Caio, potrebbe piacere quel cavatappi a forma di renna?". La consapevolezza dell'inutilità del regalo, come un tarlo nel cervello. Ma è il pensiero che conta, no?
E avanti così fino ad almeno il 24 di Dicembre.

Ma non per tutti funziona così. Mia nonna, per esempio, è una di quelle che inizia a parlare dei regali di Natale già ad Agosto, quando i negozi espongono i cartelloni del fuori-tutto-bikini dell'ultima collezione estate. Quando tu sei ancora lontana anni luce da quel pensiero. Regali? Nata-cosa? Nata-chi? Non pervenuto.

Eppure il Natale rimane la festa che amo di più! Persino l'attesa del Natale, per qualche perversa ragione a me sconosciuta, mi piace da impazzire: esci di casa alle tre del pomeriggio ed è già buio, le strade profumano di caldarroste ed è pieno di luci colorate. Di quell'esigenza vitale di comprarti una sciarpa nuova, perché ne sei uscita sprovvista - tanto fa caldo - e il tuo alito emette nuvolette bianche nell'aria che, chissà perché, mi divertono ancora tanto.
E i mercatini, non parliamo dei mercatini!! Nella mia testa Natale = Mercatino / Mercatino = Natale. Quelle che fanno per altre ricorrenze - fiere - manifestazioni di vario genere e tipo - non sono veri e propri Mercatini, diciamocelo! Sono comunissime e banalissime bancarelle. C'è una netta differenza, non vi pare? (No?)

Natale è LA festività in cui riesco a concedermi il lusso di sentirmi ancora un po' bambina, a dar fiato ad un entusiasmo che per molti versi non mi appartiene più. Abbandonato e soffocato dagli impegni, dalle responsabilità.. e bla bla bla pallosità adulte.
Preparare le decorazioni tutti insieme, fare l'albero (un cespuglio, nel nostro caso), pensare ai regali per amici e parenti, alle loro facce felici quando li apriranno.. fare i pacchetti, scrivere la letterina a Babbo Natale.. Bello, no?
Ogni anno il mio intento è quello di riuscire a trasmettere questo tipo di entusiasmo anche a Gabriele, perché penso sia una cosa importante. Anche se, diciamocelo, per molte cose lui è molto più adulto di me.

E a voi piacciono i preparativi per le feste natalizie? 

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Una notte come tante altre v.0.3 - Gerry Scotti me fa un baffo!

Ci piace cullarci nell'illusione che le notti insonni siano un'esclusiva dei genitori con bimbi più piccoli.
Ci piace credere che una volta cresciuti potremo finalmente dormire e ronfare sonoramente nei nostri letti, fino alle dieci nove otto del mattino.
Ci piace. Molto ci piace.
gerry scotti me fa un baffo

La verità è che sì, quando i bimbi crescono, terminano anche le nostre notti insonni a cullare piccoli pupi ululanti, ma le notti insonni, in generale, ahimè .. non terminano mai veramente!

Nei miei racconti di notti insonni, qui nel blog, siamo passati dalla modalità ninja notturno: quella dei primissimi tempi, in cui anche il minimo cigolio dei palchetti poteva risvegliare il pupo ululante. C'è stata poi la fase del risveglio traumatico con annesso trascinamento sonnambolico fino al pupi letto e anche quella del dormire = amo il mio comodino. Tutte fasi.
Se c'è una cosa che sto imparando dell'avere figli è che tutto, o quasi, è "una fase". Poi cambia, si trasforma e non sempre in meglio.. perciò occhio a parlar troppo male e a lamentarsi eccessivamente di certe fasi!! Può sempre andare peggio!

Di recente stiamo sperimentando una nuova fase: quella del "sogno qualcosa che mi fa arrabbiare moltissimo e mi sveglio gridando che voglio il mio trenorosoorsopelosopupazzomacchininaquelchesia". Possibilmente alternata a momenti di bruxismo strappatimpani.
Mi dicono che potrebbe essere l'effetto "primo anno d'asilo". Scuola nuova. Maestre nuove. Compagni nuovi. Tanta roba nuova, insomma.
Naturalmente io da brava mamma paranoiata e vittima dei sensi di colpa in pieno stile genitore moderno passo le notti a scervellarmi e ad autoflagellarmi, per questo. Ma questa è un'altra storia.

Il momento migliore è senza ombra di dubbio, quello del risveglio semi cosciente in cui inizia a chiamare dal suo letto: "MAMMMAAAAAA MAAAMMAAAA".

Su dal letto come un gendarme. Sull'attenti!
Via di corsa. Giro del letto in perfetto stile maratoneta.
Schivo lo stendino. Schivalooooo.... SBAM!
AZZZZZ^#@@ PORC**!! MERDDD***@
Va bene soldato, lo abbiamo centrato in pieno!
Ora devi resistere al dolore. Avanti, march!!

Arrivo al letto, vagamente dolorante e lui domanda: "Mamma, mi porti l'orso piccolo, per favore?".
CAX ha chiesto "per favore"! Vuoi dirgli di no, soldato???
Deglutisco, a disagio e tento l'aiutino: "Quale orso piccolo, amore?"
Con voce flebile, rassicurante, un po' paracula.
Lui sbuffa: "L'orso piccolo, Mamma! Quello della cucina!"
Ok. Ho un indizio. La cucina. L'orso.
A memoria, nella penombra della cameretta, eseguo uno scan completo e minuzioso della cucina.
Un orso. In cucina. Un orso.
Pensa Luisa, pensa!! Un orso..
Rapidissimo tour virtuale della cucina: il frigorifero, il forno, la dispensa..
Un orso! DOVE CAZZ'' E' STO ORSO!??
Sorriso di circostanza (che anche al buio, non guasta mai).
"Si amore, vado a prendertelo!" E mi dileguo.

Mentre mi avvio lentissimamente verso la cucina mi sento un po' come i concorrenti dei quiz TV, mentre scorre il tempo a loro disposizione per dare la risposta esatta.
Un orso piccolo. In cucina.
Già mi immagino la faccia di Gerry Scotti, mentre intima al pubblico di non suggerire.
E la botola, sotto ai miei piedi.
Un orso piccolo...

Ma certo!!! L'ORSO PICCOLO IN CUCINA!!!! Certo!!
Eureka! Somma gioia e tripudio.
Affretto il passo.
Recupero il portachiavi a forma di cinghiale dallo svuotatasche della cucina e torno in cameretta.
"Ecco l'orso piccolo, amore! Rimettiti a dormire, ora."
Lui se lo abbraccia, si infila sotto alle coperte, gli do un bacio e posso finalmente
tornarmene a letto feelin' like..
vittoria

Occhio, Gerry, potrei averti involontariamente suggerito il format per un nuovo quiz televisivo: quello in cui svegliate dei poveri esseri umani a cazzo e gli fate le domande più disparate ed assurde per verificare i loro tempi di risposta e di ripigliamento dal torpore notturno. Un quiz sadico.
E comunque io, nei miei sogni, ho dei tappi per le orecchie fantastici: silenziano i bambini e anche il cervello. Questi sì che dovrebbero inventarli!

LUISA ;-***
 
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Giochi da maschio - Giochi da femmina

Chi è che decide?
Chi stabilisce che alcuni tipi di giochi sono da maschio o da femmina? 
Chi decide che un bambolotto vestito di rosa debba essere necessariamente una femminuccia e che il Cicciobello debba avere sempre una mise blu/azzurro, altrimenti non sene viene fuori che è un maschio!?
Giochi da maschio - Giochi da femmina

Che poi "Cicciobello"? Parliamone. D'accordo che ormai si tratta di un marchio storico, ma forse - e dico forse - dopo quarant'anni un nome più umano e moderno glielo si poteva dare, a sta povera creatura. "Riccardo Pappa e Mi Scappa" o "Ludovico Cammina e Gattona". No?

Divagazioni a parte.
Mi è capitato, di recente, di andare in cerca di un pigiama per Gabriele, che fosse un po' più "pesante" (vedi: caldo); una cosa per l'inverno, insomma. Abbiamo fatto un giro nei soliti H&M e OVS,  per rimanere sul low budget e naturalmente gli unici pigiami con i personaggi che gli piacevano erano nel reparto bambina.
Ora, premesso che ero lì per trovare una cosa adatta alla stagione e che avrei scelto indipendentemente dalla sua preferenza, è anche altrettanto chiaro che tra due pigiami della stessa tipologia e prezzo io chieda a lui, quale fantasia preferisca. E così siamo tornati a casa con una versione felpata fucsia di Masha e Orso e una lunga in cotone rosa con il gatto Chloe di Pets.
Non che io abbia niente contro il rosa ed il fucsia (che comunque non sono le mie tinte preferite), ma vorrei capire per quale ragione Masha ed Orso e Pets sarebbero considerati cartoni animati per un pubblico femminile? Per quale motivo andando nella sezione di biancheria intima maschio OVER 3 (che fa un po' categoria di X Factor) posso scegliere solo tra Capitan America e Hulk?

E la questione ritorna paro paro, forse persino più evidente, ogni volta che si parla di giocattoli per bambini. Ora che il Natale si avvicina, per altro, è tutto un pigolare di pubblicità ad hoc.
Ma chi lo decide che una cosa debba essere "da maschio" o "da femmina"?
Chi si prende la responsabilità, mica tanto banale, di mettere dei paletti ai nostri bambini? 
Di dirgli con cosa possono o non possono giocare? Con che cosa possono o non possono vestire?
Chi si prende la responsabilità di insinuare nelle loro teste, così piccole e fertili, idee come la discriminazione, il giudizio..?
posso essere ciò che voglio

Noi tutti siamo cresciuti in una società in cui questi "paletti" già esistevano, fin dal giorno in cui siamo nati, con la nostra cuffietta rosa o azzurra, annodata sotto al mento. Quando un bambino che entrava in classe con una maglia rosa veniva deriso e lasciato in disparte dai compagni di classe.
Non era bello, non era giusto, non era piacevole, ma siamo cresciuti tutti nonostante ciò. Non mi sento di dare completamente torto a quelli che mi dicono: "Ma si, cosa vuoi, sono altri i problemi del mondo!".
Vero. Sono altri i problemi del mondo.

Rimane un fatto: che non voglio essere io a mettere questo tipo di futili e sciocche limitazioni a mio figlio, quando sarà già la vita ad imporgliele.
Non sarò la mamma che gli infila il pigiama di Batman, solo perché è da maschio. Non sarò la mamma che lo porta a giocare a calcio con gli amici, perché è quello il gioco adatto ai bambini. A me non importa se quando entra in casa la vicina e lui gli mostra, tutto orgoglioso, la sua la sua nuova camicia da notte rosa, lei se la ridacchia sotto i baffi. Se riesce a vedere solo quella è chiaro che si perde la parte migliore: il sorriso di mio figlio.
LUISA ;-***
 
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Di Minacce, Punizioni e Dodekatheon..

Anche questa mattina è crisi. Svegli mezz'ora prima e urlanti, tanto per gradire. Ma non si tratta dell'amabile versione di bimbo urlante perchè ha fatto un brutto sogno e vuole essere abbracciato, consolato. No. Urlanti da bimbo che si è alzato col piede sinistro.. già sul sentiero di guerra, ancora una volta. 

Attenzione: questo non è un post adatto a mamme modello, perfette educatrici e montessoriconvinte.

Papà, sant'uomo, corre a prenderlo scatenando ulteriormente la furia.. 
"NOOoooOOOO VoGlio La MaAAmmmAAa!!" e daie di grida e pianti per un quarto d'ora.
Da lì è tutto un crescendo di grida e singhiozzi.
"NOOoooOOOO Non VogLio AlZARIMIIIiiii VogLio DoRImiREEee!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio FARE ColaZIooOnEEEeeeE!!"
"NOOoooOOOO Non DarMI qUeI BISCottIIII, mI FAnnO SChIFOOOOo!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio AndraREE SuL DiVAnOOOoOO!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio VesTIRMiIIIii!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio Le ScArPEEEEe!!"
"NOOoooOOOO Non VogLio AndAREEE a SCUooLAAaa!!"
Sono solo un esempio.

Al chè, è vero che dovrei strafregarmene altamente di quello che pensano i vicini di casa, ma quando si abita in un condominio come il nostro, in cui riesci a sentire anche la vibrazione del cellulare di quello che ti abita di fianco (ed in cui hai già avuto da ridire con alcuni di loro proprio sulla questione "rumori"), la prima cosa che mi viene da dire, dopo al primo fallito tentativo di consolazione è:
"Amore, non gridare, a quest'ora lo sai che non bisogna fare confusione!".
Effetto: NPC!
(Neanche Per il Culo)
Al più, proprio per darmi un pò di fastidio inizia anche a battere i pugni sul tavolo.
"Gabri, non battere i pugni sul tavolo! Lo sai che non voglio!" lo riprendo, subito (abbiamo il tavolo in vetro). Per tutta risposta inizia a dare calci alla sedia.
...
...
Trattengo il fiato. Conto fino a 354.662.333
Ma lui continua.
Al chè mi faccio seria, aggrotto le sopracciuglia e ribadisco il concetto, con il solo risultato di farlo gridare ancora più forte. Tengo botta finchè non mi crollano i nervi.
Da qui in poi ho avuto diverse fasi di reazione: ho fatto un primo tentativo con il classico "non dagli bada che tanto poi smette", con il risultato di avere un figlio ululante anche per un'ora e mezza di fila. 
 ...
Allora sono passata al tentativo di punizione: "rimani qui seduto finchè non ti calmi", con il risultato che ora, il più delle volte, si mette in punizione da solo, tanto per dimostrarmi che non gliene potrebbe importare di meno o peggio, quando lo sgrido dice lui a me di andare in punizione.
...
Ho provato a fare la mamma PNL, cercando la comprensione e l'empatia (anche se questo metodo funziona molto di più con mio marito, lo confesso): "Gabri, ho capito che sei infastidito perchè avresti preferito rimanere nel lettone con mamma e papà, anche a noi sarebbe piaciuto rimanere lì a farci le coccole...", ma questo tipo di approccio, se possibile, scatena ancor di più la sua rabbia, tanto che spesso inizia a darmi calci e pugni.
...
Stremata, ho ceduto anche alle minacce: "se non la finisci subito le prendi!" e quando lui ti incoraggia a dargliele, tu cosa vuoi fare? Non mantenere la promessa?
...

Vi confesso che quando capitano episodi simili non so proprio più cosa fare, o come comportarmi. Per fortuna le giornate sono lunghe e facciamo presto a dimenticarci episodi come questi, ma incominciare così, con questo spirito, è sicuramente molto faticoso.

Leggevo da qualche parte, poco tempo fa, la frase "un genitore deve essere affidabile, non perfetto". Su un libro forse. Non ricordo. Essere affidabile.. non sono sicura di sentirmi affidabile, quando io per prima non so che pesci pigliare in occasioni del genere. Forse è proprio questo il problema di fondo. So di non essere perfetta, ma posso dire di essere veramente affidabile?
E forse il vero problema è che sono una cretina che si fa davvero troppe paranoie.
Però niente. 
C'è che se mai sto benedetto secondo dovesse arrivare, benemeriti DEI DELL'OLIMPO, lo voglio con il libretto delle istruzioni. Ho espiato le mie colpe. Ci siamo capiti?
Ecco.
Appunto.

LUISA ;-**

Live at Cosmofarma 2016

Se mi avete seguita su IG qualche tempo fa avrete visto che sono stata al Cosmofarma di Bologna 2016.
cosmofarma 2016

Per pochissime frazioni di secondo mi sono sentita quasi una blogger vera. Di quelle che vanno agli eventi e condividono ogni novità e stand colorato con i loro followerZ. Naturalmente io sono ben lontana dall'essere - persino dal sembrare - un blogger professionista. Tra le altre cose Cosmofarma è un evento dedicato sopratutto al mondo della farmacia e dei farmacisti.. e niente. Tutti eleganti. Giacca e cravatta. Tablet sotto braccio. Tacco e spacco vertiginosi. Proprio niente. Sono lontanissima dall'essere e persino dal sembrare pure una di quelle farmaciste. 

Però mi sono divertita. Ho scoperto qualche nuovo brand interessante, parlato di condizioni commerciali con aziende super fiche come una vera imprenditrice navigata. Ma sopratutto ho potuto conoscere Veronica, autrice di VeroBiologico. Un persona interessante, piacevole, con la quale mi sono potuta sentire veramente a mio agio ed essere né blogger, né farmacista, né imprenditrice. Semplicemente me stessa. 

Il convegno sulla "Biosostenibilità e dermocompatibilità del cosmetico biologico" di Venerdì 15 è stato, a mio avviso, molto interessante. Metteva in luce la grande potenzialità della cosmesi biologica non di sintesi, valorizzandola sotto aspetti davvero significativi e non come mero fenomeno commerciale. Farmacisti poco interessati. ça va sans dire
stand weleda

Ci siamo rilassate allo stand Weleda, con un trattamento viso personalizzato. I prodotti Weleda sono sempre e da sempre una garanzia di qualità ed efficacia, mi piacciono moltissimo. Per la mia pelle, che tende ad irritarsi ed arrossarsi facilmente, ho potuto provare la linea del trattamento cosmetico delicato AMANDE. Il mio è un SI deciso al loro Trattamento Viso Idratante Comfort, un pò meno deciso all'olio, perchè la mia pelle mista tende a lucidarsi davvero troppo.

Carinissima la linea di smalti atossici e lavabili per bambine e mamme in dolce attesa di Snails. Una collezione magnifica di prodotti, adatti anche alle più piccine, perchè sicuri e lavabili semplicemente in acqua. Privi di formaldeide, resine, toluene, parabeni, canfora. Super!
Snails polish

Da Italian Cosmetics ho potuto conoscere e provare i nuovi cosmetici biologici per mamma e bambino della nuova linea Anne Geddes. Sono prodotti in Italia con materie prime naturali e certificati CCPB (lo sapete quanto ci tengo al Made in Italy!!), sono privi di derivati del petrolio, PEG, SLES/SLS, coloranti e profumi sintetici, pesticidi e OGM. Ho potuto provare personalmente la loro Crema Corpo Idratante, della linea mamma ed il suo delicato profumo mi ha accompagnato per tutta la giornata. Per non parlare del packaging, vergognosamente bello!

Oltre a queste ho potuto scoprire altre interessanti novità ed aziende. Spero di potervene parlare presto. Ci tengo a ringraziare davvero, di cuore, Veronica, per avermi accompagnata e sopportata per tutta la giornata. Conoscerti è stata una grande fortuna ed un immenso piacere!

LUISA ;-**

Quando il secondo non arriva.

Lasciatemi perdere. Questo è un post sfogo al 2000%!
Quando ce vò..
aspettandoti
Devo ancora ripigliarmi dalla festa di compleanno di Gabri, questo è un fatto!
Sono ufficialmente arrivata in quel preciso periodo della vita di una mamma in cui non passa giorno che qualcuno non ti domandi: "E il secondo?". Persino la cassiera del supermercato. Momento SHOCK della giornata!

Quel preciso periodo della vita in cui tutte le donne del mondo, o quasi, ti sembrano in dolce attesa, panzute e felici... e tu no.
TRANNE ME TRANNE MEE TRANNE MEEE
Ce l'avete presente Fabri Fibra, no?
Ecco.
Grazie, santissima cassiera. Che non ho avuto la prontezza di spirito di mandarti a quel paese. No, ma, grazie tante!

La storia del secondo figlio mi ha colpita in diversi momenti, dopo la nascita di Gabriele. Fasi distinte che potrei benissimo suddividere e descrivere come la fase del "VADE RETRO": la primissima, quella in cui avrei potuto tranquillamente avere un malore al solo pensiero di avere un altro figlio. Reduce da notti insonni, coliche, mastite e depressione post parto. Fortunatamente è la fase in cui meno spesso ti domandano quando vorresti fare un secondo figlio, dato che ne tieni tra le braccia uno ancora considerevolmente piccolo.
Successivamente sono passata alla fase "MA COSA MI DICI MAI?", per gli amici "fase buahuahauauahu". Quando me lo chiedevano subentrava un misto tra scompiscio e panico in pieno stile Topo Gigio. Seguito a ruota da frasi del tipo: "Ma non scherzare, dai!?" o "Ma sei matta!?" "Nooo". Fase che ho attraversato per diverso tempo e che sfoggio con finto orgoglio anche ora, a giorni alterni. Un po' per nascondere lo sconforto, un po' per non dover dare troppe spiegazioni.
Poi ci pensi bene, ti fai due calcoli mentali, quattro paranoie e arrivi alla fase del "SI PUO' FARE!". E mentre tuo marito ancora cerca i "lupi ululì" ti metti a fantasticare di nomi e di cambiare casa ed entri nel nuovo mood mammesco tipico di chi desidera accogliere un nuovo arrivato in famiglia. Poi ci sono state tante novità, tanti progetti, tante belle cose. Nonostante tutto realizzi che il tuo corpo non sembra di volerne sapere.

Ti dici che ci vuole tempo. Lo sai che ci vuole tempo. Ma quanto tempo? E poi ti ricordi che hai già un figlio meraviglioso e che sei stata più che fortunata ad aver avuto lui. Ti senti egoista per la tristezza che provi, perché molti non hanno avuto la fortuna che hai avuto tu. Ti vergogni di te stessa e ti disprezzi per la tristezza vigliacca che senti dentro al cuore. Ti ripeti di portare pazienza e di stare serena. Stai serena che se le cose dovranno andare, andranno. Di che ti vuoi lamentare? E' la fase del "FACCIAMO CHE NON ME LO CHIEDI PIU', PLEASE".

E poi ci ricadi. Ogni volta che qualcuno te lo chiede. Ogni volta che qualcuno te lo fa notare.
Puoi fingere disinteresse, puoi dire che non ti importa, ma la tristezza e la vergogna sono sempre in agguato. Anche alla cassa del supermercato.
Allora sorridi.
E paghi il conto.

LUISA ;-*

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Nella borsa delle mamme da 75 anni: la caramella Ricola!

Ci sono alcune cose che non possono davvero mai mancare nella borsa di una mamma: tra queste l'irrinunciabile pacchetto di fazzoletti e le salviettine umidificate, amici di lunga data ed indispensabili alleati.
ricola

I cerotti, certamente, nella loro veste di monito portafortuna, che se ne stanno a scongiurare i disastri peggiori, nel loro scomparto nascosto, assieme a qualche vecchio scontrino dimenticato. Gli immancabili occhiali da sole nascondi nottataccia stampata sotto l'occhio. Un burro cacao (dobbiamo prenderci cura di noi stesse, dopottutto, no?). Cos'altro? Alzi la mano chi non ha sempre in borsa il pacchetto di caramelle salvavita? Quello per non perdere la voce rincorrendo i figli al parco.. io ce l'ho e le caramelle sono le stesse che teneva in borsa anche la mia mamma, segno che la maternità ci rende più vicine e simili di quanto non sospettiamo.
Sono le caramelle Ricola!
Da ben 75 anni al servizio delle gole e dei palati delle mamme di tutto il mondo!
La miscela di 13 erbe - ad oggi ancora segreta - creata dal fondatore dell'azienda Emil Richterrich nel 1940 ha portato Ricola ad essere oggi una delle aziende più moderne ed innoviative al mondo.

Ma cos'è Chrüterchraft?
'Chrüterchraft è il termine svizzero che indica l’efficacia e il gusto delle erbe svizzere ed esprime in una sola parola tutti i valori caratteristici di Ricola: una miscela di erbe con tutti gli effetti balsamici e il buon sapore dei nostri prodotti”. Felix Richterich, attuale Presidente del Consiglio d’amministrazione di Ricola.

Quali sono queste famose erbe svizzere?
La miscela di 13 erbe che ha reso celebre Ricola e le sue caramelle balsamiche è composta da:
Marrubio - stimolante gastrointestinale;
Salvastrella maggiore - coadiuvante nel trattamento delle infezioni del tratto respiratorio superiore;
Veronica - diuretico ed espettorante;
Malva e Altea - particolamente adatte al trattamento delle tossi secche;
Alchemilla - antiinfiammatorio delle mucose
Sambuco - dissetante e diaforetico;
Menta - digestivo e antisettico;
Salvia - ha un effetto benefico sul tratto respiratorio superiore e contro le forme catarrali;
Achillea/Millefoglio - digestivo e antiinfiammatorio;
Primula - diuretico ed espettorante;
Piantaggine - indicata contro le infiammazioni dell'apparato respiratorio;
Timo - antisettico ed espettorante.
(Attenzione: anche se le erbe sopra elencate possono avere tali effetti benefici, le caramelle Ricola non hanno necessariamente lo stesso effetto.)

La chiave del successo di Ricola è la ricerca di materie prime di altissima qualità e metodi specifici per realizzare diverse specialità alle erbe, prive di coloranti artificali e aromi aggiunti. Le erbe utilizzate nella miscela vengono coltivate per l'azienda direttamente nella natura delle alpi svizzere utilizzando metodi naturali: senza l'utilizzo di erbicidi sintetici, insetticidi, fungicidi o fertilizzanti chimici a completo beneficio del sapore intenso e balsamico che caratterizza da sempre le loro caramelle.
Gli ingredienti base per la preparazione vengono reperiti in un raggio inferiore ai 450 kilometri dal centro operativo, per ridurre le emissioni, gli sprechi e aumentare l'efficienza e la qualità del lavoro.
caramelle ricola
Nel Giugno 2010 l'azienda apre anche la Ricola Foundation, una fondazione con lo scopo di promuovere e supportare progetti sulla cultura e sulla natura, proprio grazie allo stretto legame di Ricola con gli ingredienti naturali e le tradizioni culturali.
Oggi Ricola dà lavoro a più di 400 persone in tutto il mondo, i suoi confetti vengono distribuiti in più di 50 paesi tra Europa, Asia, Nord America e Paesi Orientali. Negli ultimi anni l'azienda ha lanciato diverse varietà di nuovi prodotti tra i quali la liquirizia dolcificata con stevia e confetti dal cuore morbido nelle varietà Glacier Mint, Swiss Cherry e Honey Lemon.
Tra i più noti fan della famosa caramella ci sono anche star mondiali come Madonna, Robbie Williams, Mariah Carey e Justin Timberlake.
concorso ricola
Per festeggiare questo speciale compleanno Ricola mette in palio 13 speciali cristalli di zucchero in oro, così come 13 sono le erbe speciali che donano il gusto particolare alle loro caramelle. Partecipare è semplice: ti basta acquistare una confezione di caramelle originali alle erbe, conservarne lo scontrino e accedere al divertentissimo quiz di domande sul sito Ricola Original.
Un aiutino? Leggetevi bene la storia di Ricola prima di iniziare a rispondere alle domande. ;-)
Voi le avete mai provate?
E se al parco, complice un po' di vento e l'aria secca, vi mancasse la voce?
Va beh, per ora ve ne presto io una delle mie!
LUISA ;-**** 


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